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Fini e Bersani in tv da Fazio e Saviano elencano i valori di destra e di sinistra.

Chi di destra? Chi di sinistra?

 

Il segretario Pd e il presidente
della Camera puntano più sulle
ragioni comuni che differenti

Dal premier Berlusconi e dal leader della Lega Bossi, a Pizza, segretario della Democrazia cristiana, passando per Di Pietro, Cesa, Rutelli, Pionati, Lombardo, ma anche per il presidente dell’Union Valdotaine Perron e il segretario Sudtiroler Volkspartei Theiner. È il lungo elenco dei «segretari e presidenti di partito», una ventina, che Vieni via con me, se fosse «una tribuna politica», dovrebbe invitare nelle prossime puntate, «che però sono solo due».

Così Fabio Fazio ha aperto questa sera la trasmissione, che ha ospitato il presidente della Camera Fini e il segretario del Pd Bersani. Una lunga serie di nomi, seguita da quella di decine di partiti e movimenti, che è soprattutto una risposta alle polemiche dei giorni scorsi sulla presenza di Fini e Bersani e all’altolà della direzione generale, che ha chiesto ai responsabili di Vieni via con me di allargare la rosa degli inviti ai leader di Pdl, Lega, Idv e Udc. «L’elenco è aggiornato alle ore 21.10 di stasera», ha ironizzato in chiusura il conduttore.

Gli elenchi sono l’ossatura di Vieni via con me: e così Fazio, dopo aver aperto la puntata di stasera su Raitre con la lista dei leader che il programma dovrebbe invitare se fosse una tribuna politica, ha letto con Silvio Orlando «le cose che non avevamo previsto e che invece sono accadute». Tra queste, che «l’erede dei Savoia vincesse Ballando con le stelle», che «Gheddafi piantasse le tende nel centro di Roma», che «Enzo Biagi venisse accusato di fare un uso criminoso della tivù», che «un uomo che voleva mettere nel cesso la bandiera italiana, diventasse ministro della Repubblica Italiana», che «Mike Bongiorno non ci fosse più», che «quelli di sinistra fossero entusiasti prima di Indro Montanelli e poi di Gianfranco Fini»; che «uno scrittore, per aver scritto un libro, dovesse andare in giro con sette uomini di scorta», evidente riferimento a Roberto Saviano. In chiusura, ancora ironia sul caso Ruby: tra le cose imprevedibili, che «la nipote di Mubarak passasse una notte in questura a Milano», ha detto Fazio. Gli ha fatto eco Orlando: «e che la nipote di Mubarak non fosse la nipote di Mubarak».

Poi è stata la volta di Bersani e Fini: ecco il video.

Fonte: Lastampa.it

Per chi ancora non se ne frega…Roberto Benigni in splendida forma. Da Fazio e Saviano.Ridere, pensare, commuoversi. Ancora in tv si può. Ogni tanto…

Ho colto questo passaggio...NON ME NE FREGO...bello!

VIENI VIA CON ME: SAVIANO, CON MACCHINA FANGO DEMOCRAZIA A RISCHIO.

 Una suora, una precaria e un’attrice (Angela Finocchiaro) parlano dell’articolo 18 sulla liberta’ religiosa, fanno l’elenco dei lavori compiuti per potersi laureare, leggono la lettera di una donna di 88 anni di Montevarchi che ha ‘sperato in una Italia piu’ giusta’ e non ha perso la speranza di vederla. Con questi elementi Fabio Fazio apre la prima puntata di “Vieni via con me”, la trasmissione che conduce su Rai3 con Roberto Saviano. Immediata l’allusione all’attualita: Pompei con l’elenco delle prostitute che c’erano prima dell’eruzione fra cui, quelle colte e raffinate che si vendevano per influenzare i loro clienti potenti che gestivano la politica. “Poi – sottolinea Fazio – e’ venuta l’eruzione, e’ crollato tutto… Ma il crollo continua ancora adesso”. Entra in scena Roberto Saviano: “Non siamo nel fascismo, ma la macchina del fango fa si’ che la democrazia sia in pericolo. E’ la macchina che scatta se ti metti contro questo governo. Fa si’ che prima di scrivere o criticare, ti venga in mente che domani ti attaccheranno sul privato, e allora magari non scrivi piu'”. Queste le parole con cui lo scrittore inizia il suo monolgo. La macchina del fango, ha proseguito, “interviene per far sembrare che siamo tutti uguali” nel peggio, per cui, ad esempio, per privacy viene spacciata la possibilita’ di candidare qualche amica. E’ il caso della casa di Montecarlo, o quello di Dino Boffo direttore di “Avvenire”, ma anche dell’allora aspirante candidato del Pdl alla presidenza della Regione Campania, Caldoro.(AGI) .
 

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