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Anche t-shirt Fiorello all’asta contro l’Aids .

La t-shirt dell'ultimo spettacolo di Fiorello autografata donata dall'artista per un'asta solidale su eBay organizzata dal Trio Medusa per sostenere la campagna Cesvi 'Fermiamo l'Aids sul nascere.

 
All’asta su eBay per appassionati di musica, sport, cinema e cucina oggetti donati dai personaggi più amati: Laura Pausini, Fiorello, Valentino Rossi, Paola Cortellesi, Claudio Bisio, Victoria Cabello, Kobe Briant, Luca Argentero la squadra dell’Inter e molti altri. Il Trio Medusa torna a schierarsi a favore della lotta all’Aids organizzando su eBay un’asta solidale grazie alla quale, tra l’11 e il 18 dicembre, sarà possibile acquistare oggetti donati da personaggi famosi del mondo dello spettacolo, dello sport, del cinema sostenendo così la campagna Cesvi ‘Fermiamo l’Aids sul nasceré.

I 180.000 euro raccolti lo scorso anno grazie al Trio Medusa sono stati destinati dal Cesvi alle donne incinte affette dall’Aids ricoverate presso l’Ospedale Saint Albert’s in Zimbabwe, alle quali è stato garantito il trattamento sanitario prenatale. Anche in questa edizione gli oggetti donati dagli amici del Trio Medusa non mancheranno di attirare i fans più sfegatati: il giubbotto del rally di Monza di Valentino Rossi, la t-shirt dell’ultimo spettacolo di Fiorello autografata, i pantaloni in pelle autografati di Laura Pausini, un paio di scarpe di Victoria Cabello, una maglia di Luca Argentero, la t-shirt di Zelig di Paola Cortellesi, il cofanetto dvd di Zelig di Claudio Bisio , la maglia Deejay autografata da Kobe Bryant, la borsa firmata dall’intera squadra dell’Inter, la maglia del Manchester autografata da Noel Gallagher, una camicia di Pupo e molti altri ancora.

Dalle 7 alle 24 di Domenica 18 dicembre il Trio Medusa concluderà la settimana dedicata all’asta con una maratona radio di 17 ore, insieme a ospiti, amici e gli speaker di Radio Deejay, che interverranno a sostenere l’iniziativa. Inoltre chiameranno a raccolta tutti gli ascoltatori di Dejeay, che dovranno presentarsi in radio vestiti da Beatles. Dal 27 novembre è partita anche la raccolta fondi tramite l’SMS solidale 45509: è possibile donare 2 euro da cellulare personale Tim, Vodafone, Wind, 3, CoopVoce e PosteMobile o chiamando da rete fissa Infostrada e TeleTu, oppure 5/10 euro con chiamata da rete fissa Telecom Italia e Fastweb.

 

Fonte: ansa.it

 

MotoGP – Fiat Yamaha Team e tokidoki:Jorge Lorenzo e Valentino Rossi asta benefica su eBay per Riders for Health.

Grande Tokidoki...

Ciao Vale...

 

Per celebrare la stagione trionfale in MotoGP e per consolidare la felice collaborazione con tokidoki, nata dalla partecipazione di Simone Legno al Gran Premio del Giappone a Motegi, Fiat, Yamaha Motor Racing e il noto brand italo-americano hanno deciso di promuovere un’asta benefica su eBay in favore dell’associazione no-profit Riders for Health.

A partire dalle ore 14.00 (15.00 GMT+1) del 20 dicembre 2010, infatti, i tifosi del Fiat Yamaha Team e gli appassionati dello stile tokidoki potranno partecipare ad un asta benefica su eBay e avere quindi la possibilità di acquistare delle T-shirt Limited Edition raffiguranti i piloti Jorge Lorenzo e Valentino Rossi al fianco delle loro Yamaha YZR-M1.

Le t-shirt, realizzate in esclusiva dalla matita di Simone Legno e autografate dai piloti, sono in totale 20 (10 con Jorge Lorenzo e la YZR-M1 #99 e 10 con Valentino Rossi e la YZR-M1 #46) e saranno messe in vendita con una base d’asta di 5 Sterline. L’asta si concluderà alle ore 14.00 (15.00 GMT+1) del 31 dicembre 2010: per vedere le T-shirt è possibile visitare l’album Flickr del Fiat Yamaha Team.

A beneficiare del ricavato dell’asta su eBay sarà Riders for health, un’associazione no profit internazionale che fornisce assistenza sanitaria nei villaggi rurali dell’Africa, utilizzando moto e moto-ambulanze. L’iniziativa, promossa da Fiat e Yamaha Motor Racing, ha lo scopo di fornire un contributo concreto a Riders for Health e, allo stesso tempo, intende celebrare la stagione vincente che si avvia alla conclusione e ringraziare i fan che per tutto l’anno hanno tifato e motivato la squadra e i piloti. Fiat, Yamaha Motor Racing e tokidoki confidano nel successo dell’operazione che aiuterà in maniera concreta Riders for Health e soprattutto fornirà un aiuto reale alle popolazioni di cui si occupa l’associazione.

Fonte: http://motograndprix.motorionline.com/

Per chi ama Valentino Rossi. La maglietta che celebra la sua fantasia applicata ai…caschi.(Un regalo adatto a chi ama andare in moto…)

Rimarrà nella storia il motociclista che cambiava casco ogni gara...e vinceva!

Se avete seguito Valentino Rossi durante la sua carriera e un buon ricordo di tutti i caschi che ha messo in mostra, questa t-shirt è per voi. Questa T-shirt AGV dal titolo “The Doctor’s Legendary Helmets” con le immagini e le caratteristiche dei caschi Rossi dal 1995 al 2010 sulla schiena. Con 39 disegni di caschi diversi questa T-shirt è un grande pezzo commemorativo ed è sicuro di catturare l’attenzione di qualcuno dietro di voi.

Per acquistarla cliccate QUI.

Fonte: http://www.gpone.com

L’addio di Rossi alla Yamaha: “Bye bye baby”.

Ultima maglietta di Valentino per Yamaha. Ora tocca a Ducati.

L’avventura di Valentino Rossi in Yamaha si chiude dopo sei stagioni e tre titoli mondiali. Nell’ultimo Gp della stagione l’ennesimo podio (terzo posto). Dopo la bandiera a scacchi, Rossi ha indossato una maglietta commemorativa con la scritta «Bye Bye Baby» riferita alla Yamaha con alle spalle la foto della prima vittoria di Vale a Welkom in Sud Africa nel 2004, mentre replica il bacio alla sua moto, che in questo caso è di addio.

Moto, Malaysia: vince Rossi. ( E mette il sigillo sulla stagione…).

Se lo dice lui...

SEPANG (MALAYSIA) – Una gara esemplare, quella di Valentino Rossi nel giorno di Jorge Lorenzo. C’era da aspettarselo: il pesarese della Yamaha non avrebbe lasciato il campo totalmente libero alla passerella finale del compagno di squadra-rivale. E così il Dottore si prende con autorità e genio il gp della Malaysia, festeggiando la vittoria numero 46 in sella alla Yamaha, e rubando in qualche maniera la scena al trionfo dello spagnolo, a cui basta salire sul podio alle spalle di Rossi e dell’altro italiano Andrea Dovizioso (Honda), per assicurarsi con largo anticipo il suo primo titolo iridato delle Motogp. Allo spagnolo bastava infatti un piazzamento e con il terzo posto si porta a quota 313 punti che gli garantiscono la matematica certezza di non essere più raggiunto dagli inseguitori. Il via della gara non era stato propizio al Dottore: il caldo, la spalla, la scivolosità della pista, avevano costretto Rossi a scattare dalla seconda fila. In gara, allo spegnersi del semaforo, l’errore, quello più classico di Rossi. Le partenze non sono mai state la specialità di Valentino che si ritrova alla prima curva intorno alla decima posizione, mentre Lorenzo va in testa inseguito da Dovizioso e Simoncelli, sorprendente in questo inizio di gara.

La rimonta di Rossi inizia subito, rabbiosa e perentoria. Il nove volte campione iridato si infila tutti, passa un giro e mezzo con Simoncelli che sembra potergli resistere, poi lo supera, spalancando la sua gamba nella staccata della curva che precede il rettilineo. Davanti a fare l’andatura Dovizioso e Lorenzo che sembra poter andare a festeggiare in carrozza il suo primo titolo della Motogp. Non sarà così. Rossi è alla ricerca di un risultato importante prima della fine della stagione. Dal suo ritorno dall’incidente del Mugello, nella gara del Sachsenring, insegue la vittoria. Dopo aver lasciato Simoncelli, Rossi aggancia Dovizioso e dopo un breve duello è la volta di Lorenzo, messo nel mirino per andare a prendere la vittoria numero 105 in carriera, la numero 46 in sella alla Yamaha M1. “Quando ho visto che avevo 45 gare con la Yamaha mi sono detto che dovevano essere 46 in qualche modo – ha detto Rossi dopo la corsa – che grande gara! Ma anche complimenti a Jorge, io non ho vinto per fargli dispetto, gareggio per me”. Sul podio suona l’inno di Mameli, Rossi è commosso: la festa é anche per lui che deve però cedere la corona al rivale più giovane, e lo fa mettendo però la sua faccia sul gradino più alto del podio della gara malese. A Lorenzo basta il terzo posto e dopo i due titoli vinti in 250 corona il sogno con il mondiale della classe regina. Un passaggio di consegne tra i due grandi di casa Yamaha, e la fine delle ostilità suggellate dall’abbraccio tra i due, nel parco chiuso, a chiudere un mondiale all’insegna del migliore fair play.

Fonte: Ansa.it

Dopo la lettera di Valentino Rossi, ecco quella di John Lennon. Sembra un ritorno alla calligrafia!

 

La lettera di John Lennon

“Essere ricchi non cambia le tue esperienze nel modo di pensare. La sola differenza, basilarmente, è che non devi più preoccuparti di soldi, cibo, case etc. Ma tutte le altre esperienze, come emozioni e relazioni, sono le stesse che hanno tutti. Lo so perché sono stato prima povero e poi ricco, e anche Yoko (che è stata ricca, povera e poi di nuovo ricca). Dunque, che ne dici? Con amore, John e Yoko”.

La lettera di Valentino Rossi

Che strano. Nel giro di due giorni due diversi personaggi, uno di oggi e uno del passato, si ri-presentano a noi sotto forma di “lettera”…l’ormai adusta lettera…intanto dobbiamo dire che sia Lennon che Rossi quando hanno scritto la loro lettera avevano/hanno 31 anni.

Coordinati nell’età e nell’ammucchiare denari eccoli che cercano, attraverso lettere calligrafiche che di per sè  già valgono un sacco di soldi, di dire al grande pubblico, o anche solo ad una persona (vedi Lennon) che nel tempo sarebbero poi comunque diventati “grande pubblico”…di dire,insomma, che essere ricchi e famosi non basta. Per essere felici?

Lennon dice che una volta esaurita la necessità di mangiare rimane comunque la necessità di vivere; Valentino invece ci dice che, una volta esaurita la fame di soldi ( anche se sembra che lui ne sia sempre affamato..) rimane la delusione amorosa, l’amore, il sentimento. Il ricordo di un bacio…( a chi? Alla moto? A una giapponesina?…)

Dal momento che entrambi., come si diceva una volta, “si sono fatti da soli“, mi sembra logico assolverli. A 31 anni hanno/avevano risolto da tempo i problemi economici/finanziari che assillano ed assillavano i coetanei; rimane il problema esistenziale che l’uno risolve correndo e rischiando e l’altro, accompagnato da una donna “dominatrice” ha risolto facendosi icona globale e immolandosi sull’altare della notorietà.

Due “working class heroes” che hanno lasciato il segno, ognuno nel proprio mondo e a modo suo.Due fantastici ipocriti (nel senso buono della parola, davvero li stimiamo) i quali, nel momento in cui si sentono attaccati, si difendono con le unghie morali.

Due grandi personaggi che per tutta la loro vita hanno corso al massimo. E sia ieri che oggi, correre ed avere qualità, significa essere comunque premiati anche dal punto di vista economico. Notorietà = denari = fama. Spesso, come nel caso di Lennon, imperitura.

Viva Lennon, Viva Rossi.Dunque. Viva la loro complicità  ed intimità con il successo. Se si fossero conosciuti si sarebbero piaciuti. Sicuramente.

(M.M.)

e per finire…le magliette, ovviamente!

Ma Valentino quando mai sei in ritardo?...ipocrisia sportiva. Da idolo fantasioso e fantasista!

Un eroe della classe operaia.

Valentino Rossi cambia casacca e tenta di superare il suo stesso mito…(e pure un manoscritto!).

Valentino si scusa ma noi diciamo: meglio tardi che mai!

 

  ora, detto e letto tutto ciò (comunque interessante il manoscritto che si trova a (http://www.yamahamotogp/db_files/docs/VR_manuscript.jpg)  ecco la notizia che molti già sanno:

Rossi-Yamaha, addio amaro
”Ducati la mia nuova sfida”

Ecco il futuro, dunque. Vergato di rabbia, ma strabordante di speranze. Da un amore all’altro. Rossi in Ducati per due anni, con un contratto da quasi 13 milioni di euro l’anno, somma che verrà in gran parte pagata dalla Marlboro. Lo seguiranno Jeremy Burgess e Davide Brivio. Per Valentino sarà come tornare a casa, dovrà solo risistemare un po’ i mobili e immaginare la GP11 come una seconda moglie. Italiana stavolta. Forse gli torneranno in mente gli anni dell’Aprilia. O prima ancora. Forse sarà un modo di allontanare lo spettro del “vecchietto”. Valentino, come Dorian Gray, mette le rughe soltanto sul dipinto dei risultati, che aumentano. Mentre dentro resta il ragazzo che malgrado i soldi, tanti, rimane in sella fondamentalmente perché si diverte, perché è così che la vita lo ha cresciuto, senza illusioni supplementari, perché è il più bravo di tutti, forse il più bravo di sempre. Uno che ha collezionato rivali vestiti di tutti i colori, delle contrade più disparate, che si è messo in gioco dovunque, sotto il segno della gioia, nei momenti no, che si è anche rotto una gamba proprio quando i “gufi” sostenevano che solo a lui non era mai successo niente. Ha accettato i propri limiti, ha sbagliato anche e sbagliando, più fuori che dentro la pista, ha rischiato di perdere la fiducia, l’amore della sua gente (la storia delle tasse). Ma sempre mettendoci la faccia. Cosa che lo rende, fra gli italiani che contano, quasi unico. Andrà a correre per un gruppo leggendario, la Ferrari delle moto. Una Casa Italia che sarà d’ora in poi tinta di rosso, di giallo e anche un po’ d’azzurro (la bandiera americana del numero di Hayden, secondo pilota perfetto, semplice, bravo, coraggioso, senza grilli).La Ducati sarà una sfida, ma anche una coccola. Questo cambio, nato su una base passionale (“Valentino  –  scrive fra l’altro Filippo Preziosi, dg della Ducati Corse nel comunicato di benvenuto al campione – è uno straordinario talento ma anche un grande appassionato”) questo cambio deciso aiuterà l’intero movimento motoristico a sopravvivere. Magari, arginando i debiti e le spese, anche qualcosa di più. Per esempio a vivere meglio già dal 2012 col ritorno della cilindrata 1000. Di sicuro con Valentino alla Ducati ci sarà benzina emotiva per almeno altri due anni. Lorenzo abbatterà il muro di Berlino/Yamaha che separava il suo box da quello di Valentino. Spies gli farà compagnia senza pestargli, si presume, i piedi (i piedi del futuro campione del mondo). Gli altri dovranno cercare di migliorarsi. Pedrosa di essere forse un po’ più coraggioso. Stoner, alla Honda, di ritrovare se stesso, cioè continuità. E poi c’è Dorian Gray, il signore dei neoformati Gran Ducati di Tavullia: cui il tempo fa un baffo. Si muove lui, si muovono tutti. Respira lui, tutti respirano. Come dire che senza Valentino questo mondo rischia di non avere un senso.
fonte: repubblica.it
 
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