Posts Tagged ‘ teschio ’

Natale si avvicina…nuove proposte di newsfromtshirts per le vostre magliette…

Teschi, cuori..magliette, t-shirts. Regalate magliette a Natale. Vi faranno ricordare per quattro stagioni almeno…

Questo slideshow richiede JavaScript.

Oppure, se avete 15 milioni di US $ , regalate il cuore di Jeff Koons !

15 giorni a Natale…

e allora una poesia in tema con questo ” t-shirt show” :

Bartolo Cattafi
TIMONIERE

Quindi andai da lui e gli dissi
Ti prego accosta a dritta
è quello l’arcipelago del cuore.
Mi guardò e sorrise,
mi diede un colpo sulla spalla,
invertì come un fulmine la rotta
e fuggimmo agli antipodi dell’isole
mettendo nelle vele molto vento.
Aveva al timone mani salde,
occhi acuti per tutto,
isole, scogli, cuori.
Comunque ero caduto in tentazione.
Era questo lo scopo delle isole.

( a cura di newsfromtshirts).

Si avvicina Natale. Ecco una gallery di magliette adatte alle festività…

Questo slideshow richiede JavaScript.

prima serie…torneremo con altri soggetti. E’ in corso una ricerca “worldwide”…

Per finire…

Per chi può, altrimenti, il teschio di Damien Hirst: 18,8 milioni di US $.

( Esclusiva di newsfromtshirts).

Hell’s Angels contro McQueen.

L'intoccabile teschio alato degli Hell' s Angels...

Tutta colpa del teschio alato. Il simbolo del club motociclistico più celebre del mondo compare sulla collezione  dello stilista scomparso. E scoppia la guerra legale. Ecco i dettagli della diatriba e i modelli contestati.

Un teschio con le ali divide il mondo delle due ruote da quello delle passerelle. Non è la solita sparata da donne&motori, ma il contenuto della causa legale che gli Hell’s Angels inglesi, il club che raduna gli appassionati di moto Harley-Davidson, ha intentato contro la casa di moda Alexander McQueen.
Il motivo? Il plagio dello stemma dell’associazione: il famoso teschio con le ali, lo stesso che da più di sessant’anni rappresenta questi appassionati di due ruote, sarebbe stato copiato su un abito, un anello, una pashmina e una borsa firmati McQueen. Il presunto plagio ha fatto innescare il ricorso alle vie legali da parte di Friz Clapp, avvocato reponsabile della proprietà del marchio Hell’s Angels. Secondo il quotidiano inglese Daily Telegraph, la vertenza parla chiaro e chiede ai grandi magazzini Saks Fifth Avenue, dove gli abiti e gli accessori sono stati visti, di ritirare immediatamente la merce.

Per il momento, sia la catena distributiva che la maison non hanno rilasciato dichiarazioni: la somiglianza, comuqnue, resta impressionante. Va, però, ricordato che gli Hell’s Angels non sono nuovi a questo tipo di cause: nel 2006 hanno intentato un’azione legale persino contro la Walt Disney Buena Vista Motion Pictures “rea” di aver violato il loro marchio nel film “Wild Hogs”

Fonte: Simone Marchetti per http://seidimoda.repubblica.it

Italia – Serbia: i pirati sbarcano al Marassi

Questo slideshow richiede JavaScript.

Un teschio.

Antico simbolo dei pirati, sinonimo di pericolo per le imbarcazioni che se lo ritrovavano di fronte. A Genova così come nei mari dei Caraibi sono arrivati i pirati. Se così possono essere ironicamente definiti un gruppo di facinorosi serbi che ieri, prima nel pomeriggio e poi la sera dentro lo stadio, sono riusciti nell’intento di sospendere la partita.

Genova si sa ha un’antica tradizioni di marinai, è forse per questo che il “tifoso serbo” (con le dovute virgolette) protagonista dei disordini di ieri sera, avrà scelto la sua t-shirt?

Avrà forse preso troppo sul serio la sua maglietta quando, scambiando la rete divisoria all’interno dello stadio con una vela della nave nemica, si è messo meticolosamente a recidere le maglie che dividevano il loro settore dal bordo campo?

Certo il protagonista e i suoi prodi sbarcati ieri al Marassi di Genova si discostano dall’immagine affascinante del pirata alla Jack Sparrow ma ha di certo enfatizzato quel lato selvaggio che racchiude tutta l’illegalità di un pirata. Uomini che con prepotenza assaltano le proprietà altrui disseminando terrore e creando un grande scompiglio generale.

E come durante un assalto dei pirati, il Marassi ieri sera ha iniziato a perdere spettatori dal primo ingresso delle forze dell’ordine all’interno del campo, segnale che l’invasione era ormai iniziata. C’era chi abbandonava la nave per paura di quello che stava succedendo e chi, da bravo capitano o timoniere o semplice mozzo non voleva abbandonarla quella nave, voleva combattere, anche se solo con la loro presenza, e sperare che tutto di li a poco sarebbe passato.

“L’invasione” è proseguita fino alle due di notte, preceduta dallo sgombero completo delle tribune e da numerosi arresti nelle file serbe con perquisizioni e blocchi durante tutta la mattinata. Il nostro Jack Sparrow invece è stato arrestato dopo essere stato scovato, nascosto nel vano motore del pullman (o nella stiva della nave?) che avrebbe dovuto riportarlo a casa. Qualcuno dovrebbe spiegargli che è inutile coprirsi il volto se si è ricoperti di tatuaggi e sono proprio questi che hanno aiutato la polizia ad identificarlo.

In un clima di agitazione in Italia sul tema sicurezza negli stadi sorprende che accadano ancora episodi come questi, considerando che nei giorni scorsi alcuni ultras serbi del Partizan e della Stella Rossa di Belgrado (rivali durante tutto l’anno ma uniti in questo tipo di lotte) avevano messo a ferro e fuoco la città per protestare contro il gay pride…

Inoltre se qualsiasi cittadino italiano entra in uno stadio, oltre a dover possedere la tessera del tifoso per assistere a partite fuori dalla propria città, deve sottoporsi a meticolosissimi controlli ai tornelli, com’è possibile che al marassi siano potuti entrare con torce, fumogeni, tronchesi e spranghe?!?

Roba da pirati…

(per approfondire sull’accaduto: dagospia.com)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: