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Ecco la riprova che dietro ogni #maglietta c’è una notizia.

gayet

Più che di super eroi qui si parla di super furbe?

 

Torniamo per un attimo su Hollande e Gayet non per aggiungere qualcosa allo tsunami mediatico della vicenda  (dunque non solo  per Berlusconi l’ attenzione internazionale per gli affaires di cuore e di sesso…) ma solo per sottolineare che lo slogan del nostro blog: ” dietro ogni maglietta c’è una notizia e dietro ogni notizia c’è una maglietta”  ci appare oggi quantomai vero. Chi mai avrebbe potuto dire che una frase spiritosa apparsa sulla t-shirt dell’attrice (fotografata in tempi non sospetti) poteva effettivamente anticipare il tema dello scandalo? Certo, considerare il Presidente francese un super eroe è decisamente una forzatura però, allo stesso tempo, è evidente che questa rampante attrice d’oltralpe sa quello che vuole, e non da poco tempo.E lo dichiarava pubblicamente indossando il suo fine… Hollande non è un super eroe, e non ha certamente le “physique du role” però è il Presidente di una Repubblica presidenziale, e che Repubblica! Insomma Julie ce lo aveva anticipato il suo percorso, lo aveva indicato con una semplice e spiritosa maglietta nascondendo, dietro questa, la vera notizia in arrivo.

E ora che nessuno ci prenda per pazzi. La maglietta anticipa, spiega. La maglietta vive e lotta insieme a noi!

(Marco Mottolese per newsfromtshirts)

Tutti per l’Italia. Il nuovo partito di Silvio…

Prima ipotesi di logo...Silvio frega tutti anche questa volta?

Pare dunque che Berlusconi stia accarezzando con cautela un progetto:  sciogliere il Pdl (Popolo delle libertà) e chiedere all’Italia moderata,  riformista e liberale sotto tutte le latitudini di unirsi in un  cartello elettorale tra soggetti diversi e distinti per il quale c’è già  una proposta di nome: “Tutti per l’Italia”. Il programma è il meglio che  unisce, in una sottile linea di continuità e differenze, i tre cicli  politici degli ultimi vent’anni, a partire dalla caduta rovinosa della  Repubblica dei partiti.

Somiglianze? Assonanze? Dietro la Statua della Libertà..( la Statua delle LIBERTA?...) non ci andrebbe il cuore?

 

Fonte: http://www.ilfoglio.it/

se lo scrive lui....

Per me l’aereo è un teatro di posa e il viaggio è un film ( Massimo Ferrero)

Il Reality di Massimo Ferrero
 
 
Pubblichiamo volentieri le ultime due righe di una lunga intervista a Massimo Ferrero, esercente cinematografico molto in voga, soprattutto a Roma…
L’articolo  e l’intervista sono apparsi su lastampa.it a firma di Malcom Pagani.
Detto tutto questo ecco la frase profetica…:
 
Per me l’aereo è un teatro di posa e il viaggio è un film. Sulle poltrone ci sono coppie alla deriva, amanti, promessi sposi e grandissimi cornuti. Sarò stato sfortunato, ma ultimamente, mi capita di incontrare soprattutto quelli. Ce potrei scrive un libro”. 
 
ndr: Massimo Ferrero aveva una compagnia aerea la Livingstone, oggi fallita, o comunque quasi…la frase di cui sopra si relaziona anche a questo genere di problemi, ovviamente.

Quello che le magliette non dicono.

 
E di questo ci eravamo già occupati….

MEGLIO MORTO CHE PENTITO.

Sono ovviamente rimasto senza parole quando ho visto la foto di questa T-shirt, in vetrina a Castellammare di Stabia. Era un messaggio diretto al boss Salvatore Belviso, che sta collaborando con la giustizia in carcere, in cui si è sposato sabato. Ed ecco la maglietta per festeggiare il lieto evento. Un messaggio chiaro ed efficace al pari di “O così. O pomì.” (La mia pubblicità preferita di sempre).
Voglio pensare che il negozio sia stato obbligato a esporre questa maglietta, o sia comunque collegato al clan di sostegno.
E sebbene l’insulto sia stata rimosso dalla vetrina, i media l’hanno ripreso, tutti sono stati avvisati e il messaggio sarà arrivato anche in carcere. Se Diego Della Valle, anziché comprare una pagina su Repubblica, si fosse messo la maglietta BASTA CASTA avrebbe urtato la casta ancora di più.

Il Sultano della Casta...

C’era già arrivata l’igienista Minetti a capire le potenzialità di questo tipo di megafono mediatico. Qualche giorno fa si era fatta fotografare con lo slogan: “SENZA SONO ANCHE MEGLIO”. E io me la sono immaginata mentre fa la detartarasi con le puppe di fuori.

Minetti...ritoccata...

Se usate con ironia e intelligenza – e i casi citati non mi sembrano dei buoni esempi – le magliette sono uno spettacolare mezzo di comunicazione. Io, poi, ho proprio un debole per le magliette con le scritte, e sono capace anche di fermare i passanti solo per chiedere: dove l’hai presa? Me la vendi?
Le trovo divertenti, irriverenti e un ottimo motivo per socializzare. Ho rotto talmente tanto le scatole al mio amico LucaG quando si è presentato a casa mia con su scritto I AM AN ICON,

Più di là che di qua

che se n’è andato lasciandomi lì la maglietta (gliene ho regalata una mia firmata!). Sono passati anni, è sbiadita, ma è sempre una delle mie preferite. Bisogna però stare attenti con le scritte in inglese, o anche solo le marche, perché a volte si può essere fraintesi. L’altro giorno ero a un appuntamento di lavoro con degli americani un po’ seri, e io facevo tutto il brillante e il professionale. Solo quando sono rientrato in stanza mi sono reso conto che sulla mia T-shirt blu c’era scritto: HUSTLER – HARDCORE SINCE 1974. Il nome di un pornoshop americano! Ovviamente per me non aveva più alcun significato, ma magari agli occhi innocenti(sti) di un’ americana puritana…
Le parole sono importanti, come dice quella rubrica, e indossarle a volte è ancora più efficace che pronunciarle. Perché sono parole comunque scritte, e quindi restano.
Così, citando a memoria e un po’ a caso, ecco le scritte che ancora mi restano nel cuore di magliette che mi hanno fatto ridere, o che forse avrei voluto avere.

VISTO DA VICINO, NESSUNO E’ NORMALE. Sono 6 parole meravigliose, che ci spiegano tutto senza fronzoli. Avvistata ad una manifestazione contro le discriminazioni.

Per non essere tutti "normali" don't live like a robot

FREE NAOMI. Vista su una fashion victim, dopo che Naomi aveva tirato il telefonino alla cameriera e, arrestata, era uscita col poncho per coprire le manette. Oltre.
ITALIANS DO IT BETTER. Il miglior complimento che Madonna abbia fatto all’Italia. Ce la ricordiamo ancora tutti, anche se lei era una pischella.

In realtà lei con un italiano poi non ci è mai stata

I DRINK AT WORK: era una linea di abbigliamento che si sono inventati due ragazzi di Torino. Ovviamente ho voluto subito essere testimonial!
ANISTON TEAM: quando Brad lasciò Jennifer Aniston per la Jolie, l’America si divise e circolavano le magliette con le due squadre (c’era anche JOLIE TEAM). Io stavo con la cornuta

Bipartizan

Fonte: Luca Bianchini per  http://popup.vanityfair.it

Mi consenta: le “cifre” sulla camicia di Paolo Berlusconi.

che trovata!

In tribuna durante Milan-Cesena, Paolo Berlusconi con «MI CONSENTA» ricamato sul colletto della camicia. Nella foto, il fratello del premier è accanto la fidanzata Dani Samvis .

 

per Silvio,invece, solo t-shirt

Alemanno: “Basta con le Minetti”. ( E se lo dice lui…Gianni for President? E visto che siamo in tema Minetti vai con la maglietta!)

Alemanno con Lotito è come un numero al quadrato...

 Dopo Formigoni, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, rilancia con forza l’idea delle primarie, a tutti i livelli, per il suo partito. “Dobbiamo dire con chiarezza: mai più Minetti nei consigli regionali, perché in questo modo offendiamo il Pdl e offendiamo Silvio Berlusconi”.
Parlando in chiusura del convegno della Fondazione Nuova Italia da lui presieduta, Alemanno ha raccontato, per esempio, di “aver detto che Lettieri, pur essendo una persona rispettabilissima, non era la scelta migliore per il centrodestra a Napoli. E anche la Moratti, che si è ricandidata a Milano come io voglio fare e Roma, se si fosse candidata attraverso le primarie avrebbe dato un messaggio migliore alla città”. Secondo il primo cittadino della capitale “le primarie servono non solo per scegliere chi è più bello tra di noi ma servono per vincere: lo dimostra il fatto che i candidati del Pd alle ultime primarie del centrosinistra siano stati surclassati da candidati più estremisti che poi hanno vinto”.

nota di nfts: attenti, dichiara di volersi ricandidare….

Estratto fonte: Repubblica.it

 

Alviti e Minetti, due belle donne, due magliette molto diverse ma simili…con un comune denominatore….

Sveva Alviti si presentò così al Festival del Cinema di Roma del 2010

Qualche somiglianza con la maglietta della Alviti?

Pensateci bene…pensiamoci bene…come Silvio ha invaso la nostra vita. Entrambe queste magliette hanno ottenuto il successo mediatico al quale aspiravano. La Alviti, da semisconosciuta, ha avuto i suoi 15 minuti di gloria warholiana; la Minetti, tanto per non essere dimenticata e rientrare coattivamente nel gruppo-ne  delle olgettiniane e non solo ( 100.000 intercettazioni 1000 girls?) ieri si è inventata questa maglietta.

Ma noi di newsfromtshirts siamo colpiti dalle magliette, davvero. E abbiamo stima di entrambe, limitandoci al campo che ci compete…

(M.M)

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