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Solidarietà del Tg5 a Minzolini. (Fantastico Dekoder di Dipollina)

Non ci rimane che ucciderla, la televisione!

 
Luigi Abete ospite di Lilli Gruber vuole fare professione di ottimismo e spiegare che è meglio vedere il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto. E dicendolo afferra un bicchiere che ha davanti e lo ostenta alla telecamera. Purtroppo il bicchiere è orribilmente vuoto. La Gruber glielo fa notare. E lui: “E lo so, è perché ho appena bevuto”. Grandi metafore, forse involontarie.

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Prima puntata del talk show di Sky “Rapporto Carelli”. Ospite Di Pietro. Carelli legge continuamente messaggi “dagli internauti”. Uno dice: “E’ ora che Di Pietro se ne vada e lasci la guida dell’IDV a Massimo Donadi”. Ci sono pesanti sospetti sull’identità, rimasta anonima, dell’internauta in questione.

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Carelli:
“Onorevole Di Pietro, lei è mai stato a Oxford a tenere una lezione?”
Di Pietro: “No, guardi, io ho il senso dei miei limiti”
(Rapporto Carelli, Sky)

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A tarda sera e in chiusura di puntata sfuriata di Morgan a “X-Factor”. Spiega che lui non ci sta e che non è giusto, e che quando il programma era in Rai “era tutto finto” e che adesso vorrebbe di più etc etc. Tutto vero. O qualcosa del genere.

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Visto lo stato di tensione con la Germania furoreggia a Blob la celebre scena di Totò impegnato a spiegare l’uso della carta bianca all’ufficiale nazista.
                                                                     
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“Berlusconi torna al Milan? Io dico ai giocatori del Milan: tenetevi Galliani che è meglio”
(Don Andrea Gallo, G’Day, La7)

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Solidarietà è stata espressa dal Tg5 ad Augusto Minzolini per gli attacchi a cui è sottoposto. E’ appena ovvio, quando gli ricapita uno così?

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Irrefrenabile Gianluigi Paragone nei mini-show di cui è protagonista in apertura di “L’Ultima Parola” su Raidue. L’ultima volta con chitarra e pianista accompagnatore. Addirittura nell’esecuzione di “Chi ruba nei supermercati” di Francesco De Gregori. E fatta a dovere. Quasi emozionante. Non ci si crede.

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A questo proposito. Brunetta da Santoro va anche oltre e cita Brecht con convinzione sul fondare e sfondare una banca. Cosa non si farebbe di questi tempi.

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“Chiude per bassi ascolti “Mi manda Raitre”. Protesta il conduttore Edoardo Camurri: “E’ un’ingiustizia, mi rivolgerò a Mi Manda Raitre”
(G’Day, La7)
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“Non sono fidanzato con un concorrente di “Masterchef”. Succede solo che guardo la trasmissione con alcuni amici e scommettiamo su chi vince. Chi di noi perde deve stare per un minuto con una palata di ghiaccio nelle mutande”.
(Tiziano Ferro)
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“Non è una reggia, ma almeno non pago l’affitto. Pensa che non ci pago nemmeno l’Ici”
(Rodolfo Laganà mostrando la roulotte dove abita nella fiction-verità “Sarò sempre tuo padre”).

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Soccorritore: “Devo confermare che abbiamo ritrovato un disperso”
Miriam Leone: “Come sta?”
Soccorritore: “Come sto io?”
(UnoMattina, Raiuno).

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Crozza-Marzullo a Nichi Vendola: “Lei è il politico con più amici su Facebook. E’ contento di piacere a così tanta gente che non ha un cazzo da fare dalla mattina alla sera?”
(Italialand, La7. Vendola peraltro risponde a lungo, spiegando come il perdere tempo vada considerato un valore da recuperare).

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Sempre più difficile trovare spunti consolatori in vista dell’imminente pagamento del canone Rai. Ma proviamo questa. Isoradio, un programma di due ore che si chiama “Pomeriggio Ore 6”. L’orario è intuibile. Chicche vintage, spesso di gran classe. Toni da radio dei bei tempi. E per ascoltarla non è obbligatorio guidare contemporaneamente.

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“Berlusconi: durante il processo stavo per addormentarmi. Ghedini terrorizzato in quanto l’ex premier ha l’abitudine di parlare nel sonno”.
(G’Day, La7)
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“Arrivano tre nuovi concorrenti al “Grande Fratello”. Uno è di Avetrana. Si prevedono Scazzi?”
(Barbara D’Urso, Pomeriggio 5).

 
Fonte:Antonio Dipollina “Dekoder” per  http://www.repubblica.it

Il plastico di casa Misseri e la regressione di Vespa.

La differenza tra uomini e ragazzi è il prezzo dei loro giocattoli...

L’evoluzione della specie plastica è approdata ieri sera a Porta a Porta. Forse c’erano anche ospiti in studio, ma soprattutto al centro della scena troneggiava un gigantesco modellino della casa di Avetrana al centro del caso Sarah Scazzi. E soprattutto davanti alla riproduzione della casa, che appariva pressoché a grandezza naturale, c’erano delle automobiline (non incluse nella confezione), ognuna di queste era la riproduzione delle automobili dei componenti le famiglie Scazzi e Misseri.

GUARDA LE IMMAGINI

Vespa, tradendo una preoccupante regressione, si è messo immediatamente a giocare con le macchinine, spostandole qui e là per ricostruire i movimenti dei personaggi coinvolti. Dal plastico di Cogne (ormai buono solo per E-bay) alla ricostruzione dell’appartamento dei trans di via Gradoli  –  passato alla storia per il soppalco sbagliato  –  è un notevole passo avanti. In una delle prossime puntate, prevedibile (forse) il plastico della villa di Berlusconi ad Antigua, con la carta argentata per fare il mare, e Vespa che sposta da una stanza all’altra una decina di Barbie.

Fonte: Antonio Dipollina  (Dekoder) per Repubblica.it

“La Sciarelli non ha sbagliato nulla”.(Intervista ad un genio).

Obbediscimi! (dice la televisione…)

Carlo Freccero controcorrente: “Chi l’ha visto? è da sempre straordinario. Senza non si sarebbe risolto il caso”. Ma ammette: “Una nuova Vermicino“.

“È assurdo che Federica sia messa alla gogna. Non condivido nemmeno una parola, fra tutte quelle pronunciate per criticare la Sciarelli e Chi l’ha visto? Non condivido nemmeno l’articolo che hai scritto (leggi il blog di Luca Telese). Il problema che quella diretta pone, non è il giudizio sulla singola scelta di un conduttore, ma su tutto il rapporto fra la tv, le notizie, la società”.

Carlo Freccero, come è noto, stupisce sempre. Il direttore di Rai4 (incredibilmente) sottratto al canale che inventato, fondato, e portato al successo, non può ancora parlare dell’ultima censura che ha subito. Però accetta di entrare nel dibattito innescato dal racconto in diretta del ritrovamento di Sarah di fronte alla madre. Che Freccero non si faccia problemi ad andare controcorrente si capisce fin dalla prima domanda.
Sei stato direttore di rete per tanti anni, cosa avresti fatto al posto di Ruffini quella sera?
Non ho il minimo dubbio. Avrei chiesto che il programma proseguisse, che la madre rimanesse lì, in studio, fino alla fine.

Non pensi che per Concetta sia stata una sofferenza aggiunta, l’esposizione pubblica del suo dolore?
No. Quello che è successo, l’affastellarsi delle notizie, la rivelazione dell’orrore era purtroppo inevitabile. La televisione è il racconto in diretta della realtà, non poteva abbassare la saracinesca e chiudere il collegamento.

Perché?
Perché pochi hanno capito che tutto questo era stato voluto profondamente e fermamente dalla stessa Concetta.

Era stato voluto senza sapere in quale dramma si sarebbe ritrovata.
Prima di risponderti va fatta una riflessione sull’assoluta unicità di Chi l’ha visto?, l’ultimo programma che parte dalla realtà della società italiana.

Spiegati meglio.
Chi l’ha visto? è il frutto dell’invenzione di un dirigente come Beghin, uno tra i più colti uomini che la Rai abbia mai avuto. Una strana coincidenza temporale, vuole che la sua morte coincida di pochi giorni con questa polemica sulla sua creatura.

Quale è la peculiarità?
Chi l’ha visto? è la Cronaca vera. È il racconto dei segreti profondi della famiglia italiana. È una infinita lotta contro le violenze nascoste che vivono dentro l’istituzione-famiglia.

Stai dicendo che Chi l’ha visto? Può permettersi cose che gli altri programmi non devono fare?
Qualcosa di più: senza Chi l’ha visto? Non ci sarebbe stata quell’inchiesta-lampo, la pressione sui media, la confessione in diretta della zio, e nemmeno il ritrovamento.

Una lettura interessante: ma non è la risposta alla domanda su cosa si doveva fare.
Invece sì. Perché Concetta non è stata strumentalizzata. Concetta ha usato la Sciarelli, anche istintivamente, con la forza che solo una madre disperata può avere.

Però quella sera era evidentemente sotto choc: noi che facciamo tv non dovremmo preoccuparci di questo?
Non diciamo fesserie. Concetta era sotto choc dal primo giorno in cui Sarah è scomparsa. Ma questo non toglie legittimità a nessuna delle scelte che ha fatto, compresa quella di restare in onda.

Non è ipotizzabile che fosse difficile andarsene, anche se era la cosa più opportuna?
Ma non aveva senso, andarsene! Concetta voleva restare lì, perché la tv era il luogo in cui stavano accadendo le cose. Era, diciamo così, la postazione privilegiata per capire cosa stava accadendo.

Fino al paradosso, però, che – dal momento che il telefonino non prendeva – i carabinieri non riuscivano a contattarla!
Ma qui siamo alla farsa. Trovo assurdo che qualcuno possa rimproverare questo alla Sciarelli. Semmai è il contrario: bisognerebbe processare i giudici e i carabinieri per quello che loro non hanno fatto.

Cioè?
Una conduttrice non è una mediatrice, né tantomeno una assistente sociale. Non spetta a lei. È una giornalista che deve dare le notizie. Casomai sono colpevoli le autorità per quello che non hanno fatto.

Ovvero?
Concetta era in diretta. Anziché far circolare indiscrezioni, la prima cosa da fare era mandare due carabinieri a casa, prelevarla, e informarla privatamente di quello che era successo.

Sarebbe accaduto, tutto questo, se fosse stata una madre borghese?
Che domanda, no! Ma questo è un problema della nostra società, non della tv. Semmai la Sciarelli è uno dei pochi strumenti che una madre proletaria ha per fare pressioni sulle istituzioni. Per essere ascoltata. E infatti così è stato.

Spieghiamolo meglio.
Pensate a cosa ha fatto Chi l’ha visto? Sul caso di Emanuela Orlandi. Ha indagato più della magistratura!

E la scelta di fare la diretta dalla casa del principale sospettato?
Ma anche qui ha ragione la Sciarelli! Era, fra l’altro, la casa della migliore amica di Sarah, della testimone più importante. Era il cuore di tutto. Lo zio era quello che aveva trovato il telefonino. Questo è un programma che indaga, non che intrattiene.

Ma neghi che qualcosa sia andato fuori controllo?
Certo. Si è ripetuto un altro caso Vermicino. Ancora una volta è stata la diretta a fare la differenza. Io credo ormai che la tv sia solo il racconto della diretta. E infatti, quella sera, tutto il resto era invecchiato.

Ma allora l’unica legge che riconosci è quella della notizia?
Chi l’ha visto? è più del racconto, la teatralizzazione del racconto. È il Pirandellismo dei giorni moderni. È l’Italia povera fotografata dal rapporto Censis che nessuno più racconta. È l’Italia dei 17 milioni di analfabeti.

È proprio questa Italia la più indifesa rispetto alle telecamere…
Certo: purtroppo l’ingranaggio della tv spolpa. Ma allora, molto più grave di quello che fa Chi l’ha visto?, non è che tutta la famiglia adesso si ritrovi squartata nei palinsesti di tutti i canali?

Da il Fatto Quotidiano del 9 ottobre 2010

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