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Pino Daniele versus Saviano. Napoli contro Campania. Succede “la qualunque”, tanto per dire in parole povere…

Non solo raccolta differenziata per Pino...ma anche pareri differenziati!

 

Ieri sera doveva essere fra gli ospiti della puntata di “Vieni via con me”. Il duo Fazio&Saviano gli aveva chiesto di cantare “Napule è”, pensando al suo nuovo disco, e alla situazione della sua città. Ma siccome Pino Daniele preferisce dire ciò che pensa veramente, senza mediazioni e mediatori, a Milano non c’è andato preferendo uno show ristretto a Roma.

A Saviano, però, le ha cantate, usando la nota più alta. «Hanno fatto fuori Falcone e Borsellino perché erano vicini alla verità. Se Saviano era pericoloso non lo facevano fuori?», dice il cantante parteneopeo, durante la presentazione del nuovo disco, «io non mi permetto di giudicare, ma sono nato in mezzo alla camorra e dico che se avessero voluto farlo fuori lo avrebbero già fatto. Evidentemente non è pericoloso come loro».

Ma come un napoletano che attacca un altro napoletano, possibile? «Ci sono tanti paradossi in questo Paese», dice Daniele, «ad esempio chi produce lo spettacolo di Fazio?». La Endemo, la stessa del Grande Fratello, gli facciamo notare. «Appunto», ironizza Daniele. Insomma fa più stupore chi si stupisce che il fatto in sè. «Uè detto ciò bisogna ammettere che Saviano è un eroe», dice Daniele, «mi piace il fatto che faccia lezioni di vita civile, che educhi le nuove generazioni perché è così che si estirpa questo cancro, con l’educazione. Ecco, Saviano è un educatore. Ma la mafia è spietata».

Già, la criminalità organizzata non fa sconti a nessuno. Soprattutto quando ci sono in ballo interessi forti. E a Napoli ci sono. «La mia città ha tanti problemi», dice il cantante
campano, «ma quello dei rifiuti è un problema strutturale, e non è certo colpa di questo governo se siamo arrivati all’emergenza. La colpa vera è del sistema che non funziona». Insomma, ognuno dovrebbe prendersi le proprie responsabilità. Cosa che fa anche Daniele nei confronti della Lega, contro la quale aveva sparato ad alzo zero in una sua vecchia canzone.

«Non penso più che “questa Lega è una vergogna” (come scrisse nel pezzo “Ò Scarrafone”, ndr). È una vergogna tutto», dice l’artista napoletano, cedendo al qualunquismo dopo anni di militanza sudista, «alla fine saranno gli artisti a salvare la situazione, gli artisti sono più seri delle istituzioni. Negli ultimi dieci anni sembra che la cultura dia fastidio, invece è necessaria per affrontare periodi come questo e tenere vive le idee e le proprie radici ».

Può darsi, fatto sta che la canzone impegnata, come ammette lo stesso Daniele, è morta e «non suscita più emozioni». Eppure la sinistra l’ha spacciata per anni per la la sola cultura possibile.

Fonte:  Enrico Paoli per Libero.it

Fini e Bersani in tv da Fazio e Saviano elencano i valori di destra e di sinistra.

Chi di destra? Chi di sinistra?

 

Il segretario Pd e il presidente
della Camera puntano più sulle
ragioni comuni che differenti

Dal premier Berlusconi e dal leader della Lega Bossi, a Pizza, segretario della Democrazia cristiana, passando per Di Pietro, Cesa, Rutelli, Pionati, Lombardo, ma anche per il presidente dell’Union Valdotaine Perron e il segretario Sudtiroler Volkspartei Theiner. È il lungo elenco dei «segretari e presidenti di partito», una ventina, che Vieni via con me, se fosse «una tribuna politica», dovrebbe invitare nelle prossime puntate, «che però sono solo due».

Così Fabio Fazio ha aperto questa sera la trasmissione, che ha ospitato il presidente della Camera Fini e il segretario del Pd Bersani. Una lunga serie di nomi, seguita da quella di decine di partiti e movimenti, che è soprattutto una risposta alle polemiche dei giorni scorsi sulla presenza di Fini e Bersani e all’altolà della direzione generale, che ha chiesto ai responsabili di Vieni via con me di allargare la rosa degli inviti ai leader di Pdl, Lega, Idv e Udc. «L’elenco è aggiornato alle ore 21.10 di stasera», ha ironizzato in chiusura il conduttore.

Gli elenchi sono l’ossatura di Vieni via con me: e così Fazio, dopo aver aperto la puntata di stasera su Raitre con la lista dei leader che il programma dovrebbe invitare se fosse una tribuna politica, ha letto con Silvio Orlando «le cose che non avevamo previsto e che invece sono accadute». Tra queste, che «l’erede dei Savoia vincesse Ballando con le stelle», che «Gheddafi piantasse le tende nel centro di Roma», che «Enzo Biagi venisse accusato di fare un uso criminoso della tivù», che «un uomo che voleva mettere nel cesso la bandiera italiana, diventasse ministro della Repubblica Italiana», che «Mike Bongiorno non ci fosse più», che «quelli di sinistra fossero entusiasti prima di Indro Montanelli e poi di Gianfranco Fini»; che «uno scrittore, per aver scritto un libro, dovesse andare in giro con sette uomini di scorta», evidente riferimento a Roberto Saviano. In chiusura, ancora ironia sul caso Ruby: tra le cose imprevedibili, che «la nipote di Mubarak passasse una notte in questura a Milano», ha detto Fazio. Gli ha fatto eco Orlando: «e che la nipote di Mubarak non fosse la nipote di Mubarak».

Poi è stata la volta di Bersani e Fini: ecco il video.

Fonte: Lastampa.it

Roberto Benigni ci ha fornito una versione “letteraria” di una citazione dal capolavoro di Sergio Leone, “per un pugno di dollari”. Noi ve la offriamo in tre t-shirt. Attendiamo il verdetto per decidere quale mettere in produzione. Newsfromtshirts si affida ai propri contatti.

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(…) È il momento di Benigni. “C’avevo n’argomento che prendeva du ore… le donne di Berlusconi…”. Ironizza sul caso Ruby: “ Berlusconi dice vendetta della mafia. Prima ammazzavano, ora ti mandano tre diciottenni nel letto! Pensate poveraccio questo Berlusconi, che tutte le sere si trova una cosa come ‘sta Ruby. Ma com’è che la mafia non si vendica mai con me?!“. Prende di mira Bossi, Fede, Alfano e, soprattutto, Ghedini.Silvio non ti dimettere, non dare retta a Fini, non si lavora più! Santoro, Fazio, l’Unità, io… e poi Ghedini, che fa, torna a fare i soliti film horror?!”. Prende in giro Masi:Masi quest’anno non prende lo stipendio! Sarebbe vergognoso se tu prendessi i soldi e non paghi gli ospiti. Sarebbe terrificante”. Infine fa un riferimento a Saviano e alle minacce che gli ha rivolto la camorra: “Perché questa storia di uccidere, Sandokan? Quest’uomo non ha la pistola, ha una biro…ha scritto un libro e se davvero vale ‘occhio per occhio-dente per dente’ scrivi un libro pure tu, ‘ammazzalo’ con un libro allora, altro che ucciderlo con la pistola”. La scorta dello scrittore di Gomorra dietro le quinte piange. Roberto Benigni saluta il pubblico e regala l’ultima emozione cantando la canzone di “Paolo Conte “Vieni via con me” un inno all’amore, amore per la propria donna ma anche amore e rispetto per la propria Terra. “Io non me ne vado dall’Italia, io resto qui. Le favole insegnano ai bambini non che esistono i draghi, quello i bambini già lo sanno, ma che si possono sconfiggere (…)

Fonte: http://www.universy.it

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