Posts Tagged ‘ razzismo ’

Quella sua maglietta fina. (Le #magliette sono pericolose…)

berlusconi

I e le Papi girls devono stare molto attenti/e

 

 

Vi sembra normale che la professoressa d’inglese di un istituto per geometri di Caserta abbia ordinato a un allievo di togliersi la maglietta recante l’effigie del senatore Berlusconi? Già l’idea di obbligare qualcuno a spogliarsi davanti a Berlusconi, sia pure soltanto in effigie, appare irta di insidie. E poi la professoressa d’inglese (o di sovietico?) non si è limitata a costringere il piccolo fan a togliersi la t-shirt. Gliel’ha fatta indossare al rovescio, come se tenere il Sorrisone a contatto della pelle fosse meno urticante che sbatterlo in faccia alle professoresse del comunismo mondiale. L’insegnante d’inglese (o di nordcoreano?) si sarebbe comportata allo stesso modo se la maglietta avesse avuto il volto di Vasco Rossi o Che Guevara, per citare due popstar altrettanto note, anche se meno poliedriche? E non ci venga a dire, la prof d’inglese (o di cubano?), che indossare a scuola la maglietta di un politico significa fare propaganda. Berlusconi non è un politico. Berlusconi è un’idea. La sua foto sprizzante voglia di vivere e di fregare il prossimo rientra nel catalogo delle icone moderne come la Marilyn di Andy Warhol.

 

Il sopruso compiuto dalla docente d’inglese (o di tedesco dell’Est?) contraddice l’appello alla pacificazione lanciato dalle più alte cariche dello Stato. Quel ragazzo, che in realtà ha 82 anni e infatti è un giovane dirigente del Pd, indossava la maglietta di Berlusconi per dare il suo contributo al governo di larghe intese. Avergliela fatta togliere rivela il vero obiettivo di certe professoresse d’inglese: gettare questo Paese nel caos.

Massimo Gramellini per lastampa.it

nota di newsfromtshirts: non ci stancheremo di dire che le magliette sono armi. Armi improprie. Basta sbagliare maglietta e sei fregato. Come accadeva negli anni ’70 quando sbagliavi quartiere magari col giornale in tasca che non corrispondeva ai “gusti” di quella zona. Erano botte, bastonate; erano dolori. Ecco, con le magliette accade la medesima cosa se non si sta attenti. Indossi una maglietta con Berlusconi e ti rovini la giornata a scuola e finisci sui giornali. Indossi “Che Guevara” e rischi la vita. Indossi “Balotelli” e NON sei razzista. Indossi Valentino Rossi e sei ormai un perdente. Indossi Jovanotti e sei meno che pop. Sei banale. Attenzione dunque a questa arma che ti mette a rischio. Studiare il problema; la maglietta non scherza affatto…E anche Gramellini si è messo a studiare, finalmente.

(M.M.)

 

 

 

University of Wisconsin-Whitewater: uno studente picchiato perchè Gay. La risposta di American Apparel…

Regalate al Campus da American Apparel, per rimarcare l'assurdità del gesto compiuto.

Camminava nel Campus della Università del Wisconsin, giorni fa, uno studente. Indossava una maglietta pro-gay. Assalito, picchiato, lasciato lì…dolorante, spaurito.

Per colpa di quella maglietta…

La notizia fa il giro del mondo web. American Apparel, nota casa americana di abbigliamento “basic” lo viene a sapere e, in pochissimi giorni allestisce 500 copie “limited” con la scritta LEGALIZE GAY che vengono inviate al Campus ed offerte gratuitamente a qualsiasi studente ne avesse desiderata una.

In più AA acquista una intera pagina sul giornale della Università e pubblica una lettera aperta, contro il bullismo e il razzismo. (Vedi qui la pagina riportata su un bollettino di A.A…http://www.americanapparel.net/whatsnew/item.aspx?i=1509)

L’iniziativa piace; altri Campus chiedono di essere supportati da AA nella lotta contro il bullismo e ciò che ne consegue…una maglietta, ancora una volta, simboleggia qualcosa di forte. Parla a nome di tutti…

M.M. per n.f.t.s.

California, in vendita da “Spencer” la T-shirt anti-immigrati…

BAKERSFIELD, Calif. – Diane Soto, cittadina di Bakersfield, girando nel negozio Spencer della sua città ha trovato una maglietta che l’ha lasciata alquanto incredula visto il messaggio che veicolava. E non era sola, chiunque la circondasse si esprimeva nei confronti di questa maglietta con commenti scandalizzati e di disapprovazione…cosa conteneva questa maglietta?

La T-shirt raffigura tre spermatozoi, un po scheletrici, uno con cappellino da cantiere, con sotto una scritta che recita “Gli immigrati illegali sono come spermatozoi, in milioni ad entrare ma solamente in pochi lavorano veramente” ( giocando sul significato della parola “work” che significa sia lavorare – riferito agli immigrati – sia come funzionare – riferito agli spermatozoi – ), per non tradurre l’aggettivo volgare che anche loro hanno avuto la decenza di bipparsi da soli.

“Fare soldi attaccando e denigrando gli immigrati è ingiusto” aggiunge Jess Nieto, un attivista locale che difende quotidianamente i diritti degli immigrati.

Non è la prima volta che la catena Spencer mette in vendita nei suoi negozi magliette controverse ed offensive. Era già successo nel 2006 quando uscirono delle magliette raffiguranti caricature di persone asiatiche accostate a testi offensivi. In quel caso le magliette furono ritirate e la catena dovette esprimere pubbliche scuse.

“Avrebbero dovuto imparare dai loro errori ma evidentemente non lo hanno fatto” protesta sempre Diane Soto.

Quando una troupe di Eyewitness News tentò di ottenere un intervista per chiedere chiarificazioni a riguardo con i responsabili del negozio gli fu detto che non era possibile e che avrebbero contattato i loro studi legali.

Ora sappiamo che la maglietta è stata ritirata spontaneamente dal punto vendita. Un rimorso di coscienza o un consiglio di un astuto avvocato?

Noi, da Italiani, abbiamo un dubbio…visto che la maglietta è verde…che la Lega Nord sia arrivata anche in California?

Approfittiamo di questa news per esprimere il nostro dissenso verso qualsiasi forma di razzismo o discriminazione basata sulla provenienza di un essere umano o sulla sua estrazione sociale. Citando Albert Einstein “siamo tutti della stessa razza, quella umana”.

Newsfromtshirts

(fonte: katu.com)

Fini e la dedica al libro di poesie del venditore ambulante

Maglietta-poesia-araba

Incontro tra il presidente della Camera e un pakistano sulla spiaggia di Ansedonia. «Un uomo forte e tenace».

ANSEDONIA (Grosseto) – Un incontro particolare, sulla spiaggia di Ansedonia. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, si è soffermato a parlare sotto l’ombrellone con un venditore ambulante che scrive poesie. Umeed Ali, pakistano, ha raccontato la sua storia e Fini, che si trova in vacanza in compagnia della sua famiglia, ha ascoltato con attenzione. Poi, il presidente della Camera ha deciso di scrivere una lunga dedica sul volume di poesie fatto stampare da Ali che, però, non è riuscito ancora a mettere da parte tutti i soldi per pagare il tipografo e ritirare le copie.

LA DEDICA – «Non sono in grado di giudicare la poesia di Umeed – ha scritto il presidente della Camera. – Certo, da quello che mi ha raccontato, è un uomo vero. Forte, combattivo, tenace. E, come per i cavalieri antichi, sotto l’armatura c’è la poesia e la sofferenza e la forza del suo cuore». Fini, che ha firmato la dedica (sbagliando però data), ha promesso di aiutare il poeta-ambulante, il quale ha contraccambiato regalando una collanina alla figlia Carolina.

Fonte: Redazione online  www.corrieredellasera.it

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