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#Renzi “sfida”# Bersani: si perde tempo “clessidra agli sgoccioli”.

maglietta

Se la clessidra è questa siamo rovinati.

 

Matteo Renzi, uno dei pochi, se forse non il solo, che probabilmente potrebbe riuscire a formare un nuovo governo, che ottenga la fiducia delle Camere, “sfida” Bersani e lancia un allarme: “Stiamo viveno una situazione politico istituzionale in cui stiamo perdendo tempo. La politica non sa correre, produce soluzioni che non sa concretizzare. E questo mentre il mondo ci chiede di correre ad una velocita’ doppia”. Il sindaco di Firenze, durante le celebrazioni per i 120 anni della Camera del lavoro di Firenze, lancia la sua “sfida”, rivolta innanzitutto a Bersani, che con un doppio passo avanti, insiste nella sua strategia sia per il Quirinale, sia per un governo di “cambiamento”, che esclude larghe intese con il Pdl. La partita interna al Pd, che sembrava avviata verso una tregua, dopo la decisione di Napolitano di affidare ai “facilitatori” il compito di trovare una mediazione, e’ invece ora ufficialmente aperta. Renzi ha fatto l’esempio delle amministrazioni locali: “Noi sindaci sappiamo bene quanto stia soffrendo il patto di stupidita’-stabilita’”. E qui c’e’ anche l’affondo del rottamatore contro gli accordi troppo stretti pattuiti con l’Europa. Ed ancora: “Il tempo e’ scaduto, tante imprese sono sull’orlo della fine”. Insomma Renzi sembra avvertire, meglio di altri politici, il mal di pancia della gente comune, ormai stretta da una crisi senza fine e apparentemente con scarsi sbocchi, senza interventi urgenti, anzi urgentissimi. Il sindaco sembra avvertire tutti, che ogni giorno guadagnato e’ prezioso: “Serve credibilita’ politica e risposte sui temi del lavoro o rischiamo di perdere la strada per tornare a casa: ormai bisogna prendere atto che la clessidra e’ agli sgoccioli”. La conclusione: “Serve credibilita’ politico istituzionale”.

Fonte: http://www.in20righe.it

 

A proposito di #brogli.

Occhi veri capiscono le vere bugie.

Occhi veri capiscono le vere bugie.

Cerchiamo di osservare brevemente, ma con attenzione, questa maglietta, frutto di uno scatto fotografico effettuato a New Delhi e raffigurante un graffito testuale lasciato lì da un ignoto street artist, forse indiano. Un writer.

Non è importante la maglietta in questo caso, ma la scritta. Aggiungeremmo che il grafitaro (indiano o meno che sia, ma a noi piace pensarlo di quel Paese) non solo è artista ma anche filosofo. A leggerla bene ci dice tante cose. Come appunto la filosofia sa fare , sa dare.

Ci dice che se hai occhi “puri”, veri,  sei predisposto a intuire le menzogne; se hai occhi puri sei preposto alla verità. E forse alla tristezza. Ma  noi crediamo che questa bella scritta, questa profonda maglietta, possano essere un deterrente a quanto leggiamo in giro in queste ore, se ci interessiamo alla attualità.

Occhi veri, occhi puri, sanno riconoscere bene le bugie e i brogli, sanno distinguere la politica buona da quella cattiva, sanno anticipare il disastro. E, aldilà del gioco di parole e della consonanza del testo, che funziona ovviamente solo in lingua inglese, vorremmo che questa maglietta fosse un monito per tutti coloro (ammesso che ce ne siano) che oggi, stanotte, tramano nei loro antri, per rimescolare le carte, per essere protagonisti occulti di una antica regola, quella dei brogli, che fa si che ogni due passi in avanti se ne faccia almeno uno indietro.

Attenzione, o voi che votate, che scegliete, che partecipate, che vi appassionate: gli occhi puri scoprono le menzogne.

Domenica indossate questa maglietta se andrete ai seggi e usatela come scudo verso i malintenzionati. E’ un consiglio che arriva dall’India, tutto sommato una grande democrazia oltre che un grande Paese.

(Marco Mottolese per newsfromtshirts)

t-shirt : www.magliettefresche.it

Spopolano le magliette con le mitiche e paradossali frasi di Bersani ( o di Crozza?)….

Eccolo alle prese con le magliette...

Pesaro, 10 set. (Adnkronos) – La pubblicita’ maggiore gliel’ha fatta il comico Maurizio Crozza ed ora quelle frasi colorite di Pierluigi Bersani sono diventate una caratteristica del segretario. E cosi’ a Pesaro, alla festa del Pd, le magliette con stampate le frasi piu’ famose vanno a ruba. Ne sono state vendute circa 5.000. Una al prezzo di 4 euro e tre al prezzo di 10 euro.

Tre le frasi scelte per le magliette: ‘Non siamo mica qui a smacchiare i giaguari’, ‘Non siamo mica qui a pettinar le bambole’ e poi ‘Non siamo mica qui a montare i pannelli fotovoltaici sulle lucciole’.

Fonte: http://www.libero-news.it

“La giunta del NON fare”: una maglietta dal sapore politico

Simpaticamente polemici

La segreteria cittadina del Pd di Brescia ha messo in scena una nuova iniziativa goliardica. Questo pomeriggio, mentre si teneva il consiglio comunale, un gruppo di tesserati all’ingresso di Palazzo Loggia ha indossato una maglietta che ricalcava alcune dichiarazioni del capogruppo Emilio Del Bono.
Sulla t-shirt è stata fatta stampare la scritta “La Giunta del NON fare”. Sotto un piccolo schema con la voce “Capacità realizzativa 2010” e a fianco la percentuale 0,05% e, più sotto, “meno investimenti sul 2007” e accanto la voce -51milioni.
L’ultima scritta è in dialetto: “Pés de issè se mòr” .

Fonte: http://www.quibrescia.it/

Precari in piazza: ‘La vita non aspetta’.

Bellissima immagine, bellissima maglietta.

Dai ricercatori ai cervelli in fuga, dai giovani laureati in cerca disperata di occupazione stabile ai vincitori di concorso mai assunti, ai giornalisti che ogni giorno, da invisibili, raccontano l’Italia. L’esercito dei precari italiani (la Cgia di Mestre ne conta quasi 4 milioni, in aumento del 4% negli ultimi due anni) e’ sceso in piazza in tutto il Paese per far sentire la sua voce e per rivendicare il futuro di una generazione a cui ogni prospettiva di vita viene interdetta dall’assenza di stabilita’ e tutele. Dietro gli striscioni con lo slogan ‘il nostro tempo e’ adesso, la vita non aspetta’, migliaia di ragazzi hanno sfilato a Roma, a Napoli, Palermo, Milano, Torino, Firenze e nelle altre grandi citta’ italiane. In cortei vivaci e colorati, dove non si sono registrati disordini (tranne qualcuno a Padova causato dai no global) ma tanti flash mob piu’ o meno improvvisati, i lavoratori precari e gli studenti universitari hanno gridato tutto il loro malessere e reclamato i loro diritti. ”Sono laureato con 110 e lode e ho fame”, recitavano i cartelli di Vicenza, mentre decine di ricercatori travestiti da anziani lamentavano per le vie di Roma che ”quando saremo assunti saremo gia’ dei vecchi”. ”Il tema del precariato e’ il tema del futuro del nostro Paese. Non si puo’ immaginare che ci sia un futuro se ci sono intere generazioni che pensano che questo Paese non li vuole e non gli da’ nessuna prospettiva”, ha sottolineato il segretario della Cgil, Susanna Camusso, che ha animato il corteo della capitale. Il sindacato di Corso Italia e’ l’unico tra le organizzazioni dei lavoratori ad essersi schierato a fianco del comitato promotore, insieme a Pd, Idv e Sel. Al corteo di Roma ha partecipato anche Nichi Vendola: ”Sono venuto qui per respirare aria pulita in un Paese in cui dalle classi dirigenti si promana cattivo odore. Avere 4 milioni di precari in Italia – ha osservato – significa che quasi in ogni famiglia c’e’ un inquilino scomodo, un essere umano in lista d’attesa, nelle sabbie mobili”. ”Meta’ della gente che e’ a casa adesso o in cassa integrazione o licenziata, erano quelli considerati garantiti. Oggi i padri e i figli, quelli che lavorano, sono tutti nei guai”, ha commentato il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. A smontare la protesta e’ invece il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, secondo il quale a scendere in piazza ”non sono i precari, sono solo alcune associazioni: anzi la Cgil e’ l’unica organizzazione che appoggia”, sottolinea sollecitando ”una stagione simile a quella degli anni ’50 e degli anni ’60”, in pratica ”una nuova ricostruzione” dell’impresa e del lavoro dopo la recessione. La crisi economica si e’ infatti abbattuta sul mondo del lavoro colpendo innanzitutto proprio i giovani, denuncia la Confartigianato. Negli ultimi due anni la riduzione del numero degli occupati sotto i 35 anni e’ stata di quasi un milione (934.600 unita’ in meno tra il III trimestre 2008 e il III trimestre 2010) con una flessione, calcola la confederazione degli artigiani, del 13,1%.

Fonte: Ansa.it

Furia Scilipoti in radio. A “un giorno da pecora”, radiodue, una mattinata da leone del grande Scilipoti…Questi sono show!

Attenzione...se lo dice da solo...

 
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“Chi getta fango dovrebbe avere il coraggio di affrontarmi in faccia, dove e quando vuole. Coloro che ti dicono che ti buttano il fango addosso e lo hanno concordato con Repubblica, il Pd e l’Idv, che non mi avrebbero fatto più riconoscere neanche da mia madre!”. Così Domenico Scilipoti, ex Idv che ha votato contro al sfiducia al Governo, a ‘Un giorno da pecora’ su Raiodue. “Di Pietro ha detto che mi hanno pagato? Chiamatelo in diretta, perchè non lo dice qua? Chiamatelo!”, ha detto urlando Scilipoti, giurando di non essere stato “comprato”.

 

 

E Bondi scrive al Partito democratico: “Cari compagni, non mi sfiduciate”

Chi la indossa questa maglietta oggi?……..

Il ministro della Cultura alla vigilia della mozione di sfiducia nei suoi confronti. “Bersani, Veltroni, Fassino, fermatevi e riflettete”

ROMA – Ieri ha scritto a Napolitano , per denunciare la “parzialità” di Fini. Oggi scrive al Pd (la lettera è pubblicata dal Foglio) per scongiurare il rischio di essere cacciato dal governo. E’ un Sandro Bondi iperattivo quello di questi giorni, alla vigilia della mozione di sfiducia nei suoi confronti in Parlamento. Un passaggio delicato visto che a Montecitorio la maggioranza è appesa a tre voti.

Ai democratici il ministro della Cultura lancia un appello per il ritiro della mozione, dal significativo titolo “Cari compagni, vi spiego perché non dovreste sfiduciarmi”. Questo l’incipit: “Siccome riconosco ancora nei principali leader della sinistra e in particolare a Bersani, Veltroni e Fassino un residuo di concezione seria della politica e di rispetto nei confronti degli avversari politici, vi chiedo di fermarvi e di riflettere prima di presentare contro di me un atto parlamentare cosi’ spropositato, pretestuoso e dirompente sul piano umano, che rappresenterebbe un’onta non per me che lo subisco ma per voi che lo promuovete”.

Bondi sottolinea come la sua gestione dei Beni culturali si vuole caratterizzare come espressione della “volontà di gettare dei ponti di collaborazione sul fronte della cultura, il più delicato e generatore di conflitti” e a fronte di un “clima pregiudizialmente ostile alla mia persona”. Nè manca di ricordare la sua formazione politica all’interno del Partito comunista e la decisione del salto successivo con Forza Italia “per la consapevolezza dell’impossibilità di una evoluzione socialdemocratica del Pci”, con successivo sovrapiù di acredine della sinistra nei suoi confronti.

“Tutto questo però – domanda Bondi – giustifica una mozione di sfiducia individuale nei miei confronti? qual è la ragione per cui la presentate? i crolli avvenuti a Pompei? Non posso crederci. Sapete bene che altri crolli sono avvenuti nel passato, e probabilmente avverranno  anche nel futuro, senza che a nessuno passi per la testa di chiedere le dimissioni del ministro pro tempore alla cultura”.

Ieri Bondi aveva scritto a Napolitano attaccando Fini e ruolo “politico” giocato dal presidente della Camera, puntando il dito contro “l’abnorme commistione tra imparzialità del suo ruolo e leadership di un gruppo parlamentare”.

Fonte: Repubblica.it

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