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Notizie dal medioevo: il Pakistan oscura Twitter : «Ha contenuti blasfemi»

famosi INFAMI, circa….

Le autorità pakistane hanno oscurato  Twitter a causa dei contenuti della rete sociale, considerati  «blasfemi». Lo ha riferito l’Autorità per le telecomunicazioni, che ha  avuto notizia del provvedimento dal ministero dell’Informazione.

Le autorità del Pakistan hanno deciso di bloccare oggi  Twitter, il popolare social network, per «l’insistenza a lasciar circolare contenuti blasfemi». Lo ha annunciato il Ministero delle Tecnologie per l’Informazione.
In un comunicato il ministero ha spiegato che la decisione di bloccare il servizio è stata presa perchè  Twitter, «nonostante le numerose comunicazioni inviate al riguardo, non ha mai fornito risposte». A quanto è emerso la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il diniego di  Twitter di sospendere una gara di caricature riguardanti il profeta Maometto che avrebbe potuto suscitare forti reazioni nell’opinione pubblica pachistana. Per questo il ministero ha ordinato all’Authority pachistana per le telecomunicazioni (Pta) di sospendere temporaneamente il flusso del micro-blogging. Nel 2010 anche Facebook fu bloccato per un certo periodo dopo una sentenza dell’Alta Corte di Lahore. Da parte sua  Twitter ha avuto negli ultimi anni una forte crescita in Pakistan dove, si stima, circa sei milioni di persone lo usano.

Fonte: http://www.unita.it

Lonely Planet, 40 anni da Guida. ( Chi non ha utilizzato una Lonely…?)

T-shirt da viaggio…

Due libri celebrano l’anniversario della casa editrice-icona del Viaggiatori: uno ripropone il diario della prima avventura del fondatore Tony Wheeler, l’altro propone gli itinerari top al mondo.

Perché viaggiamo? A porre la domanda è qualcuno che teoricamente conosce già tutte le possibili risposte: la Lonely Planet, il marchio delle guide “alternative” a ogni paese e a ogni itinerario del mondo, che in questi giorni celebrano un doppio anniversario, i quarant’anni dalla pubblicazione del primo libro della serie in inglese e i vent’anni dalla pubblicazione del primo in italiano. Un appuntamento festeggiato in Italia con due volumi molto differenti ma che in fondo si assomigliano: “Across Asia on the cheap” (Attraversare l’Asia con quattro soldi), che era in pratica il diario di viaggio del fondatore della Lonely Planet, Tony Wheeler, ora ripubblicato in italiano e distribuito gratuitamente a chiunque ne fa richiesta alla Edt, la casa editrice italiana dell’intera collana; e “Grandi Viaggi, gli itinerari più belli del mondo”, una raccolta delle avventure più belle del passato remoto e di quello un po’ più vicino, stampato sempre dalla Edt, da oggi in libreria (a 26,50 euro, prezzo speciale di 20 euro se acquistato entro il 23 maggio).

“Il nostro piano era semplice”, ricorda Tony Wheeler nell’introduzione al primo smilzo volumetto, “io e mia moglie Maureen avremmo comprato una vecchia macchina a Londra, l’avremmo portata il più lontano possibile in direzione est, avremmo continuato con qualsiasi mezzo di trasporto sarebbe saltato fuori, saremmo arrivati in Australia dopo sei mesi circa, dopo di che avremmo lavorato qualche mese per risparmiare abbastanza denaro per poter ritornare in Europa in aereo”. Era la fine degli anni ’60: allora molti giovani ragionavano, e viaggiavano, così. E ai nostri due viaggiatori va tutto bene, attraversano l’Europa passando anche per l’Italia, giungono a Istanbul, prendono il traghetto per l’Asia (non c’era ancora il ponte sul Bosforo), proseguono fino in Iran e fino a Kabul, dove vendono l’auto e vanno avanti sino al Pakistan, all’India, al Nepal, fino a scroccare un passaggio in barca da Bali all’Australia. Solo che si erano talmente divertiti che non volevano più tornare in Europa a fare un lavoro qualsiasi. Viaggiare, e pubblicare guide di viaggio, diventò il loro lavoro, un business che li ha resi ricchi e famosi.

 
L’Hippy Trail, l’itinerario degli hippy da Londra all’Asia, ossia il percorso di Tony e Maureen Wheeler, è anche il primo itinerario del secondo volume celebrativo, “Grandi Viaggi”. Il libro ne contiene per tutti i gusti e a tutte le latitudini: dal Cairo a Città del capo, attraversando l’Africa in verticale; il Grand Tour dei gentiluomini del Settecento in Europa; da Capo Nord a Gibilterra; il Passaggio a Nord-Ovest; la Route 66 negli Stati Uniti; la Panamericana percorsa dal Che Guevara dei “Diari della motocicletta”. Tanti viaggi in treno: la Transiberiana, il Blue Train in Sud Africa, il Glacier Express, l’Orient Express, il Royal Scotsman. I viaggi letterari, a partire dall’Odissea di Omero fino al Giro del mondo in 80 giorni di Verne, senza dimenticare Cuore di tenebra di Conrad. E i viaggi di Marco Polo, quello di Magellano, quello del capitano Cook nel Pacifico.

Fonte: Enrico Franceschini per http://viaggi.repubblica.it

BIN LADEN: SPOPOLA T-SHIRT, “HO VOTATO OBAMA PER PRENDERE OSAMA”.

Gli americani la buttano in gadget...as usual

Ma…

Non è che Bin Laden lo troveremo nei prossimi anni sulle magliette come il “Che” ?…

Il "Che" fotografato appena morto E per finire... A quando una maglietta raffigurante Osama che reca sul petto Obama?

 

 Ecco, solo per dire la confusione che si ingenera in questi casi…Osama è il Che del medio Oriente. Il Che fu fatto fuori sempre dagli americani che sembrano ammazzare i miti solo per sfruttarli meglio commercialmente.

Nessuna emozione particolare; come dice il Vaticano non si festeggia una morte. Piuttosto si ragiona, in questi casi, e si cerca di capire. Perchè “capire”, alla fine, è “politica”; esattamente come Politica è uccidere il Che o Osama e subirne comunque le influenze negli anni a venire.

Nessuno esattamente sa come andrà a finire.

Marco Mottolese – newsfromtshirts

Osama bin Laden ucciso in scontro a fuoco in Pakistan.

Sarà il vero Osama?

Il capo di al Qaeda, Osama bin Laden, è stato ucciso ieri in una sparatoria con le forze Usa in Pakistan e il suo corpo è stato recuperato. Lo ha annunciato al mondo il presidente americano Barack Obama.

“Giustizia è stata fatta”, ha detto Obama in un discorso carico di emozione alla Casa Bianca, annunciando la morte del regista degli attentati dell’11 settembre 2001 a New York e Washington, che hanno ucciso circa 3000 persone.

E’ un grande risultato per Obama e la sua squadra per la sicurezza nazionale e potrebbe dargli un forte impulso in vista delle elezioni presidenziali del 2012.

Per al Qaeda, l’organizzazione che ha compiuto sanguinosi attentati nelle città dell’Occidente e del mondo arabo, la morte di bin Laden, confermata dal governo pachistano, è un colpo durissimo, che ha un’importanza innanzitutto simbolica.

Obama ha detto che le forze Usa hanno condotto l’operazione ad Abbotabad, a nord della capitale del Pakistan, Islamabad. Nessun americano è morto nel raid, che ha cercato di evitare perdite tra i civili.

Un alto funzionario americano ha detto di ritenere che tre uomini oltre a bin Laden, e tra questi uno dei suoi figli adulti, siano stati uccisi.

A Washington migliaia di persone si sono riunite fuori dalla Casa Bianca, sventolando bandiere americane e gridando “Usa, Usa, Usa”, gli autisti suonavano il clacson e una folla ha imboccato il Parco Lafayette verso la residenza presidenziale. La polizia controlla in forze le strade della capitale.

“Sono sceso qui per assistere alla storia. Il mio fidanzato andrà nei Marine la prossima settimana. Sono così orgogliosa dei nostri soldati”, ha detto Laura Vogler, universitaria a Washington, davanti alla Casa Bianca.  

Molti americani avevano perso le speranze di trovare bin Laden malgrado le incessanti ricerche, dopo che era scomparso tra le montagne dell’Afghanistan orientale alla fine del 2001, quando le forze Usa e alleate avevano invaso il Paese in risposta agli attentati dell’11 settembre.

Sono state informazioni di intelligence nell’agosto scorso a mettere gli Usa sulla pista giusta, ha detto Obama. Secondo un funzionario Usa, il presidente ha dato semaforo verde all’operazione lo scorso venerdì mattina.

“Gli Stati Uniti hanno condotto un’operazione che ha ucciso Osaba bin Laden, leader di al Qaeda e terrorista responsabile dell’omicidio di migliaia di uomini, donne e bambini”, ha detto Obama.

L’ex presidente George W. Bush, che aveva promesso di consegnare bin Laden alla giustizia “vivo o morto” ma non ci era riuscito, ha definito il blitz “un risultato epocale”, dopo che lo stesso Obama gli ha dato la notizia.

Il fatto che sia stato recuperato il corpo potrebbe convincere anche i più scettici che bin Laden sia effettivamente morto.

Fonte: Reuters

Nuovo messaggio di Bin Laden, in favore del Pakistan.

Pensiamo che non sia lui a fare questi proclami...

Nel suo messaggio audio l’uomo che dice di essere Osama bin Laden lancia un appello ai musulmani perche’ aiutino le persone sinistrate dalle alluvioni nel Pakistan, dice il sito di monitoraggio Site. ”Il numero delle vittime provocate dai cambiamenti climatici e’ grandissimo…piu’ pesante di quello delle vittime di guerra”.

 Secondo bin Laden, ”la catastrofe (in Pakistan) e’ enorme e difficile da descrivere. Cio’ che affrontiamo – dice il fondatore di Al Qaida – esige un’azione rapida e seria da parte di anime caritatevoli e di uomini coraggiosi per portare soccorso ai loro fratelli musulmani del Pakistan”.
 
La registrazione, di cui non e’ stata ancora verificata la veridicita’, e’ la prima di bin Laden dal 25 marzo. La data della registrazione non viene svelata e l’unico riferimento temporale e’ un’espressione di auguri ai musulmani del mondo per la fine del Ramadan, che e’ avvenuta il 10 settembre scorso.
Fonte: Ansa.it

Fini e la dedica al libro di poesie del venditore ambulante

Maglietta-poesia-araba

Incontro tra il presidente della Camera e un pakistano sulla spiaggia di Ansedonia. «Un uomo forte e tenace».

ANSEDONIA (Grosseto) – Un incontro particolare, sulla spiaggia di Ansedonia. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, si è soffermato a parlare sotto l’ombrellone con un venditore ambulante che scrive poesie. Umeed Ali, pakistano, ha raccontato la sua storia e Fini, che si trova in vacanza in compagnia della sua famiglia, ha ascoltato con attenzione. Poi, il presidente della Camera ha deciso di scrivere una lunga dedica sul volume di poesie fatto stampare da Ali che, però, non è riuscito ancora a mettere da parte tutti i soldi per pagare il tipografo e ritirare le copie.

LA DEDICA – «Non sono in grado di giudicare la poesia di Umeed – ha scritto il presidente della Camera. – Certo, da quello che mi ha raccontato, è un uomo vero. Forte, combattivo, tenace. E, come per i cavalieri antichi, sotto l’armatura c’è la poesia e la sofferenza e la forza del suo cuore». Fini, che ha firmato la dedica (sbagliando però data), ha promesso di aiutare il poeta-ambulante, il quale ha contraccambiato regalando una collanina alla figlia Carolina.

Fonte: Redazione online  www.corrieredellasera.it

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