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Altro che “popolo di twitter” o “popolo di facebook”. Qui ormai è il linguaggio che si “twittizza”. Per dire: I tweet di Mario Monti per Panorama domani in edicola …

O guidi ( il Governo) o twitti...Ohi, Mario, mica si può fare le due cose insieme! Multa per chi twitta guidando....

 

In occasione dei primi cento giorni di governo, che si compiono venerdì 24 febbraio, il premier Mario Monti ha accettato di ripercorrere in 42 tweet (le frasi di massimo 140 battute per comunicare sul popolare social network Twitter) i momenti fondamentali o più emozionanti vissuti da lui e dal suo esecutivo da novembre a oggi. Panorama, in edicola da domani, dedica la copertina, titolo «I pensieri di Mario», ai tweet del presidente del Consiglio. Specificando che Monti non è su Twitter, ma che, al contrario, ci sono molti «fake», falsi profili del premier, che circolano sul social network.

Nei 42 tweet che Mario Monti ha scritto per Panorama il premier parla di alcuni personaggi della scena politica internazionale e italiana: Angela Merkel, Barack Obama, Silvio Berlusconi. «Lo sento spesso, ma non lo disturbo su ogni cosa. Gli sono molto riconoscente perché il suo atteggiamento è stato di grande responsabilità verso il Paese». Ironico con l’eurodeputato della Lega Francesco Speroni, con cui ha avuto un battibecco a Strasburgo una settimana fa: «Lo ringrazio vivamente per la complessità dei punti filosofico-sistemici con cui si è rivolto a me. Li leggerò con attenzione».

Mario Monti "obamizzato" in stile Shepard Fairey . Che grande novità!

 

I PRIMI CENTO GIORNI. Nei   tweet ci sono anche i primi cento giorni di governo. Il premier si sofferma  sulle proprie emozioni. Riguardo al momento più bello dice: «La prima volta che ho parlato in Senato, quando ho scoperto che forse potevo farcela. Per me non era una cosa così scontata». Su quello più difficile: «Ce ne sono stati tanti in questi 100 giorni, ma sono certo che ne arriveranno altri». In relazione alla copertina che gli ha dedicato il newsmagazine americano Time: «Io l’uomo che salverà l’Europa? Non esageriamo, l’Ue non ha bisogno di essere salvata da nessuno».

CRISI, RIFORME, LIBERALIZZAZIONI, PENSIONI, EVASIONE FISCALE. Sono altri temi affrontati dal premier  nei tweet su Panorama. Dove non mancano anche riflessioni anche sul mercato unico, le Olimpiadi a Roma, le elezioni.

E tu che tweet vorresti inviare al presidente del Consiglio?

Scrivilo su Twitter a #panoramamonti

 

nota di newsfromtshirts: siamo certi che Monti non si sia prestato a questo giochino un pò puerile di lasciarsi intervistare sotto forma di twit. Panorama ha strappato al Premier una intervista e per essere “up-to-date” si è inventat0 questa cosa dei twits con i quali Monti risponde. Peraltro solo poche settimane fa Panorama aveva dedicato una delle sue copertine al fenomeno twitter in Italia. Ora, noi siamo più che felici che un media un pò vecchiotto come Panorama (seppur di grande tradizione e storia giornalistica) si occupi del social network del momento. Il problema è che se ne occupa un pò “alla Famiglia Cristiana” direbbe Celentano e cioè uscendo dal seminato. Perchè costringere fittiziamente il Presidente del Consiglio a stare dentro 140 battute considerando che sarà stata sicuramente la redazione ad effettuare il taglio, non certo Monti a fornirne la giusta misura..? Perchè mescolare politica e linguaggi web? Per rendersi accattivanti? E l’immagine “obamizzata” è sempre per rendere il tutto ancor più credibile in quanto Obama a suo tempo si appoggio molto sui social network per essere eletto? Comunque in Italia il boom della rete e il suo sviluppo di utenti si appoggia a questi media (fu così anche per Facebook) certo poi diventa difficile lamentarsi che alla fine, salvo pochi casi, è il cazzeggio che prevale in rete mentre dal web potrebbero arrivare  soluzioni e svolte, per la crisi e per i giovani. Twitter e Facebook da noi rimangano il lato infantile dell’adulto; il suo parco giochi privato. Il suo “vuoto” a perdere…Grazie Panorama. Riceverete migliaia di twit per Monti; ci raccomandiamo: fateglieli avere….

Marco Mottolese per newsfromtshirts

Mario Monti in copertina su Time magazine: dopo Mussolini, Sofia Loren, Pavarotti, Gianni Agnelli, Marchionne…eccolo.

Una persona può fare la differenza…
 

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Quest’uomo (Monti…) puà salvare l’Europa?
L’uomo (Berlusconi) dietro la più pericolosa economia del mondo
 
ps: Davvero incredibile che ci possa essere una lettura del genere. E poi si dice che gli americani non influenzano le scelte europee..
 
 
 
 
Non si può dire che gli italiani abbiano avuto, dalla metà del secolo scorso ad oggi un numero adeguato di copertine di Time. Dopo Mussolini e Sofia Loren, Giorgio Armani e Pavarotti, Marchionne e Gianni Agnelli ecco che, nel giro di pochi mesi, circa cinque, abbiamo avuto l’onore del peggio (Silvio) e l’onore del meglio (Mario Monti). Guardate le due copertine. Leggete gli “strilli”. Silvio che distrugge l’Europa e l’Italia e Monti che le salva…mai mezze misure per noi italiani! E’ incredibile ma è così. Eppure “sto Monti” lo avevamo in casa da sempre…tirato fuori dal cilindro da Napolitano ecco che da ultimi diventiamo se non primi sicuramente da  “gruppo di testa”.
Speriamo non sia previsto, alla fine della corsa, l’antidoping…
 
(Marco Mottolese per newsfromtshirts)
 
 

“Work à porter”: Monti… “che monotonia il posto fisso I giovani si abituino a cambiare”

La nuova moda del lavoro; cambio lavoro come i vestiti.

 ”Non è un tabù. L’articolo 18 può essere pernicioso per lo sviluppo dell’Italia”. Insomma, senza riforma del lavoro gli sforzi del governo per rilanciare il paese rischiano di rimanere incompleti e questo Mario Monti vuole assolutamente evitarlo. Così il premier, prima al Tg5 (guarda il video) e poi a Matrix, si rivolge direttamente ai cittadini per annunciare l’intenzione di mettere mano alla politica del lavoro, anche a costo di dover intervenire sulle regole di licenziamento. Sì, perché l’articolo 18 per il premier ha determinato “un terribile apartheid nel mercato del lavoro tra chi è già dentro e chi, giovane, fa fatica ad entrare”. I giovani però devono “abituarsi all’idea di non avere più il posto fisso a vita: che monotonia– afferma – E’ bello cambiare e accettare delle sfide”.La linea dell’esecutivo è non aprire ‘tout court’ alla concertazione con i sindacati, che d’altronde escludono qualsiasi ipotesi di modifica dell’articolo 18. Ma va avviato un confronto “in tempi brevi”. Insomma, sì al dialogo ma su tutto. L’intenzione è chiudere in una sessantina di giorni per dare una ‘svolta’ al paese e far ripartire la crescita.

Per Monti alcune eredità del passato, infatti, rischiano di imbrigliare l’Italia, penalizzando proprio i giovani. Per creare spazio occorre però spingere ancora sulle liberalizzazioni perché – avvisa il premier – “se prevarranno le resistenze corporative, gli italiani devono sapere che i tassi di interesse non solo non scendono ma ritorneranno verso l’alto”. Per ora però il professore si gode l’ennesimo calo dello spread registrato oggi: “Deve scendere ancora e scenderà – rassicura – E’ una variabile che ha polarizzato anche troppo l’attenzione” ma “ormai ha una tendenza decrescente”.

Il capo del governo parla direttamente agli italiani anche per illustrare l’accordo fiscale di Bruxelles. Il vincolo del debito – spiega – “certamente è severo ma non impossibile se saremo capaci di tornare a far crescere di più il Paese”. Crescita alla quale sono chiamati tutti a contribuire: “L’Italia dispone di capitale pubblico – sottolinea Monti – ma dispone di grande capitale umano che non sempre è stato valorizzato”. L’idea è sempre quella di aprire il mercato del lavoro e insistere sulle liberalizzazioni. Quanto alle privatizzazioni, di cui molto si è discusso in questi giorni, il capo del governo rimarca che sono solo “una possibilità”:

“Il governo non ha messo come priorità le privatizzazioni – precisa – anche perché nel passato si è stati costretti a privatizzazioni non sempre fatte nel modo migliore”. Se da un lato ‘avverte’ le parti sociali e dall’altro chiede un cambio di passo agli italiani, Monti non dimentica però di rivolgersi anche ai suoi più stretti interlocutori: i partiti politici che lo sostengono. E non a caso spiega che per lui “nel 2013 si chiude una parentesi” rivolgendo un nuovo e deciso apprezzamento a Silvio Berlusconi e al suo aperto sostegno al governo. “Trovo che l’appoggio che di dà Berlusconi sia fondamentale. Come fondamentale il Cavaliere è stato nella vita di Monti: “Se mi sono avvicinato alla cosa pubblica – rivela – è perché nel 1994 Berlusconi, appena nominato presidente del Consiglio, mi ha chiesto se volevo fare il commissario europeo”.

Ricercati in Rete: Mario Monti supera Belén .

Super Mario (Monti) non lo ferma più nessuno...

 

Il premier Monti batte Belén (almeno in Rete). E’ stato infatti il presidente del consiglio il personaggio più ricercato in Italia su Google nel mese di dicembre.
Lo rivela un’indagine condotta da Web Profile Project.
Il premier si è classificato primo con uno «share» del 19,4%; a seguire la showgirl argentina Belén Rodriguez, finora regina incontrastata della Rete, con il 14,4%.
Al terzo posto il cantante Lorenzo Cherubini Jovanotti (7,8%), la cui ricerca ha toccato purtroppo l’apice nel giorno in cui a Trieste ha perso la vita un operaio nel crollo del palco.
L’unico rappresentante della politica tra i primi dieci oltre a Monti è Beppe Grillo (8°), mentre gli altri sono tutte personalità dello spettacolo: Laura Pausini, Fiorello, Madonna.

Fonte: agenzie varie

Monti: sono gli evasori a mettere le mani in tasca agli italiani.

Punti di vista, dunque...

 
L’usanza da parte di alcuni italiani evasori di “mettere le mani in tasca” ai connazionali onesti “va sconfitta”. Lo ha dichiarato, intervenendo alle celebrazioni per i 215 anni del Tricolore, il premier Mario Monti sottolineando come sia “inammissibile che una quota importante di ricchezza sfugga alla tassazione accrescendo la pressione tributaria su chi non può sottrarsi al Fisco”.

Che stia trascorrendo le ultime ore di ferie nel rilassante contesto di Villa Certosa o nella dimora di Arcore, Silvio Berlusconi non avrà gradito la ‘bacchettata’: “Non mi ha mai persuaso l’espressione ‘mettere le mani nelle tasche degli italiani'” ha detto Monti. Eppure è un amato slogan berlusconiano, utilizzato da Silvio ben 12 volte solo negli ultimi dodici mesi. Ma per l’attuale premier la frase “è incompleta”, sono “alcuni italiani evasori” a mettere le mani “nelle tasche dei contribuenti onesti”.

Monti, di ritorno da Parigi dove ha incontrato il presidente Sarkozy, pare procedere dritto sulla strada che ha tracciato per rilanciare il paese e fargli riconquistare la fiducia in Europa e nel mondo. E a Reggio Emilia è tornato a battere su alcuni paletti sui quali lavorare nelle prossime ore e nei prossimi giorni, anche in vista delle consultazioni annunciate con i partiti e le parti sociali: liberalizzazioni, che devono essere “equilibrate, pragmatiche ma non timide”, lotta alla corruzione attraverso una “scossa” e una “accelerazione potente” e battaglia contro gli italiani furbi e “disonesti” . Tutte “riforme” che vanno fatte con un occhio rivolto in particolare ai giovani, garantendo l’unità di tutto il paese.

Alla sua prima uscita ufficiale da presidente del Consiglio, Monti ha fatto la sua prima “parata militare”, assistendo all’alzabandiera e canticchiando l’Inno di Mameli eseguito dalla banda militare. Al teatro Valli, dove ha tenuto il discorso conclusivo, Monti si è trovato in platea l'”amico” nonché predecessore Romano Prodi: “Per me – ha detto prima di abbracciarlo – è l’ex presidente della Commissione europea con cui ho avuto l’onore di collaborare”.

Cerimonia a parte, il premier ha parlato per mezz’ora dei temi più caldi di questi giorni. Dopo aver incassato il ‘placet’ di , Monti precisa però che ora “in Europa il momento dei compiti è giunto per tutti”, quindi gli scettici si mettano in testa che si “supererà la crisi solo con azioni di tutti i componenti”.

 

La bestia nera degli evasori: maglietta del giorno a Mario Monti!!

 
 
 

Berlusconi: “Con Monti democrazia sospesa” . E su Napolitano: “Ci trattava come bambini”

Fino a ieri "volemose bene" da oggi "brutti stronzi". Tipo del Berlusca.

 

Il governo di Mario Monti rappresenta una “sospensione certamente negativa della democrazia”. Sono le parole che Silvio Berlusconi ha usato, parlando ai senatori del Pdl, davanti ai quali ha parlato del nuovo governo, dei punti del programma che non gradisce e di elezioni: “Non possiamo lasciare il paese alla sinistra. E poi a chi? a Di Pietro, Vendola e Bersani. Gli italiani non sono così cretini da dare il voto a questi qua”.

Attacco a Monti e Napolitano. L’ex premier non usa mezzi termini e attacca duramente il nuovo esecutivo: “la decisione finale ci è stata praticamente imposta, con i tempi voluti dal presidente della Repubblica”. Ce n’è anche per il capo dello Stato: “Come presidente del consiglio mi sentivo impotente, potevo solo suggerire disegni di legge. Anche i decreti, quando arrivavano al Quirinale, il presidente della Repubblica diceva no a 2 su 3 – sottolinea Berlusconi -. Ci correggeva con la matita rossa, come una maestra con i bambini delle elementari”.

No alla patrimoniale. Davanti ai senatori del suo partito, l’ex presidente del Consiglio sottolinea che la durata del nuovo esecutivo dipende anche dal Pdl, decisivo anche nella nuova maggioranza e insiste perché il nuovo premier chiarisca il suo programa: “Monti ha parlato di sviluppo e crescita, ma non ci ha detto nulla di preciso sul suo progamma. Abbiamo parlato a grandi linee degli impegni presi con l’Europa – ha detto Berlusconi, che ha ribadito il no del Pdl alla patrimoniale perché sarebbe una misura depressiva.
 
Legge elettorale e regime intercettazioni. L’ex primo ministro non ha tralasciato l’argomento elezioni: se si andasse al voto oggi, ha detto, ci sarebbe “L’incognita del Terzo Polo, l’incognita di Casini. Ma non vi preoccupate: faremo ragionare il ragazzo al momento giusto, con le buone o le cattive…”. Poi, sulla legge elettorale: “Monti non cambierà la legge elettorale, ma siamo d’accordo che va cambiata. Abbiamo un gruppo di esperti che sta valutando quella migliore, va modificata prima delle prossime elezioni”, ha spiegato, ribadendo il suo no per ora al voto anticipato: “Affrontare ora una campagna elettorale, sotto la pressione negativa e l’assedio dei media, sarebbe stato un errore”. L’ex premier, poi, ha affrontato anche il tema delle intercettazioni:  “Quella delle intercettazioni è una vergogna. Io ho deciso che di non avere più il cellulare”, ha detto e ha sottolineato la necessità entro la fine della legislatura di mettere mano al regime delle intercettazioni e alla giustizia.

Fonte: Repubblica.it
 

La fine del Cavaliere in copertina Il «saluto» di Economist e Time .

Capolavoro surreale; fa paura come la trasmissione di Orson Welles che annunciava l'arrivo degli extraterrestri.

Questo "lui" lo ha sempre dichiarato, comunque.

Tutta la stampa internazionale contro Silvio Belrusconi. Non solo il settimanale britannico The Economist, ma anche il Time ha dedicato la copertina dell”ultimo numero alla caduta del premier italiano. L’Economist nel numero in edicola sintetizza il tramonto del Cavaliere con una copertina (la sesta, dedicata a lui) che lo ritrae in un «dipinto»dove si riproduce una scena da festino romano. Il titolo è invece da cartoon: «That’s all, folks!», come dire «è finita, ragazzi», la stessa frase con la qual chiudono da sempre i cartoni animati della Warner Bros. Il Time invece sceglie la forza delle parole, e definisce quella italiana è «l’economia più pericolosa del mondo».

LA COPERTINA DI TIME – Sulla copertina del settimanale statunitense (guarda l’immagine ingrandita), il presidente del Consiglio dimissionario, sorridente nella foto in primo piano, viene definito «The man behind the world’s most dangerous economy» (L’uomo dietro l’economia più pericolosa del mondo). In un reportage realizzato da Rana Foroohar, si spiega «come il primo ministro uscente ha messo a repentaglio l’Unione Europea e il motivo per cui non ne è dispiaciuto». Nell’edizione del 5 novembre, all’indomani del G20, il Financial Times aveva dedicato un sarcastico e durissimo editoriale nei confronti di Berlusconi, dall’eloquente titolo «In the name of God and Italy, go!» (In nome di Dio e dell’Italia, vattene!«).

«SCIOCCATI» – Nell’articolo dell’Economist, invece, l’analisi è severa come già lo era stata in passato su Berlusconi. Ma concede diverse chance all’Italia per riprendersi «senza» Berlusconi. «L’Economist – si legge – ha sostenuto da tempo che Berlusconi fosse inadatto a governare. Ma persino noi siamo rimasti scioccati nel vedere come, mentre la crisi dell’euro si stava avvicinando all’Italia, egli abbia dedicato il suo tempo alle feste e ai giochi politici e abbia accantonato la necessità di fare le riforme».

Adesso «senza Berlusconi, l’Italia ha ancora una possibilità. Il suo debito, benché, alto, è stabile. Non ha patito una bolla immobiliare e il conseguente crollo del sistema bancario. Gli italiani sono dei buoni risparmiatori e gli introiti fiscali del governo non dipendono troppo dalla finanza o dalle proprietà. Prima di applicare il pagamento degli interessi, l’Italia può persino godere di un avanzo primario».

L’IMPEGNO PER MONTI – Le buone notizie però finiscono qui. «Nulla ora può evitare una crisi del debito in Italia». Secondo l’Economist infatti i tassi sul denaro che l’Italia prende in prestito resteranno comunque «superiori a prima della crisi». Per evitare il peggio la Bce dovrebbe impegnarsi a proteggere l’Italia e le banche europee senza se e senza ma. Quanto al possibile incarico a Mario Monti «la sua nomina – scrive il settimanale – delizierebbe i mercati. Il governo provvisorio avrà una parte da giocare nei prossimi mesi. Ma le riforme dovranno essere protratte per anni. E questo richiede, più di ogni altra cosa, legittimità democratica». In conclusione «perché l’euro sopravviva serve che l’Italia si salvi». In questo senso la «promessa» uscita di Berlusconi offre agli italiani, secondo l’Economist, la possibilità di lasciarsi alle spalle anni di stagnazione, «sociale, economica e politica. È ora di cambiare spiaggia».

maglietta: www.magliettefresche.it

Fonte: Corriere.it

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