Posts Tagged ‘ India ’

La realtà è una illusione. (E le #magliette ce lo ricordano ogni giorno).

indiana filosofia

Maglietta molto da Samsara, ipoteticamente la frase è detta da Einstein.

Il termine sanscrito saṃsāra (devanāgarī संसार, “scorrere insieme”) indica, nelle religioni dell’India quali il Brahmanesimo, il Buddhismo, il Giainismo e l’Induismo, la dottrina inerente al ciclo di vita, morte e rinascita. È talora raffigurato come una ruota.

In senso lato e in un significato più tardo, viene ad indicare anche “l’oceano dell’esistenza”, la vita terrena, il mondo materiale, che è permeato di dolore e di sofferenza, ed è, soprattutto, insustanziale: infatti, il mondo quale noi lo vediamo, e nel quale viviamo, altro non è che miraggio, illusione māyā. Immerso in questa illusione, l’uomo è afflitto quindi da una sorta di ignoranza metafisica (avidyā), ossia da una visione inadeguata della vita terrena e di quella ultraterrena: tale ignoranza conduce l’uomo ad agire trattenendolo così nel saṃsāra.

samsara

Spesso le #Magliette vengono in soccorso della filosofia. Se indiana, meglio. Si presta di più a riempire una t-shirt

T-shirt:  http://www.magliettefresche.com

testo: Thanks to Wikipedia

In #India l’uomo degli alberi ha piantato una foresta di 550 ettari. (Come creare felicità)

t-shirt

L’uomo che piantava alberi e raccoglieva felicità.

L’insolita storia di un eroe contemporaneo è quella di Jadav Payeng  che ha piantato una foresta di 550 ettari su un banco di sabbia nei pressi del fiume Brahmaputra in India.

Il sito si è ripopolato di specie animali grazie alla presenza degli alberi e una tigre ha dato recentemente alla luce due cuccioli.

La zona è di difficile accesso e si trova a Jorhat a 350 km dalla strada per Guwahati. Per arrivare al fiume bisogna abbandonare la strada principale e prendere una piccola strada lunga circa 30 km. Se si è fortunati si trovano i battellieri per passare sulla riva nord. Dopo 7 km di cammino a piedi si arriva da Jadav Payeng e le persone chiamano oramai questa zona Molai Kathoni, il bosco di Molai dove Molai è il soprannome di Payeng.

La storia di Payeng inizia nel 1979 quando trovò numerosi serpenti morti sul banco di sabbia rilasciati dalle onde del fiume dopo un’alluvione. I serpenti erano morti a causa del calore poiché non c’era alcun albero a dare ombra. Racconta Payeng che all’epoca aveva 16 anni:

Mi sono seduto e ho pianto per quei corpi senza vita. Fu una carneficina. Avvisai il ministero delle Foreste chiedendo loro se potevano piantare degli alberi. Mi risposero che non potevano e mi dissero di piantare dei bambù. Fu dura ma ci riuscì. Non c’erano persone ad aiutarmi.

Payeng dunque decide di lasciare gli studi e la sua casa e inizia a vivere sul banco di sabbia. Ma non è un Robinson Crusoe per cui accetta volentieri questa solitudine. (In India è comune che tra gli induisti ci siano i sannyasin o rinuncianti). Inizia così a arricchire il boschetto di bambù e allora decide di iniziare a piantare veri alberi.

Racconta ancora Payeng:

Ho portato delle formiche rosse dal mio villaggio poiché hanno la capacità di cambiare le proprietà del suolo. Infatti poco dopo sono spuntati varie specie di fiori mentre iniziavano a arrivare sempre più animali come il rinoceronte e la tigre reale del Bengala. Dopo 12 anni sono arrivati gli avvoltoi e gli uccelli migratori sono giunti in massa, cervi e bovini hanno attirato i predatori. La natura ha creato una catena alimentare: chi proteggerà gli animali se noi, gli esseri superiori apriamo la caccia?

Il ministro delle Foreste dell’Assam venne a conoscenza della foresta di Payeng nel 2008, dopo che un centinaio di elefanti dopo aver devastato un villaggio vi si rifugiò. Distrussero anche la capanna di payeng. E uno dei funzionari Gunin Saikia incontrò Payeng proprio in quella circostanza:

Siamo rimasti sorpresi nel trovare una foresta così densa su un banco di sabbia. Gli abitanti del villaggio distrutto volevano abbattere la foresta a causa dei pachidermi che vi si erano rifugiati ma Payeng rispose che li avrebbe difesi ammazzando chi si fosse avvicinato.Cura gli alberi e gli animali come se fossero sui figli e dunque abbiamo deciso di contribuire al progetto. E’ da considerare un eroe.

Fonte: http://www.ecoblog.it

Consiglio di Newsfromtshirts: se hai amato questa storia non puoi non leggere questo:

piantare alberi

Il capolavoro di Jean Giono

 

#Gandhi era gay? In mostra le lettere tra il #Mahatma e il #bodybuilder Kallenbach.

gay

Ascetico o gay?

Gandhi era omosessuale? Le famose lettere, tra le cui righe sarebbe scritta la sua relazione con l’architetto e bodybuilder tedesco Hermann Kallenbach, sono ora esposte all’Archivio nazionale indiano di New Delhi in occasione del 65esimo anniversario della sua morte.

In quelle lettere ci sono tutti i dettagli di una grande amicizia, stretta durante una convivenza di due anni in Sudafrica e durata anche dopo la separazione. Tuttavia, gli studiosi alla ricerca di prove definìtive circa la reale entità del rapporto tra i due uomini, da anni oggetto di speculazioni, sono rimasti delusi.

Quando l’archivio di lettere e fotografie appartenenti a Kallenbach fu acquistato dal governo indiano lo scorso anno, poco prima che Sotheby’s lo mettesse all’asta, numerose indiscrezioni fecero montare lo scoop. Ma i curatori della mostra hanno ammesso solo un campione della corrispondenza in esposizione al museo.

“Gandhi doveva molto a molti dei suoi amici sudafricani, e Kallenbach era uno di loro, un amico molto caro, un vero alleato, avevano una relazione molto stretta” ha spiegato il direttore degli Archivi. Una corrispondenza intensa la loro, che ha indotto qualcuno a supporre che tra i due ci fosse qualcosa di più di un rapporto intellettuale: in una delle lettere Gandhi si rivolge all’amico scrivendo “mio caro” e si firma “sinceramente tuo“.

induismo

Il giovane Gandhi

“Questo tipo di cose affascinano gli Occidentali, ma in queste lettere non abbiamo trovato espressioni controverse e nessuna relazione controversa. Sono solo lettere che riflettono il loro stretto legame lavorativo” chiarisce una studiosa.

Le lettere, insieme ad altri documenti e foto, sono state acquistate dall’India per un milione di dollari, qualche giorno prima che la casa d’aste londinese Sotheby’s le mettesse in vendita. L’India in passato si è schierata contro le aste di oggetti appartenuti a Gandhi perché insulterebbero la memoria dell’icona dell’indipendenza dell’India che trascorse la sua intera vita rifiutando le ricchezze materiali.

t-shirt: www.magliettefresche.it

Fonte: http://www.blitzquotidiano.it

Anish Kapoor, sono uno che non ha niente da dire…però: e’ Gandhi il piu’ grande artista della storia.

Occhio per occhio rende il mondo cieco...

Occhio per occhio rende il mondo cieco…

 

Anish Kapoor, definito da molti il piu’ grande artista vivente, non accetta questo ruolo. E in un’intervista a ‘la Repubblica’ afferma: “Non lo sono certamente. Ci sono tanti grandi colleghi. Lo ripeto: sono uno che non ha niente da dire. Avere qualcosa da dire e’ un peso enorme. Io voglio lavorare leggero: essere un idiota e vedere cosa viene fuori. Voglio mantenere una mente da principiante”.

L’artista in questi giorni, per solidarieta’ con l’amico dissidente Ai Weiwei, ha indossato i panni di ballerino in una versione molto particolare di ‘Gangnam Style’, che mima il celebre video del rapper coreano Spy. “Avevo sostenuto Ai Weiwei -afferma Kapoor- in piu’ di un’occasione. Cosi’ quando ho visto il video, cosi’ ironico, che lui stesso aveva realizzato, sempre sulle note di ‘Gangnam’, ho deciso di farne una mia versione, coinvolgendo quanta piu’ gente possibile”. Si tratta di una battaglia per la liberta’ di espressione in Cina, afferma l’artista, sostenendo che “il sistema cinese e’ diventato ricco perche’ corrotto”.

E in questo senso, per la sua battagli artistica, Kapoor cita il Mahatma Gandhi, “che fu capace di cambiare cosi’ profondamente se stesso da trasformarsi nell’atto pollitico in cui credeva. A partire dai vestiti che indossava, il cibo che mangiava, la sua sessualita’. A ogni azione un significato mitologico. Ogni parte di se’ un’opera. Ecco: e’ lui il piu’ grande artista della storia”, conclude.

t-shirt: http://www.magliettefresche.it

Fonte: adnkronos

 

A proposito di #brogli.

Occhi veri capiscono le vere bugie.

Occhi veri capiscono le vere bugie.

Cerchiamo di osservare brevemente, ma con attenzione, questa maglietta, frutto di uno scatto fotografico effettuato a New Delhi e raffigurante un graffito testuale lasciato lì da un ignoto street artist, forse indiano. Un writer.

Non è importante la maglietta in questo caso, ma la scritta. Aggiungeremmo che il grafitaro (indiano o meno che sia, ma a noi piace pensarlo di quel Paese) non solo è artista ma anche filosofo. A leggerla bene ci dice tante cose. Come appunto la filosofia sa fare , sa dare.

Ci dice che se hai occhi “puri”, veri,  sei predisposto a intuire le menzogne; se hai occhi puri sei preposto alla verità. E forse alla tristezza. Ma  noi crediamo che questa bella scritta, questa profonda maglietta, possano essere un deterrente a quanto leggiamo in giro in queste ore, se ci interessiamo alla attualità.

Occhi veri, occhi puri, sanno riconoscere bene le bugie e i brogli, sanno distinguere la politica buona da quella cattiva, sanno anticipare il disastro. E, aldilà del gioco di parole e della consonanza del testo, che funziona ovviamente solo in lingua inglese, vorremmo che questa maglietta fosse un monito per tutti coloro (ammesso che ce ne siano) che oggi, stanotte, tramano nei loro antri, per rimescolare le carte, per essere protagonisti occulti di una antica regola, quella dei brogli, che fa si che ogni due passi in avanti se ne faccia almeno uno indietro.

Attenzione, o voi che votate, che scegliete, che partecipate, che vi appassionate: gli occhi puri scoprono le menzogne.

Domenica indossate questa maglietta se andrete ai seggi e usatela come scudo verso i malintenzionati. E’ un consiglio che arriva dall’India, tutto sommato una grande democrazia oltre che un grande Paese.

(Marco Mottolese per newsfromtshirts)

t-shirt : www.magliettefresche.it

La maglietta del giorno viene da un graffito scovato a Nuova Delhi…

Meraviglioso gioco di parole: i "veri" occhi scoprono le "vere" menzogne.

 
Anche in India i “poeti” di strada, i graffitari, gli street-artist plasmano l’inglese in mille meravigliosi modi per lanciare frasi fulminanti. Come questa!
 
M.M.
 

Guru anti-corruzione infiamma New Delhi.Il guru indiano Baba Ramdev ha cominciato oggi a New Delhi uno ‘sciopero della fame fino alla morte’ per chiedere al governo di fare di piu’ contro la corruzione ed il riciclaggio del denaro sporco .

La maglietta del ...Guru...

Baba Ramdev, un guru dalla folta barba nera e dalla grande presa televisiva, sta agitando da giorni le acque politiche indiane dopo che un ”digiuno fino alla morte” contro la corruzione, da lui cominciato sabato a New Delhi, e’ stato interrotto dalla polizia, che non ha esitato ad utilizzare gas lacrimogeni e sfollagenti per allontanare brutalmente centinaia di persone, fra cui donne e bambini che stavano dormendo. L’azione e’ stata subito condannata dall’opposizione di centro-destra (Bjp) che ha accusato il partito del Congresso al potere di ”atrocita”, e spinto oggi sia la Corte suprema indiana, sia la Commissione nazionale per i diritti umani a chiedere al governo un rapporto urgente. Il primo ministro Manmohan Singh, chiamato in carica da Ramdev, ha giustificato in una conferenza stampa l’azione degli agenti, definendola ”sfortunata ma necessaria”, ed ha assicurato che il suo governo ”e’ molto impegnato contro la corruzione”, anche se non ”possiede la bacchetta magica per eliminarla in quattro e quattr’otto”.

Fatto sta che effettivamente l’impeto delle centinaia di agenti inviati sul Ramlila Maidan nella citta’ vecchia di Delhi e’ stato considerato da quasi tutti sproporzionato rispetto al pericolo potenziale rappresentato dai seguaci del guru. Fonti giornalistiche assicurano che i feriti sono molte decine, mentre la tv Cnn-Ibn ha mostrato una donna di 54 anni ricoverata in rianimazione in un ospedale di New Delhi con i quattro arti paralizzati. Quando lo sgombero e’ cominciato, Baba Ramdev ha invitato la gente ad una resistenza nonviolenta e poi, intuendo che da un momento all’altro poteva essere arrestato, si e’ fatto prestare un vestito da donna per fuggire. Uno stratagemma che ne ha ritardato di tre ore la cattura ed il trasferimento forzato nel suo ashram di Haridwar, nel nord dell’India.

”Ho preferito utilizzare una tattica di sopravvivenza – spieghera’ piu’ tardi – come fece (nel 17/o secolo) il re guerriero Shivaji”. Da Haridwar il santone ha indurito la posizione e confermato che ”il mio sciopero della fame continua”, denunciando davanti ad un gruppo di giornalisti che ”l’obiettivo del governo era uccidermi” e che il partito del Congresso ”non ha a cuore la sorte delle donne e dei bambini di questo paese”. Duro al riguardo anche il suo attacco a Sonia Gandhi: ”Lei guida il governo con il telecomando. Prima non prestavo troppa attenzione al fatto che non fosse nata in India. Ma ora mi rendo conto che e’ soltanto la ‘cognata’ di questo paese, e che non ama le madri, le sorelle ed i bambini” indiani.

Il clima e’ rovente, perche’ anche l’attivista sociale Anna Hazare, che tempo fa ha ottenuto concessioni dal governo con uno sciopero della fame di quasi 100 ore, ha annunciato che l’8 giugno tornera’ a manifestare, per il momento per solo 24 ore. Inoltre, oggi, durante una conferenza stampa del segretario generale del partito del Congresso, Janardhan Dwivedi, un giornalista, Sunil Kumar, gli si e’ avvicinato e, togliendosi una scarpa, ha fatto segno di volerlo colpire, suscitando la reazione dei presenti, che lo hanno fermato e malmenato.

Fonte: Maurizio Salvi per ansa.it

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