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Chi è Rossella Urru.

Occhio per occhio rende il mondo cieco...(Gandhi)

 

Sono passati quattro mesi da quando una ragazza sarda di 29 anni è stata rapita in Algeria, e ancora ne sappiamo pochissimo.

Rossella Urru ha 29 anni ed è una cooperante italiana. È stata rapita in Algeria lo scorso 22 ottobre, sembra da alcuni estremisti islamici. Durante l’ultima serata del festival di Sanremo Geppi Cucciari ha parlato della sua storia e questo ha attirato nuovamente le attenzioni dei mezzi di comunicazione e dell’opinione pubblica. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha garantito che l’unità di crisi è impegnata per ottenere la liberazione di Rossella Urru e che è importante mantenere riservatezza riguardo la situazione delle trattative. Ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha visto i familiari di Rossella Urru, in Sardegna, e ha assicurato loro che le condizioni della ragazza sono buone.

Ecco Rossella.

 

Rossella Urru è nata a Samugheo, in provincia di Oristano. Laureata in Cooperazione Internazionale, Regolazione e Tutela dei Diritti e dei Beni Etno-culturali all’Università di Bologna, lavora per una ONG che si chiama CISP (Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli) ed è coordinatrice del campo profughi per rifugiati saharawi di Hassi Rabuni, nei pressi di Tindouf, in Algeria. Urru ha già portato a termine quattro missioni presso i campi saharawi e altre tre missioni in diversi contesti internazionali. È stata rapita nella notte tra il 22 e il 23 ottobre 2011 da alcuni uomini armati probabilmente del Mali, insieme ad altri due volontari spagnoli, Ainhoa Fernández de Rincón e Enric Gonyalons. Due mesi fa è stato diffuso un video che mostrava tre persone, tra cui probabilmente lei, tenute prigioniere da miliziani islamici armati.

Pare che ad aver rapito Rossella Urru sia stato il gruppo terroristico Jamat Tawhid Wal Jihad Fi Garbi Afriqqiya (Movimento Monoteista per il Jihad in Africa occidentale), una costola dissidente dell’AQMI (Al Qaeda nel Maghreb Islamico), che lo scorso dicembre ha rivendicato l’attacco al campo profughi e il rapimento di Urru. A metà dicembre le autorità algerine hanno arrestato 11 sospetti miliziani ma questo non ha contribuito a individuare con certezza il gruppo che la tiene prigioniera. Secondo Khatri Addouh, presidente del parlamento saharawi, Urru e i due colleghi spagnoli sarebbero detenuti in Mali al confine con il Niger.

Sempre in Algeria è stata rapita il 2 febbraio 2011, oltre un anno fa, anche la turista italiana 54enne Maria Sandra Mariani, pare dal gruppo AQMI.

Fonte: http://www.ilpost.it

 

 

Geppi, le donne, la televisione: “bellezza o intelligenza, che barba”

La maglietta del giorno per Geppi.

 
 
 
Se ne parli con lei, la parola più ricorrente è “sorpresa”. Il suo intervento nel corso dell’ultima puntata di Sanremo 1, sabato scorso, è stato seguito da commenti entusiastici e anche alcuni dei cantanti, come Emma ad esempio, hanno detto che sarebbe bello vederla alla conduzione del Festival. Geppi Cucciari è stupefatta e un po’ imbarazzata, “vivo quello che sta accadendo con grande stupore, sono onorata e trasecolo gioiosa”. Da un anno protagonista di G’Day 2, il preserale di La7 3, si è fatta le ossa fra teatro, cabaret, Zelig. Poi è arrivata la tv. E quello che è andata a fare all’Ariston per lei è ordinaria amministrazione, “non capisco tutto questo clamore, veramente”.Geppi, ma se le chiedessero davvero di condurre il festival, che cosa risponderebbe.
“Direi: pronto? C’è un’interferenza? Mi avete appena chiesto di condurre Sanremo, ci dev’essere qualcosa che non va…”.

Non le piacerebbe?
“Certo che mi piacerebbe. Ma vorrei ricordare che nessuno me l’ha chiesto, io sono tranquilla, non capisco tanta agitazione”.

Sarà perché ha condotto il gioco con intelligenza, è stata ironica, ha trattato Morandi come un vecchio zio…
“Ma no, non è vero, Gianni lo adoro, è il mio amore, ho grande rispetto per lui, non riuscivo a non accarezzarlo. In realtà ero emozionatissima, una donna di trentotto anni che di Sanremo se ne ricorda almeno trenta, salire su quel palco…”. 

…e parlare di Rossella Urru, la cooperante italiana rapita in Algeria. Dopo quattro serate di intrattenimento, l’irruzione della realtà, e quella più drammatica.
“Già a G’Day c’eravamo occupati di lei, ovvio che quella di Sanremo fosse la platea ideale, con tutte quelle persone in ascolto, per avere qualcuno che ti sta a sentire davvero. Ho scelto di ricordare la vicenda perché di questa ragazza si parla davvero troppo poco”.

Lei ha sovvertito la liturgia che vuole sul palco dell’Ariston donne belle ma non necessariamente brillanti. Prima di lei s’era parlato della farfallina di Belen. Lei quand’è arrivata ha detto “qui per avere successo devi toglierti qualcosa, io mi tolgo le scarpe”. Ha marcato la differenza fra due tipi femminili.
“Non è detto che uno sia meglio dell’altro. In tv convivono entrambi i tipi di donne, ne è prova appunto il fatto che quel palco le abbia accolte tutte e due”.

Ma Sanremo ha riacceso il dibattito sull’uso del corpo delle donne in tv.
“L’eccesso di esposizione del corpo femminile non è cominciato a Sanremo e non finirà a Sanremo. E chi si espone lo fa perché sceglie una strada diversa per arrivare in luoghi diversi del cuore e dell’anima di chi sta a sentire e a guardare. La differenza fra un tipo di donna e l’altra la fanno gli strumenti che usi per essere ascoltata o ricordata in un modo o in un altro. Dipende da quanto vuoi che si parli di te, e per quale ragione. Chi fa questo mestiere sa che le scelte comportano delle conseguenze che si legano alla tua immagine e a quello che alla gente resta impresso di te”.

Si, ma quando c’è di mezzo l’uso della figura femminile, la questione si fa più complessa.
“E a me dispiace che ci sia questa dicotomia fra donne diverse. Non mi sento di condannare un atteggiamento rispetto a un altro. Io non penso, ad esempio, che Belen non sia intelligente. Penso solo che ci siano modi diversi di arrivare al cuore della gente. Prendi Ivana: le è stato chiesto di essere bella e di sorridere, e lei quello ha fatto. Non le hanno dato, o non si è presa, grande spazio. Ma non mi sento di dire che non è in grado di fare certe cose perché non le capisce, piuttosto perché non le capisce ancora, è troppo giovane, non ha esperienza, diciannove anni, figuriamoci, una ragazzina. Perfino io, che un po’ di esperienza ormai ce l’ho, ero emozionata, ho sofferto emotivamente su quel palco…”.

Invece è stato un grande successo personale.
“Ed è questo che mi sorprende, lo dico con grande umiltà. Non sono mica la prima, in tv ci sono tante donne che escono dal loro ‘contenitore fisico’. Io non ho fatto nulla di straordinario. Alla fine, è pure fastidioso tutto questo contrasto fra bellezza e intelligenza. Dio è stato meno attento in alcune cose e più attento in altre. E se una donna non è munita di bellezza oggettiva, esiste il fascino, esiste la personalità. Grazie al cielo non solo in televisione, ma nella vita”. 

 
 
Fonte: Alessandra Vitali per Repubblica.it
 

Lettera aperta dei bloggers del Corriere della Sera a Gianni Morandi: “cambia copione”!

Le farfalle fanno parlare di loro

 

Caro Morandi,
è la prima volta che ci capita come blog 27esima ora di scrivere una lettera aperta a qualcuno. Lo facciamo con lei per spiegarle quel che non ci è piaciuto di questo Festival. Pur in una cornice tradizionale, il palco di Sanremo da oltre 60 anni dà ospitalità al talento e alla bellezza femminili. In una sequenza di scenografie fatte di fiori, luci, sorrisi semplici, all’Ariston è andata in scena una rappresentazione popolare del rapporto tra uomini e donne in Italia. Un Paese che ancora insegue quella che viene chiamata “maturità di genere”: l’equilibrio nel rapporto tra i sessi, la consapevolezza della propria diversità e complementarietà. Da Gigliola Cinquetti ad Alice, da Anna Oxa a Laura Pausini a Giorgia, i successi al femminile hanno composto in qualche modo la colonna sonora delle conquiste avvenute e dei cambiamenti in arrivo. Il nostro titolo per tutti: Quello che le donne non dicono, Fiorella Mannoia, 1987, premio della critica.

Ai tempi del video "hot" nessuno l'aveva notata...dunque è più recente. Notizia clou.

 

Questa volta non è andata così. Questa volta – con i sermoni decadenti di Celentano e il vestito svolazzante di Belén Rodriguez – il Festival è apparso un passo indietro rispetto al Paese di cui è stato a lungo uno specchio più leale: ci siamo trovate rinchiuse in una scatola machista e stereotipata, soffocate da una sceneggiatura vecchia, troppi sottintesi, troppe battute da caserma. La questione, lo avrà capito, è legata (anche) alla farfallina. Ma la questione non è la farfallina e neppure chi si è divertita a ostentarla. La signora Rodriguez ama giocare con il proprio corpo, fa consapevolmente la parte della donna oggetto, provoca gli uomini (e le donne). Il punto è che attorno a quel tatuaggio è stata costruita l’intera serata, la farfalla ha fatto ombra persino a Celentano: e resterà il simbolo dell’edizione 2012.

Sotto il vestito ognuno può metterci (o non metterci) quel che vuole. Il problema è piuttosto se una donna viene invitata sul palco a fare la valletta, dando per scontato che sotto il vestito non abbia null’altro che carne da mostrare.

Nella sua carriera lei, Morandi, ha più volte dimostrato di essere capace di superare il conformismo. Così fu quando nel 1995 duettò con Barbara Cola: la canzone si chiamava In amore, rarissimo esempio di racconto musicale – mai volgare – di un rapporto sessuale.(“Con le mani andrò/dove sento il cuore/che mi fa capire come stai/aspettando me”). Questa volta lei ha messo la faccia su un’idea di spettacolo da cui emerge un piccolo mondo italiano antico, in cui i maschi le sparano grosse, a costo di annoiare, e le femmine fanno da contorno, scoprendo qualche centimetro di pelle in più rispetto alla volta prima.

Non risponda ora che è solo un gioco, che bisogna onorare l’ironia, non essere bacchettone… La nostra società sarà pure una società eccitata che ha bisogno di sensazionalismo, ma per stupire ed emozionare occorre anche la bellezza delle idee. Idee, in questo caso, capaci di scavalcare pregiudizi e pigrizie emotive che – crediamo – i genitori italiani sono stanchi di teletrasmettere alle proprie figlie e ai propri figli.

Quella farfallina – preveniamo la sua replica – ha riempito le pagine e i siti dei giornali. Ha ragione. Dovere di cronaca o scorciatoia, il dibattito è aperto anche nei media, può crederci. Per chiudere, una preghiera. Questa sera avrà al fianco Geppi Cucciari: convinca gli autori che ogni battuta sul confronto fisico con Ivanka Mrazova non farà ridere. Provate a stupirci con idee nuove, siamo in tempo, cambiamo insieme il copione – parole & immagini – sul corpo delle donne.

Fonte : (27esimaora.corriere.it)

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