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Muri in transito. Psicopatologia (letteraria) di chi scrive sui #muri.

graffiti, cosenza, rende

Tutti sinceri coloro che imbrattano i muri?

 

Esce a breve in libreria, per i tipi di Pellegrini Editore di Cosenza, il libro “Muri in transito”, di Jo Lattari e Marco Mottolese. 15o immagini di muri “scritti” con altrettante didascalie “dalla parte di chi scrive”… Un modo per stanare coloro che scrivono solo di notte…

Pubblichiamo un breve stralcio dalla nota introduttiva di Enrico Ghezzi, il noto critico cinematografico nonchè “inventore” di programmi televisivi quali Blob e Fuori Orario.

Reset, ecco un modo nuovo per intepretare i graffiti e le scritte sui muri.

Reset, ecco un modo nuovo per intepretare i graffiti e le scritte sui muri.


Ti AMO COSTANZA (ma) SENZA SPERANZA

(…) e vien da ammirare la leggerezza con cui Jo Lattari e Marco Mottolese hanno commentato le scritte sui muri fotografate. L’impegno di non volare, di non tradire con l’interpretazione, di smorzare, si impenna ogni tanto incrociandosi e ingolfandosi volutamente (lo stesso faccio io in questo preciso momento del 22 settembre 2015, mentre scrivo ascoltando in sottofondo tv la notizia del signor X che gira di notte in bicicletta testando l’asfalto e il selciato della sua città alessandria, scrivendo per terra con la bomboletta grossi avvisi in rosso o in bianco sulla presenza di buchi pericolosi del manto stradale). (Enrico Ghezzi)

per info: http://www.pellegrinieditore.it

http://www.ibs.it/code/9788868923228/lattari-jo/muri-transito.html

https://www.bookrepublic.it/book/9788868223403-muri-in-transito/?tl=1

 

 

 


 

Twitter allarga (e riduce) i confini del calcio. #Twittao14, il nuovo bar sport.

twitter, cruciano, la zanzara

Una delle magliette speciali e personalizzate per #Twittao14. Un hashtag, una garanzia.

 

 

I maschi, con il calcio, si divertono e si distraggono. Uno zen casereccio. Anche se magari  per alcuni di essi raccontare lo sport è il mestiere, ciò non toglie che esiste una netta separazione tra lavoro e divertimento. E in questo caso il club sorto intorno a #Twittao14, l’hashtag che sta facendo impazzire la comunità italiana di Twitter , riunisce prevalentemente professionisti del giornalismo, sportivo o meno, pronti a trasformarsi in dilettanti per un pronostico.Spogliandosi consciamente della propria sapienza al momento di interpellare l’Oracolo. Quello che si sa è che ci sono migliaia di fans alle porte dell’hashtag che vorrebbero dire la loro -e partecipare- e invece il club ha la classica forma della “torre d’avorio”

zazzaroni, calcio

Un pizzico di Brasil, un pò di Twitter. Il pallone. Ed è sempre Mundial. Ecco il logo ormai già noto di #Twittao14.

Questo scrive uno dei noti partecipanti (Zazzaroni) sul proprio blog:

Ci sono tanti modi per seguire il primo mondiale mostruosamente twitteriano. Trentasei sciamannati fancazzisti ma non del tutto – me compreso – presenti con frequenza sul social più azzurro che c’è lo faranno (anche) attraverso i pronostici di #Twittao14.

Cos’è Twittao14? Un torneazzo (crasi) il cui regolamento parla chiaro, o quasi (non l’ho redatto io): “qui si gioca sul serio ma è evidente che il faticoso conteggio dei punti debba rispondere a logiche di facile lettura anche se ovviamente sarebbe stato possibile dettagliare i punteggi in maniera meno grezza. La raccomandazione per chi ha accettato di giocare a #twittao14 è quella di essere costanti nel gioco anche se i primi risultati non dovessero essere positivi. Ci sono tante partite e recuperare è un attimo.

Insomma, un gioco fatto sul serio, un impegno fatto cazzeggiando…

A presto con le altre t-shirt del Club, speriamo.

(M.M. per Newsfromtshirts)

 

Amo 80 euro e me ne vanto. Grazie ad una #maglietta.

renzi

Instant t-shirt

Noi continuiamo a dirlo da anni: “dietro ogni maglietta c’è una notizia e dietro ogni notizia c’è una maglietta“.

Prendiamo questo caso; il Presidente del Consiglio sta cercando di chiudere la sua proposta: agli italiani meno abbienti far avere 80 euro in più in busta paga. Ne abbiamo parlato in questo blog da poco https://newsfromtshirts.wordpress.com/2014/03/11/meglio-luovo-oggi-o-la-gallina-domani-carpe-diem-famiglie/ e l’idea che ci siamo fatti è che questi 80 euro siano molto graditi.

Dunque ci appare non solo naturale e normale che sia già spuntata la maglietta ” i love 80 euro”  nel solco di una immagine “cult“, ma troviamo davvero divertente,  e a suo modo sofisticato , che si possa indossare , con notevole facciatosta, un desiderio così minimo.

Segno di crisi ma anche di humor; quell’humor che passa ormai sempre più spesso dalle magliette, testimonial di  sentimenti comuni che le rendono così popolari ed insostituibili. Media popolari e perfetti.

Marco Mottolese per newsfromtshirts

Meglio l’uovo oggi o la gallina domani? Carpe Diem! #Famiglie.

Carpe diem

La maglietta è in inglese ma l’atteggiamento è italiano.

 

Non so, potrebbe essere la crisi, oppure più semplicemente il nostro modo di essere, noi della Penisola, noi italiani. Stamattina ascoltavo un programma radiofonico e la domanda del giorno era: ” Ha ragione Renzi che intende ridistribuire ai meno abbienti un importo fisso nelle buste paga , diciamo 50-60 euro, tagliando le tasse oppure Confindustria che ribatte a Renzi dicendo che sarebbe molto meglio dare questi soldi alle aziende che ne facciano buon uso , con l’intento di far sì che si riaprano le assunzioni?

Le risposte radiofoniche non mancano ma, quello che mi ha stupito, è che le netta maggioranza scriveva o telefonava per perorare la causa del Presidente del Consiglio, in sostanza ricevere una cifra miserrima subito, modesta e maledetta. Come si usa dire in questi casi.

E i soldi alle aziende? Molti dicevano di “non fidarsi”, non fidarsi che poi le aziende questi soldi li investirebbero ai fini previsti ma, forse, per tappare i loro buchi finanziari. Altri dicevano che avevano problemi personali e famigliari e che dunque meglio un importo ora che un figlio assunto domani. E altri ancora segnalavano che, seppur consci della scarsità dell’importo, di questi tempi bisogna badare al sodo. Insomma un confessionale “en plein air”.

Orazio

Eccola la mitica e più “mite” maglietta di Parole di Cotone, il “Carpe Diem” classico.

E’ verso la fine della trasmissione che mi sono ricordato della maglietta che campeggia all’inizio di questo pezzo. Che non è proprio la classica maglietta “Carpe Diem” pura e semplice (quella che con Parole di Cotone avevo venduto in centinaia di migliaia di esemplari in mezzo mondo) ma è, allo stesso tempo, qualcosa di più e qualcosa di meno. Son le parole “that fucking” che ne accentuano il senso, aumentando se possibile la precarietà del “Carpe Diem” che già di suo è un “vivi alla giornata” e fottitene. Insomma la crisi sta trasformando -o rimodellando- un detto “morale” vecchio di millenni. Chissà come avrebbe tradotto, Orazio, “that fucking”….

(Marco Mottolese per newsfromtshirts)

 

 

Bigottismo scatenato da #magliette: cose che succedono negli #Usa.

porno , soft

Una maglietta da ritirare dal mercato?

 

Negli Stati Uniti succede anche questo: una mamma, accompagnata dal figlio di diciotto anni (!) in un centro commerciale, vede magliette di questo stile, si infuria e decide di acquistarle tutte. Proprio tutte. Va dal direttore del centro commerciale e chiede di ritirare (pagando poco meno di 600 dollari) tutte le magliette presenti nel negozio e facenti parte della medesima collezione , sempre dello stilista Van Styles…

Judy Cox, così si chiama la signora, urla che queste t-shirts sono “indecent”. Devono sparire…Tutto questo accade ad Orem nell’ Utah una cittadina molto tradizionalista e dove i suoi 90.000 abitanti si fregiano del motto ” Family City USA”. E non accettano immagini sessualmente esplicite, incoraggiando i ragazzi della comunità a vestire in maniera modesta e discreta.

 

magliette

Che scandalo!

Insomma , come sempre le magliette non mancano di fare scandalo…anche quando lo scandalo non è la maglietta ma bensì la mentalità retrograda di cittadini americani più quaccheri che contemporanei.

(Marco Mottolese per newsfromtshirts)

 

 

Giovani turchi, pericolose #magliette si aggirano per il mondo…

maglietta

Il più ribelle tra tutti: Einstein

La protesta? Si fa con le t-shirt. La creatività è made in Istanbul.

Les Benjamins nasce ad Istanbul nel 2011, traendo ispirazione dai movimenti sociali, in particolare dalle idee e attitudini dei Giovani Turchi, un gruppo di giovani intellettuali dissidenti che, ai tempi dell’Impero Ottomano, professavano il credo “Unione e Progresso”. Le parodie visuali, attentamente studiate e costruite, sono il cavallo di battaglia di questo giovane brand. Basta guardare la collezione p/e 2014, unione perfetta tra street culture e mondo dell’arte che rende “omaggio” a icone sia del passato che del presente, come Lincoln e la Regina Elisabetta II, attraverso illustrazioni 3D che le ritraggono in un modo inedito e (chiaramente) satirico. Ma attenzione: non si tratta delle “solite” t-shirt usa e getta. Proprio per esaltare la nobiltà dell’ispirazione che sta dietro, la qualità è elevatissima: finezza dei tessuti, delle stampe e delle tecniche di ricamo, elementi di sartorialità tradizionale e dettagli ricercati. Indipendenza è la parola chiave dietro questa collezione. In particolare il concetto di pensiero indipendente tra i giovani, considerati le icone di domani: spiriti liberi, resi protagonisti della campagna pubblicitaria, in cui due modelli ballano nelle strade di Istanbul in compagnia di tradizionali danzatori e suonatori. Una celebrazione della street culture che aggiunge un senso di gioia e divertimento alle immagini.

Fonte:  Angelica Pianarosa per http://max.gazzetta.it/moda

nota di newsfromtshirts: Rispettiamo le opinioni di chi scrive ma non siamo molto d’accordo sul fatto che queste magliette siano “unione perfetta tra street culture e mondo dell’arte”. Queste, per noi, sono magliette 100% “fashion”, non vediamo accenni alla “ribellione” o agli “spiriti liberi”. Sono un bel mix tra moda e pubblicità e vengono ripresi i perfetti stereotipi di questi due business. Bravi. Ma la “protesta” e la vera “Street culture”  passa su altri canali. (M.M.)

Ecco la riprova che dietro ogni #maglietta c’è una notizia.

gayet

Più che di super eroi qui si parla di super furbe?

 

Torniamo per un attimo su Hollande e Gayet non per aggiungere qualcosa allo tsunami mediatico della vicenda  (dunque non solo  per Berlusconi l’ attenzione internazionale per gli affaires di cuore e di sesso…) ma solo per sottolineare che lo slogan del nostro blog: ” dietro ogni maglietta c’è una notizia e dietro ogni notizia c’è una maglietta”  ci appare oggi quantomai vero. Chi mai avrebbe potuto dire che una frase spiritosa apparsa sulla t-shirt dell’attrice (fotografata in tempi non sospetti) poteva effettivamente anticipare il tema dello scandalo? Certo, considerare il Presidente francese un super eroe è decisamente una forzatura però, allo stesso tempo, è evidente che questa rampante attrice d’oltralpe sa quello che vuole, e non da poco tempo.E lo dichiarava pubblicamente indossando il suo fine… Hollande non è un super eroe, e non ha certamente le “physique du role” però è il Presidente di una Repubblica presidenziale, e che Repubblica! Insomma Julie ce lo aveva anticipato il suo percorso, lo aveva indicato con una semplice e spiritosa maglietta nascondendo, dietro questa, la vera notizia in arrivo.

E ora che nessuno ci prenda per pazzi. La maglietta anticipa, spiega. La maglietta vive e lotta insieme a noi!

(Marco Mottolese per newsfromtshirts)

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