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Anish Kapoor, sono uno che non ha niente da dire…però: e’ Gandhi il piu’ grande artista della storia.

Occhio per occhio rende il mondo cieco...

Occhio per occhio rende il mondo cieco…

 

Anish Kapoor, definito da molti il piu’ grande artista vivente, non accetta questo ruolo. E in un’intervista a ‘la Repubblica’ afferma: “Non lo sono certamente. Ci sono tanti grandi colleghi. Lo ripeto: sono uno che non ha niente da dire. Avere qualcosa da dire e’ un peso enorme. Io voglio lavorare leggero: essere un idiota e vedere cosa viene fuori. Voglio mantenere una mente da principiante”.

L’artista in questi giorni, per solidarieta’ con l’amico dissidente Ai Weiwei, ha indossato i panni di ballerino in una versione molto particolare di ‘Gangnam Style’, che mima il celebre video del rapper coreano Spy. “Avevo sostenuto Ai Weiwei -afferma Kapoor- in piu’ di un’occasione. Cosi’ quando ho visto il video, cosi’ ironico, che lui stesso aveva realizzato, sempre sulle note di ‘Gangnam’, ho deciso di farne una mia versione, coinvolgendo quanta piu’ gente possibile”. Si tratta di una battaglia per la liberta’ di espressione in Cina, afferma l’artista, sostenendo che “il sistema cinese e’ diventato ricco perche’ corrotto”.

E in questo senso, per la sua battagli artistica, Kapoor cita il Mahatma Gandhi, “che fu capace di cambiare cosi’ profondamente se stesso da trasformarsi nell’atto pollitico in cui credeva. A partire dai vestiti che indossava, il cibo che mangiava, la sua sessualita’. A ogni azione un significato mitologico. Ogni parte di se’ un’opera. Ecco: e’ lui il piu’ grande artista della storia”, conclude.

t-shirt: http://www.magliettefresche.it

Fonte: adnkronos

 

Grandi copywriters. #polizia versus #giovani

Noi vediamo Arte, la polizia vede delinquenti.

Per la serie: sconosciuti copywriters crescono…Così come gli studenti romani e il loro già cult “semo venuti menati” (vedi post successivo) anche in questo caso è la polizia l’oggetto intorno al quale gira la fulminante battuta.

Per l’ignoto grafitaro scrivere sui muri è Arte tanto quanto per la polizia è associazione a delinquere. (Gang).

Esempio di argutezza di uno streetartist

C’è un legame diretto tra Roma e il mondo, in questo caso, tra giovani di tutto il mondo, tra polizie “cattive” e ottuse e violente.

Ogni mondo è paese?

t-shirt: www.magliettefresche.it

(M.M. per newsfromtshirts)

Regalate Arte? Correre da Spazioinmostra, a Milano. Preziosi “souvenir” del ‘900. Una mostra di grande successo può ispirare preziosi pensieri…

Jimi. Su legno.

La dedica..." ti amo con tutta la mia Arte..."

Il “pensiero” del novecento e i suoi uomini straordinari: è questo il tema di ‘900, la personale che la Galleria http://www.spazioinmostra.it/ di Milano dedica all’artista romano Cristiano Cascelli a partire dal 2 dicembre prossimo.

Il ‘900 di Cascelli è ritratto, ricordo, icona, particolare, flash back ma anche flash forward, di coloro che di quel secolo ne hanno fatto la storia, la vicissitudine e, appunto, il “pensiero universale”. Una chiave interpretativa, dunque, di un intero periodo centenario attraverso 21 opere; ritratti che fanno pensare a improvvisi scatti d’autore, a “flash” fotografici che ne colgono gli aspetti peculiari. Le opere, realizzate su legno o su tela, mescolano medium diversi: pittura, fotografia e scenografia, avvalendosi di un “arcaico” ma allo stesso tempo modernissimo sistema che ricorda il “3d”. Il ritratto, infatti, “vive” separato dallo sfondo (pur facendone parte integrale) celebrando così l’icona e “cristallizzando” l’Opera. Picasso e Freud, Einstein e Fellini, De Chirico e Pollock, riuniti casualmente ma anche “scientificamente” da Cascelli, diventano citazioni nelle citazioni; nei suoi ritratti l’immagine è “puro” ‘900 ma anche sottolineatura di un mondo artistico e creativo che va al di là dell’opera e che a quei personaggi immediatamente si ricollega. “Link” che con questi personaggi sembra scorrere facilmente ma che al tempo stesso accende dei ‘click’ laterali e delle associazioni innovative per chi guarda; si rimane colpiti e meditativi davanti a quei volti ormai entrati nella memoria collettiva ma che, sotto questa nuova ottica, ci appaiono nuovi e ‘illuminati’ dal “pop” che traspirano.

Cristiano Cascelli nasce a Roma nel 1967. Nomade -per svariati anni- tra arte, design e scenografia concentra le sue sperimentazioni su materiali quali il legno, le sete, la carta e la tela. Dopo gli studi artistici si dedica alla fotografia e alla creazione di diverse forme che si dilatano tra l’artistico e l’artigianale e che lo portano in giro per l’Italia e l’Europa alla realizzazione di numerose scenografie per spettacoli teatrali come pure all’ideazione di immagini di grafica integrata. La lunga parentesi londinese gli permette di affacciarsi all’arte con una serie di mostre collettive che gli fanno assaporare la diversità della pittura. A metà degli anni ’90 rientra a Roma e partecipa a diversi progetti espositivi tra cui il recente “Omaggio a De Chirico”, importante collettiva itinerante tra Miami, New York e Los Angeles . Vive e lavora a Roma.

Fonte: http://www.artapartofculture.net

Magliettefresche lancia Urban. La moda passa per la strada…

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Magliettefresche lancia la nuova linea “Urban’s” ispirata alla street art e alla cultura metropolitana, ormai non più arte marginale ma un nuovo modo di vedere e vivere la città…e anche il guardaroba!


LA LINEA:

All’origine del termine “Urban”c’è il nero, diciamo “black”. Per gli statunitensi Urban nasce come moda “black” o meglio ancora trend “black”, la periferia. Non c’è nulla di più “Urban”delle sterminate periferie metropolitane delle grandi città U.S.A. In quelle periferie nascono i trends; esplodono i graffiti, crescono inconsapevoli i grandi campioni dello sport. La pubblicità attinge per le sue idee… E così il termine “Urban” arriva a definire qualcosa di magmatico e sempre in movimento: la città infatti cambia e lo street-style detta legge.

“Urban” però non ha nulla a che fare con le razze.

“Urban” è semplicemente qualcosa che “media” con LE città, con LE metropoli, con LA sovrabbondanza di gente che le abita. Con l’abitudine del singolo a convivere con la moltitudine.

“Urban” è la musica “nera”, è MTV, è l’esplosione di rabbia che si trasforma in Arte.

Urban è la preghiera quotidiana di coloro che, purtroppo, non conoscono la Natura e che in mancanza di essa glorificano ed esaltano il paesaggio urbano come dono di Dio.

“Urban” è la chiesa di chi non può evadere e che diviene devoto ad un “credo” metropolitano che si trasforma in Arte, Moda, linguaggi innovativi sino a creare un vero e proprio antagonismo con la Natura.

“Urban” è città;città come prigione ma anche come libertà. Come fuga (apparente) dalla metropoli attraverso la rappresentazione del Sé. E da questa/queste libertà nascono mode infinite e mutanti;

“Urban” è poesia sui muri, arte musicale nella metropolitana , pantaloni calati sulle anche indossati fuori dalle scuole e che invadono il look borghese sino a trasformarlo.

“Urban” è religione estetica e immorale.

“Urban” è modo di essere e sentire.

Urban’s è Obama. Malcom X. Michael Jackson. Ma Urban è anche Beckam.

Magliettefresche cerca di cogliere una parte di tutto ciò in una nuova collezione che inneggia all’ Urban Style ma intende andare oltre. L’Urban di magliettefresche è comunicazione, colore, parole, messaggi, reminescenze. Il taxi-driver, il muro, il teschio, l’animale“murato” e immobile seppur   “vivo”…

La collezione Urban’s prende forma dalla vita e dall’ Arte e magliettefresche intende celebrare tutto ciò ideando una piccola collezione che, alla fine, ci parla della“contemporaneità” del gusto.

Potete trovare le magliette della linea Urban’s nei negozi Coin e Upim presenti nell’elenco o visitando il sito magliettefresche.net

PUNTI VENDITA: Gruppo Coin.

BARI
Via Noicattaro, 2 – C.C. Auchan (Casamassima)

BERGAMO
Via Zambonate, 11
 

BOLOGNA
Via Rizzoli, 7

BRESCIA
Corso Magenta, 2

FIRENZE
Via dè Calzaiuoli, 56/R Via San Quirico, 165 – Loc. Capalle – C.C.I Gigli (Campi Bisenzio)

GENOVA
Via XX Settembre, 16/A

 

LECCE
Via Nazario Sauro, 29 / Ricevimento Merce Via Cesare Battisti,32

LECCO
Via Roma 55

 

MESSINA
Viale San Martino 101

MILANO
Piazza 5 Giornate, 1/A
C.so Buenos Aires, 21

Piazzale Corvetto UPIM POP

NAPOLI
Via Scarlatti, 90/98

 

NOVARA
Corso Cavour 4

PAVIA
Corso Cavour 13/15

PIACENZA
Corso Vittorio Emanuele, 144

PISA
Corso Italia 118/120

RAVENNA
Via Roma, 150

 

REGGIO CALABRIA
Corso Garibaldi

RIMINI
Corso D’Augusto, 59

ROMA
P.le Appio, 7
Via Alberto Lionello, 201 – Loc. Bufalotta – C.C. Porta di Roma

TARANTO
Via di Palma, 88
 

TERNI
Piazza Mercato Nuovo, 12

TORINO
Via Lagrange, 47

TREVISO
Corso del Popolo, 42

TRIESTE
Corso Italia, 16

UDINE
Via Cotonificio, 22 Loc.Torreano – C.C.Fiera (Martignacco)

VARESE
Via Vittorio Veneto, 14

VERONA
Via Cappello, 30

VICENZA
Piazza Castello, 19

E’ possibile ricevere il catalogo Urban’s autunno/inverno 2010 scrivendo a:

info@magliettefresche.it

a cura della redazione newsfromtshirts.

Quadri destinati a diventare T-shirt…

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Dallo scalpore suscitato da questa mostra ci aspettiamo che al piu presto nascano delle T-shirt ispirate da questo artista che tanto sta facendo discutere.

Vi proponiamo una gallery delle sue opere e vi chiediamo: quale assassinio indossereste piu volentieri?

L’artista che uccide i leader della Terra

L’esposizione di Gil Vicente e le «fantasia omicide» su alcuni personaggi internazionali: dal Papa alla Regina

MILANO – I suoi detrattori le considerano opere che incitano alla violenza e vorrebbero che fossero rimosse. Per i suoi sostenitori, invece, sono solo “fantasie omicide” con un’incredibile potenza espressiva. Sta suscitando grandi polemiche in Brasile l’esposizione dei dipinti di Gil Vicente intitolata “Inimigos” (Nemici) allestita da domenica scorsa alla Biennale di San Paolo. I visitatori possono ammirare diversi quadri in cui l’artista brasiliano si mostra mentre è in procinto di uccidere diversi leader internazionali tra cui Papa Benedetto XVI, l’ex presidente degli Stati Uniti George Bush e la regina d’Inghilterra Elisabetta II.

FANTASIE OMICIDE – I quadri di Vicente esposti alla Biennale sono valutati intorno ai 200 mila euro e non possono essere venduti singolarmente. La maggior parte dei leader internazionali ritratti nelle opere appaiono seduti su una sedia con le mani legate. Alle loro spalle vi è l’artista che di solito impugna una pistola ed è pronto a premere il grilletto. George Bush è immaginato in ginocchio con le mani dietro alla schiena mentre Vincente gli punta l’arma alle tempie. Papa Benedetto XVI sembra stia predicando mentre l’artista gli mostra l’arma da fuoco, invece il presidente brasiliano Lula è legato e totalmente alla mercé di Vincente che è pronto a sgozzarlo con un coltello da macellaio. Tra le altre “vittime” dell’artista brasiliano vi sono l’ex premier israeliano Ariel Sharon, l’ex segretario generale dell’Onu Kofi Annan e l’attuale presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.

COMMENTI – Diverse associazioni, tra cui l’ordine degli avvocati brasiliani, hanno fortemente criticato l’esposizione affermando che si tratta di una vera e propria incitazione al delitto politico. Un portavoce dell’ordine dichiara: «Anche se l’opera d’arte deve esprimere liberamente la creatività del suo autore, senza censure, bisogna dire che vi sono dei limiti quando si espongono lavori pubblicamente». L’artista dal canto suo rispedisce le critiche al mittente e dichiara provocatoriamente: «Sarebbe un favore ucciderli, visto tutte le persone che hanno contribuito ad ammazzare». Poi rincara la dose: «Mi accusano di giustificare il crimine. Ma rubare soldi pubblici non è un crimine. I reportage che vediamo in tv sono anch’essi giustificazione del crimine o solo le mie opere incitano al crimine?«. Gli organizzatori della Biennale hanno difeso il diritto dell’artista di esporre le opere, ma hanno preso le distanze dai temi dei dipinti: «La filosofia fondamentale della nostra istituzione è la piena libertà d’espressione – ha fatto sapere in un comunicato la direzione – Tuttavia i lavori esposti non riflettono l’opinione dei curatori della Biennale».

(fonte: corriere.it)

L’arte ribelle che passa per il burqa

Chissà se andando in giro con questa t-shirt riusciremmo a destare l’attenzione dell’artista che sta sconvolgendo la Francia…probabilmente se fosse un manifesto pubblicitario per le vie di Parigi lo ritroveremo a breve completamente ricoperto di un burqa fatto di inchiostro.

Di cosa sto parlando? Di Princess Hijab, artista francese che manifesta il suo dissenso contro la politica di vietare il burqa di Sarkozy con degli happening del tutto illegali nelle metropolitane della città.

La sua “missione” è portare avanti una ribellione silenziosa contro tutto ciò che c’è di sbagliato nella pubblicità del mondo occidentale…e così le modelle ammiccanti e sensuali dei cartelloni pubblicitari diventano parte della sua battaglia artistico/culturale.

Con l’utilizzo di un pennarello nero infatti l’artista disegna i burqa sui volti dei protagonisti nei manifesti pubblicitari trasformandoli, loro malgrado, in opere d’arte dal forte impatto comunicativo.

E di forte impatto è anche l’artista stessa: completamente coperta dal velo e dai lunghi capelli che le nascondono il volto, guanti alti e neri per non macchiarsi con l’inchiostro le donano un’aria ancora piu misteriosa ed inquietante.

Il canale Babelgum le ha dedicato uno speciale per descrivere il suo operato con un mini documentario di 5 minuti che la segue nelle sue opere notturne.

«Abbatto la gerarchia. Non credo nelle fotografie. Le vostre icone luminose sono solo una meschina morsa alla gola per spiriti deboli. Non mi eccitate più. Queste fotografie devono morire. Odio queste fotografie. Non rido per nulla. Il bieco ghigno delle risate delle persone equivalgono a un’isteria minacciosa che distrugge la ragione. Fatevi raccontare come sono fatta: sono straight edge nel comportamento e nel linguaggio. Non me ne frega niente della sensualità e dell’erotismo. Guardatemi. La mia resistenza è ciò che mi connette a voi. La vostra battaglia è distorta fin dal principio. State attenti o vi abbatterò. Nessun falso può distruggermi. Sono un mutante combattente per la causa. Sono l’opposto della classificazione. I miei unici maestri sono Bob Flanagan (un performing artist mancato a New York nel ’96 e alquanto ribelle, ndr) e Darth Vader (il personaggio immaginario del l’universo fantascientifico di Guerre Stellari)».

e ancora:

«Il mio lavoro è ispirato dal movimento anti-consumista. Sono una hijabi della pubblicità. In altre parole ricopro le pubblicità con un velo nero, che è un simbolo di oscurità e un modo per nascondere elegantemente la pubblicità. Ed è anche uno studio sui territori e l’identità».

Questo il manifesto di un’artista controversa che farà sicuramente discutere ma che, a livello comunicativo, ha già vinto la sua battaglia.

per vedere il documentario: Babelgum.it

I do not agree…dirlo con una t-shirt. Ecco come.

L'artista con uno dei collaboratori alla idea.

Non sono d’accordo. Punto.

Esiste un numero crescente di persone che provano un senso di inadeguatezza. Qualcosa che fa prudere la pelle. Qualcosa che non concorda con loro stesse. “I do not agree“ è un appello ad alzare le mani e ad esprimere il proprio pensiero. Hannes Egger ha disegnato delle “I do not agree“-t-shirts. Più 40 persone hanno collaborato al progetto ed indossando queste t-shirt vanno esprimendo cosa non approvano. I temi sono molti e tra i più svariati.

fonte: www.exhibart.com

vernissage: 11 giugno 2010. ore 19
autori: Hannes Egger
genere: arte contemporanea, performance – happening, personale
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