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Dal ” Che fai, mi cacci”? al “Daje Angelì”, il passo è breve. #Alfano segue #Fini

Alfano

Angelino ha bisogno di calore in questo momento…

 

Non è difficile capire che Angelino Alfano si è messo nella stessa carreggiata che fu di Gianfranco Fini. Opporsi al boss, nel pdl, vuol dire essere “fatti fuori”. Fortunatamente non si tratta di ricevere una pallottola in fronte, ma una pedata nel sedere più o meno sì. E così come fu per Gianfranco Fini anche Alfano è l’eroe di qualche giorno per gli avversari di Berlusconi, colui sul quale si punta per tentare un ennesimo trucco che possa danneggiare quel diavolo di Silvio.

Ma Fini fu cacciato in pubblico, in diretta diciamo, e da lì nacque la mitica maglietta “che fai, mi cacci?”. Noi stasera pensiamo che per Angelino, tutto sommato più docile di Fini e dal passato più “acqua e sapone” (se non scudocrociato) forse la maglietta più adatta per celebrare la cacciata imminente potrebbe essere proprio questa che riporta probabilmente una citazione fatta propria da Alfano, una citazione che non vuol dire assolutamente nulla come spesso e volentieri nulla voglion dire le parole a vanvera dei politici nostrani. Però si blatera di merito e talento, due cose che (forse) lui avrebbe davvero voluto avere. E stasera vogliamo celebrare il suo orgoglio, il suo coraggio. Che avrebbe potuto utilizzare ben prima, ammesso che sia vero.

gianfranco fini, alfano, silvio, cicchitto

All’epoca apprezzammo la warholacità della maglietta. I 15 minuti di gloria che si ricavò Gianfranco.

Però noi siamo vicini ad Alfano comunque perchè improvvisamente ieri notte ha letto (o riletto…) “La gabbianella e il gatto” di Luis Sepulveda e si è soffermato su questo famoso passaggio: “vola solo chi osa farlo…”. E ammazza se Angelino domani non osa…

Porteremo la maglietta fuori dal Parlamento e la consegneremo nelle mani del fragile idolo di una notte. (O due…) Una notte per lui molto lunga…Buona fortuna Alfano. E la faccia una telefonata a Gianfranco stasera, che saprà come s-consigliarla.

(M.M. per newsfromtshirts)

 

Tutti per l’Italia. Il nuovo partito di Silvio…

Prima ipotesi di logo...Silvio frega tutti anche questa volta?

Pare dunque che Berlusconi stia accarezzando con cautela un progetto:  sciogliere il Pdl (Popolo delle libertà) e chiedere all’Italia moderata,  riformista e liberale sotto tutte le latitudini di unirsi in un  cartello elettorale tra soggetti diversi e distinti per il quale c’è già  una proposta di nome: “Tutti per l’Italia”. Il programma è il meglio che  unisce, in una sottile linea di continuità e differenze, i tre cicli  politici degli ultimi vent’anni, a partire dalla caduta rovinosa della  Repubblica dei partiti.

Somiglianze? Assonanze? Dietro la Statua della Libertà..( la Statua delle LIBERTA?...) non ci andrebbe il cuore?

 

Fonte: http://www.ilfoglio.it/

se lo scrive lui....

Politici in maglietta: la t-shirt soppianta i comizi-

Vota Antonio, vota Mangoni...ma dillo con una t-shirt!!! Noi lo abbiamo sempre saputo...

Strana estate, quella dei politici. Con la gente che non li ascolta più. E appena li vede in televisione cambia canale. Addirittura dal «Lei non sa chi sono io», per ottenere sconti e favori, si è passati a un più mesto «Lei non sa chi non sono io», per restare in clandestinità. Con le ferie saltate per votare la manovra a Ferragosto e i comizi a spiegare che sì, i privilegi ci sono, ma sarebbe giusto eliminarli. Almeno un po’, come il numero dei parlamentari. Salvo poi rimangiarsi tutto (o in parte) quando si entra a Palazzo. E allora si sono dati alla «visual art», riscoprendo le magliette e scoprendo le braccia. Costano poco, fanno simpatia e non impegnano. Oppure faceva talmente caldo che in camicia, giacca e cravatta, proprio non si poteva resistere.

PER POLITICA O PER MODA
Il caso che apre la serie è datato, ottobre 2009, ma il capostipite va citato. Rosy Bindi rispose a Silvio Berlusconi, dal divano bianco di Porta a Porta: «Non sono una donna una sua disposizione». Era una replica al «Lei è più bella che intelligente» del premier. E subito quella frase venne impressa sul cotone dalle pasionarie Pd contro il Cavaliere.
Senza dimenticare Roberto Formigoni. Il governatore della Lombardia al quarto mandato è un altro politico portabandiera della t-shirt e dell’abbigliamento informale in genere. Memorabile, il 15 maggio, giorno delle amministrative, la mise del presidente lombardo al seggio di Milano: maglietta grigia con Paperino in bella vista sotto al chiodo nero. Un duro dal cuore tenero, che apre, in anticipo, la stagione calda dei politici in cotone colorato e mezze maniche.

SEGRETARI CON IRONIA
L’estate, si diceva. Con i «pezzi da novanta» che si muovono. Ha cominciato Pier Luigi Bersani, segretario del Partito democratico, che, in occasione della festa di Pesaro, ha sfoggiato la sua t-shirt, autoironica il giusto. Riciclando le battute di Maurizio Crozza nell’imitazione (riuscitissima) del leader democrat, gli stilisti di casa Pd hanno disegnato una maglietta con la battuta: «Oh ragazzi, ma siam pazzi?». Poi tre slogan diversi (sempre made in Crozza): «Non siamo mica qui a smacchiare i giaguari», «Non siamo mica qui a pettinar le bambole» e «Non siamo mica qui a montare i pannelli fotovoltaici sulle lucciole». Risate e un occhio al bilancio: 4 euro a pezzo, tre per 10 euro. Con almeno 5mila esemplari già venduti. I democratici restano all’opposizione, ma almeno fanno affari d’oro. E stavolta Penati non c’entra.
Solo divertimento per il nuovo segretario del Pdl, Angelino Alfano, che all’esordio ad Atreju, la festa dei giovani organizzata ogni anno dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni, ha sfoggiato un «Daje Angelì» in giallo su fondo blu. Nel partito c’è molto da fare.

SIMBOLO DI LOTTA E DI GOVERNO
E non si è tirato indietro nemmeno il simbolo dell’anti politica. Beppe Grillo, in piazza il 10 settembre davanti a Montecitorio, quando ha voluto recapitare una rete piena di cozze a deputati e senatori. Il comico-blogger-capopopolo sfoggiava una t-shirt con bandiera tricolore di sfondo e la richiesta per un «Parlamento pulito».
La risposta leghista non si è fatta attendere ed è arrivata dal Monviso e da Venezia, durante la tradizionale settimana padana. Dopo la maglia verde a Ivan Basso, primo vincitore del «Giro di Padania», e oltre alla classica «Padania is not Italy» ci ha pensato il Trota a mandare un messaggio al movimento. Renzo Bossi si è presentato con una maglietta che ritraeva il padre, Umberto, ovviamente serigrafato nel colore ufficiale di casa Lega. Come dire, in un momento non facilissimo per il consenso interno: il Capo è lui e guai a chi lo tocca.

LA REGINETTA NICOLE
Un capitolo a parte merita Nicole Minetti. La consigliera regionale lombarda, indagata per il caso Ruby dalla Procura di Milano, si è fatta fotografare per le vie del Quadrilatero della moda con una maglietta bianca in risposta alle allusioni sulla sua candidatura: «Senza t-shirt sono ancora meglio». Il web si è scatenato con un numerose imitazioni (rivedute e corrette, molte non riportabili), ma anche la politica non è stata a guardare. Le donne del Pdl veneto riunite nel fine settimana successivo a Cortina hanno risposto al veleno alla Minetti indossando un «è una questione di stile…». Mentre il consigliere regionale Idv, Stefano Zamponi, l’ha buttata sul pratico: «Finché non vedo non credo» ha scritto su una t-shirt poi regalata alla collega del Pdl in aula. Lei s’è fatta una risata. E si è tenuta la maglietta. Ma qualche giorno dopo, era il 22 settembre, tutti sono stati ripresi da Davide Boni, leghista e presidente del consiglio. «Basta con felpe e magliette, facciamoci rispettare. Non siamo alla bocciofila o alla fiera degli Oh bej oh bej». Scuse pubbliche e ritorno alla divisa d’ordinanza. Tanto ormai l’estate è finita.

Fonte:    per http://www.ilgiornale.it

Le donne del pdl rispondono alla Minetti. Guerra intestina a colpi di t-shirts. Siamo contenti!

Con stile, una questione di stile...

 

«Senza t-shirt sono ancora meglio». La consigliera regionale lombarda Nicole Minetti girava per Milano con una maglietta che era tutto un programma. Ecco, quel programma non piace alle donne del Pdl veneto che ieri hanno voluto ribadirlo utilizzando lo stesso mezzo della “collega”, una maglietta, appunto, ma con una scritta diversa: «… è una questione di stile».
Ieri Il Giornale di Vicenza aveva, come dire, stimolato Elena Donazzan e Isi Coppola, tra le altre, a esprimersi su questa questione dirimente. E i due assessori regionali hanno deciso di capeggiare il gruppo delle “dissidenti” più dure, tirando fuori dal cilindro in quattro e quattr’otto l’idea della maglietta e facendola indossare a nove militanti. Un messaggio chiaro, provocatorio, ai big nazionali del Pdl, Alfano in testa, affinché in futuro il merito venga rispettato.
Morena Martini, l’assessore della Provincia di Vicenza che vorrebbe spedire gli studenti in miniera, ha le idee chiare. «È la risposta femminile – risponde con orgoglio – alla provocazione della Minetti. Da quando è stata eletta si è distinta per tante cose ma non per l’attività politica. Noi prendiamo le distanze da come è stata eletta e da quello che continua a fare per andare sulle prime pagine dei giornali. Quindi a tutte le donne, militanti del Pdl, diciamo di continuare a crederci perché il vero Pdl femminile è rappresentato da chi fa militanza e politica seria. Merito e militanza, ripeto, sono le caratteristiche discriminanti».
A chi fa notare che a candidare la Minetti è stato il premer arriva la risposta più arguta: «Forse la nostra maglietta dovrebbero indossarla i maschi del Pdl».

Fonte: http://www.ilgiornaledivicenza.it

nota di newsfromtshirts:  ma come siamo contenti di queste polemiche a colpi di magliette!!!  Attendiamo la replica della Minetti.

Roberto Benigni ci ha fornito una versione “letteraria” di una citazione dal capolavoro di Sergio Leone, “per un pugno di dollari”. Noi ve la offriamo in tre t-shirt. Attendiamo il verdetto per decidere quale mettere in produzione. Newsfromtshirts si affida ai propri contatti.

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(…) È il momento di Benigni. “C’avevo n’argomento che prendeva du ore… le donne di Berlusconi…”. Ironizza sul caso Ruby: “ Berlusconi dice vendetta della mafia. Prima ammazzavano, ora ti mandano tre diciottenni nel letto! Pensate poveraccio questo Berlusconi, che tutte le sere si trova una cosa come ‘sta Ruby. Ma com’è che la mafia non si vendica mai con me?!“. Prende di mira Bossi, Fede, Alfano e, soprattutto, Ghedini.Silvio non ti dimettere, non dare retta a Fini, non si lavora più! Santoro, Fazio, l’Unità, io… e poi Ghedini, che fa, torna a fare i soliti film horror?!”. Prende in giro Masi:Masi quest’anno non prende lo stipendio! Sarebbe vergognoso se tu prendessi i soldi e non paghi gli ospiti. Sarebbe terrificante”. Infine fa un riferimento a Saviano e alle minacce che gli ha rivolto la camorra: “Perché questa storia di uccidere, Sandokan? Quest’uomo non ha la pistola, ha una biro…ha scritto un libro e se davvero vale ‘occhio per occhio-dente per dente’ scrivi un libro pure tu, ‘ammazzalo’ con un libro allora, altro che ucciderlo con la pistola”. La scorta dello scrittore di Gomorra dietro le quinte piange. Roberto Benigni saluta il pubblico e regala l’ultima emozione cantando la canzone di “Paolo Conte “Vieni via con me” un inno all’amore, amore per la propria donna ma anche amore e rispetto per la propria Terra. “Io non me ne vado dall’Italia, io resto qui. Le favole insegnano ai bambini non che esistono i draghi, quello i bambini già lo sanno, ma che si possono sconfiggere (…)

Fonte: http://www.universy.it

In aula con t-shirt per Borsellino .

Indimenticabile Borsellino. Altri tempi, altri uomini...

– Un’iniziativa per ricordare tutti gli eroi che hanno dato la vita combattendo le mafie. Pasquale Fiorillo, capogruppo di maggioranza a Pollena Trocchia, e Vincenzo Cardone, consigliere comunale del Pdl a Mugnano, indossano una t-shirt commemorativa con il volto di Paolo Borsellino durante le rispettive sedute di consiglio comunale. L’iniziativa è partita questo pomeriggio, durante la seduta di civico consesso a Pollena Trocchia, cui Pasquale Fiorillo ha preso parte indossando la t-shirt raffigurante il volto del magistrato simbolo, assieme a Giovanni Falcone. “Dopo la tragedia accaduta a Pollica, vogliamo esprimere la nostra solidarietà alla famiglia del sindaco Vassallo e ricordare a tutti che i buoni sono da questa parte e non dalla parte dei clan”, affermano i due giovani amministratori. “Eravamo insieme a Roma, ad Atreju e durante un dibattito al quale hanno preso parte il Ministro Alfano, il Sottosegretario Mantovano, il Presidente della Municipalità Chiaia-San Ferdinando Fabio Chiosi ed il sindaco di Corleone – spiega Pasquale Fiorillo – ci siamo detti che i principi che ci animano devono essere ricordati con forza all’interno delle istituzioni, per evitare che tragedie come quella di Pollica possano ridimensionarne il ruolo delle stesse”. “Questa iniziativa ha anche un importante obiettivo che è quello di non dimenticare gli eroi che a costo della vita si sono battuti per la legalità. Vogliamo ricordare i giudici Falcone e Borsellino, le loro scorte, i giornalisti Alessandro Siani e Peppino Impastato, il Generale Dalla Chiesa, ma anche eroi viventi come il Capitano Ultimo e i tanti uomini dello Stato che ogni giorno combattono contro la criminalità organizzata. Sono questi – concludono i due amministratori – gli esempi che tutti gli italiani dovrebbero seguire.”
 
 
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