Archive for the ‘ Streetwear ’ Category

Scrivevo silenzi,notti,annotavo l’inesprimibile,fissavo vertigini. Arthur Rimbaud per #pickabook

rimbaud

Il più grande «poète maudit» prima dei maudits del rock.

 

« Io dico che bisogna essere veggente, farsi veggente. Il Poeta si fa veggente attraverso una lunga, immensa e ragionata sregolatezza di tutti i sensi»

A.Rimbaud

 

“Una stagione all’inferno” non è descrivibile, come non è descrivibile il verso stampato su questa T-shirt. L’uso evocativo e sicuramente “poetico” dell’imperfetto, ci proietta, leggendo i tre versi, in un mondo senza tempo, in un inferno neanche tanto cattivo ma sicuramente accattivante, ci evoca semplicemente l’adolescenza e poi la gioventù, quel passaggio in cui “annotare l’inesprimibile” viene meglio che osservare il banale.

La faccia di Rimbaud, su questa maglietta che a sua volta ritrae un famoso graffito parigino ispirato ad una delle poche fotografie che si hanno del poeta, è quella di un giovane destinato al palcoscenico. Fosse vissuto oggi potrebbe chiamarsi, forse, Bieber, oppure Di Caprio. Oppure Morrison.

Da rileggere, almeno una volta l’anno, “una stagione all’inferno” perchè leggendo si torna indietro nel tempo, si torna a quando si è giovani, essendo questa raccolta non altro che una enorme metafora della adolescenza e della gioventù. E delle vertigini che si provano in quel passaggio.

E questa maglietta “pickabook” lo permette, di tornare indietro,  perchè, scansendo il qr code stampato sulla maglia, con smartphone o tablet, in pochi secondi si avrà questo “inferno” nel proprio device, pronto a dare una nuova carica, pronto a servire una traccia di vita.

(Marco Mottolese per newsfromtshirts)

T-Shirt: http://www.magliettefresche.it

 

PICKaBOOK, le magliette letterarie con #ebook incorporato.

qrcode

Chissà se Rimbaud ha mai immaginato di diventare “maglietta”.

Crisi del libro? no, grazie! Sta per arrivare nelle librerie italiane il bellissimo progetto di Marco Mottolese, in collaborazione con il gruppo Edicart e il marchio Magliettefresche, che vede protagonisti i libri dei più famosi autori dei tutti i tempi. L’idea è quella di creare una vera e propria biblioteca indossabile, composta da una linea di magliette con delle bellissime stampe a tema in base allo scrittore proposto.

Ogni maglietta, assieme alla stampa, ha anche un codice QR, da inquadrare con le apposite app, per poter accedere alla pagina ufficiale dell’iniziativa nella quale è possibile scaricare gratuitamente il libro in versione e-book o pdf a cui fa riferimento la t-shirt! Le stampe non sono solo quelle create ad hoc per l’iniziativa, ma anche quelle provenienti dal mondo della Street Art.
Disegni e graffiti vengono ripresi dalle strade del mondo per dare vita
alla fusione tra culture senza tempo e arte contemporanea. Ogni
maglietta indica la località dove il graffito e stato fatto per rispetto
nei confronti degli autori.

ftizgerald

Che libro mi metto oggi?

Fitzgerald, Rimbaud, Dante, Austen, Conrad e Seneca sono solo alcuni degli autori
disponibili. Grazie ad essi, questo progetto mira ad avvicinare sempre
più persone alla lettura in maniera innovativa e divertente. Le
magliette però non saranno le uniche protagoniste, presto potremo
acquistare anche delle bellissime shopper, anch’esse con le stampe e i codici QR!

T-shirt: http://www.magliettefresche.it

Fonte: http://www.ninjamarketing.it

Street love therapy: i murales sulle tshirt. “La Street Art è verità, è futuro, è un modo di guardare con amore le cose che stanno intorno a noi”. #Fiorucci

t-shirt

Dal muro alla maglietta.

 

Parola di Elio Fiorucci. Lo stilista e designer milanese è approdato alla quinta edizione della manifestazione Arte Accessibile Milano con la mostra- evento dal titolo “Street Love Therapy. Moda arte design nel mondo: Elio Fiorucci”. In 33 pannelli la storia di oltre 40 anni di carriera e di incontri con i grandi dell’arte contemporanea: da Warhol a Haring, passando per Basquiat. Un percorso di immagini ma anche di oggetti vintage direttamente dalla collezione personale dello stilista: dalle manette di peluche utilizzate per una pubblicità che scandalizzò il mondo, agli occhiali pop in stile Studio 54, passando per una delle prime scarpe in plastica mai realizzate e per un telefono piumato rosa.

“Essere liberi, comodi, stare bene: è questa la nuova eleganza. La moda nasce in strada: la Street Art è un’espressione del mio stile – sottolinea Fiorucci – Ho iniziato ispirandomi alle cose che vedevo in giro camminando, agli abiti etnici. Lo stesso Andy Warhol sosteneva che la sua arte nascesse dai neon della Grande Mela “.

E l’elemento simbolo dello streetwear, si sa, è l’immancabile t-shirt , che è stata declinata dallo stilista in versione maxi per l’occasione. Su tre magliette di dimensioni monumentali (2,20 x 1,60 metri) hanno avuto campo libero, proprio come fossero pareti bianche da riempire, due tra i writer più celebri del panorama italiano e non solo: Gola e Teso.

“All’inizio eravamo un po’ preoccupati perché non avevamo mai utilizzato un supporto del genere – raccontano gli artisti – poi abbiamo capito che si tratta di una base innovativa e perfetta per il nostro lavoro: i colori si assorbono benissimo.

I due writer hanno graffitato anche diverse magliette “taglia convenzionale”. “Alcuni street artist sono costretti dal mercato a comprimere il loro estro su tela. Meglio creare piccole t-shirt, pezzi unici che vengono indossati e subiscono l’usura, proprio come accade in questo tipo di arte” precisa Raffaella Caruso, curatrice della mostra.

Gola e Teso si sono esibiti anche davanti al pubblico della manifestazione, creando un murales per reinterpretare il nano-icona della Love Therapy: lo gnomo della nuova avventura stilistica di Fiorucci è portatore di quei valori di gentilezza e rispetto che anche il nuovo modo di concepire la Street Art vuole veicolare.

GUARDA IL VIDEO 

T-shirt: http://www.magliettefresche.it

Fonte: Benedetta Bragadini per http://www.ilgiornale.it

 

Che libro mi metto oggi? Risolto il problema! Tecnologia indossabile.

wearing t-shirts

Che libro mi metto oggi?

Ve le ricordate sicuramente. Si chiamavano PAROLE DI COTONE ed erano t-shirt con stampati aforismi, battute cinematografiche cult, citazioni letterare. Le compravi in libreria e in dieci anni tra il 1990 e il 2000 se ne vendettero oltre sette milioni, in Italia, Europa e perfino in Giappone e negli States. Un gran successo che oggi tentano di bissare le PICKaBOOK, le nuovissime magliette tutte da leggere.
Di fatto una sorta di Parole di cotone 2.0. Anche loro in vendita in libreria, anche loro rallegrate da citazioni celebri, ma con l’aggiunta di un QR Code stampato: lo inquadri con lo smartphone o il  tablet  e in pochi secondi sul tuo supporto si scarica gratuitamente l’e-book o il pdf del romanzo a cui fa riferimento la t-shirt. Si parte dai classici, tra cui Dante, Rimbaud, Fitzgerald, Conrad. Che libro mi metto oggi?

http://www.magliettefresche.it

Luca Bratina per  http://carta-bianca.max.gazzetta.it

Che #libro mi metto oggi? Da Parole di Cotone a Magliettefresche: il 2.0 dei #classici su tessuto.

Scaricare la divina commedia nel proprio tablet e/o smartphone. Nuovo gioco editoriale.

Scaricare la divina commedia nel proprio tablet e/o smartphone. Nuovo gioco editoriale.

packaging

Ieri. L’eco di Parole di Cotone, dai lontani anni ‘90, ancora ci regala emozioni. Un cult: brani di grandi classici sulle t-shirt… Oggi Magliettefresche – Picka-Book fa di nuovo storia: ancora brani di grandi classici sulle tshirt, cui si aggiunge l’e-book da scaricare (o far scaricare!) con lo smartphone leggendo il QR code sulla maglietta. Romanzi da indossare per un’inedita, ancora una volta, concezione di t-shirt! È un’idea di Edicart Style, nuova nata di Edicart insieme a Quarantagradi, società di Marco Mottolese, ideatore di Parole di Cotone. La finalità è l’ampliamento del già vivace settore non-libro, che affianca il libro con un’opportunità in più: riscoprire i grandi classici con freschezza e un tocco di umorismo! Da Parole di Cotone, insomma, a Edicart Style: un modo nuovo e originale di entrare in libreria!Fonte: http://www.giornaledellalibreria.it

T-shirt: http://www.magliettefresche.it

Ti pago per un tweet, la #pubblicità in 140 caratteri.

 

I nuovi testimonials...

I nuovi testimonials…

L’idea più bella è venuta allo stilista indiano Allen Solly che ha promosso le sue creazioni con un enorme cartellone pubblicitario coperto da 60 camicie. Ai fan delle sue creazioni Solly ha chiesto di inviare un tweet con l’hashtag #RainingSolly. Ad ogni cinguettio dal poster si staccava una camicia che pioveva direttamente nelle mani del vincitore. Una magia? No, il manifesto era dotato di un marchingegno elettronico che, una volta arrivato il messaggio postato su Twitter, si attivava e spingeva il prodotto giù dal tabellone.

Pagare con 140 caratteri pare essere diventata la nuova frontiera del web marketing. L’utente posta messaggi a favore del brand e questo lo ricompensa con sconti, offerte o omaggi. Un sistema che negli Stati Uniti funziona da tempo. Tanto che un colosso come American Express ha stretto un accordo con il social network di Jack Dorsey. Presto su Twitter infatti sarà possibile comprare. Dopo aver collegato la propria carta di credito a un account, agli utenti basterà scrivere sul social network il nome di un prodotto desiderato preceduto dall’hashtag. In risposta riceveranno un altro cancelletto di conferma da ritwittare entro 15 minuti per confermare l’acquisto. Il contante sparisce dalle nostre vite?

 

«L’idea che sta alla base del marketing in 140 caratteri è il baratto: io scrivo per te e io azienda ti regalo qualcosa», spiega il blogger Alberto D’Ottavi. A inventare tutto ciò è stato Zuckerberg con i suo tasti «like», «want» e «share». Ma ora anche Twitter sta rivoluzionando il mondo della pubblicità.

Dopo i «promoted topic», le inserzioni a pagamento delle aziende, gli uccellini blu fanno sì che siano gli utenti a lavorare per il marchio. Negli Stati Uniti fioccano le iniziative come gli sconti a teatro per chi cinguetta durante lo spettacolo, o la promozione dei cosmetici in cambio di recensioni positive. In Cina poi la Mercedes ha promosso i nuovi modelli di Smart via Weibo (il Twitter cinese).
E non solo. Twitter sta diventando il luogo dell’instant marketing. Durante l’ultimo Super Bowl c’è stato un black out che ha oscurato metà delle luci del Superdome di New Orleans e ha fermato la partita per 34 minuti. Alle 20.48 l’account ufficiale su Twitter dei biscotti Oreo ha twittato: «Black out? Nessun problema». Il messaggio, accompagnato da un’immagine, è stato condiviso 15mila volte nelle prime 14 ore e la stessa foto, su Facebook, ha ricevuto 20mila like. Lo slogan diceva «You can still dunk in the dark», cioè «Anche al buio puoi inzuppare». Un’idea geniale se si mettono a confronto i costi degli spazi pubblicitari del Super Bowl con quelli degli annunci sponsorizzati su Twitter. Attenzione però, non stiamo parlando di buon mercato. Agli inserzionisti un posto nella classifica dei dieci argomenti più rilevanti (trends) può costare anche 100mila-120mila dollari al giorno, che è poco solo se paragonato ai 3,5 e 4 milioni di dollari chiesti da «Nbc» per uno spot di 30 secondi durante la finale di football.
Ma non sempre le cose funzionano. Alcune campagne social si sono rivelate un boomerang per le aziende. È il caso di McDonald’s, i cui account sono stati hackerati da attivisti stanchi di sentire il colosso del fast food cinguettare sulla bontà e freschezza dei suoi prodotti. O, ancora, i grandi magazzini Sears hanno ricevuto migliaia di insulti per aver invitato i clienti ad approfittare di Sandy per fare shopping. Il tutto con l’hashtag #sandy che in quel momento era usato per dare informazioni alle persone colpite dalla tempesta.
In Italia il marketing in 140 caratteri è ancora piccolo. Twitter è stato contaminato solo in parte dalla pubblicità. Ma c’è chi ha deciso di aprire la strada. È il caso di Blomming, piattaforma italiana di «social affiliation», ispirata a realtà Usa come Paywithatweets, che permette di ricevere una commissione per la segnalazione di prodotti Tweet, Like, Pin. I campi di applicazione sono tanti. Da chi fa musica e vuole vendere un mix o un brano per pubblicizzare per esempio, attraverso il Tweet, il prossimo spettacolo. Fino al tesista di laurea che vuole promuovere la sua ricerca online. Con buona pace di chi credeva Twitter un luogo di confronto e di condivisione di news.

Fonte: Marta Serafini per http://seigradi.corriere.it

At least a #tshirt is left. Guerilla #artist stencils rat asking ‘Why?’

mural

Banksy chaos

 

After one of his pieces was gouged from a wall and is being sold by an American art dealer, graffiti artist Banksy appears to have taken to the same wall to voice his verdict on the row.

A stencil image of a rat holding a sign saying ‘Why?’ appeared on the same Haringey wall where his work ‘Banksy Slave Labour’ formerly was.

Banksy Slave Labour, depicting a child labourer sewing Union Jack bunting, is expected to fetch £450,000 on the Fine Art Auctions Miami website.

banksy

Many hands, one Artist.

It is expected to fetch around £450,000.

The street art was stencilled onto the side of a Poundland shop in Wood Green in 2012 and protected by a perspex screen, but disappeared last week.

And it was claimed today that the Metropolitan police have been asked by the FBI to investigate the removal of the painting, although there is no suggestion it was taken away unlawfully.

The US officials have waded into the row after the disappearance prompted a storm of outrage by furious Haringey businesses and residents, the Evening Standard reported.

The owner of the auction house Frederic Thut claimed it was being sold by a ‘well-known’ collector who is not British but refused to divulge any more information. He added that the painting was being stored in Europe.

Locals are furious about the painting being taken from the wall.

Councillor Alan Strickland says the artwork was a ‘gift’ to his community and has instigated a campaign to get the artwork returned by urging people to e-mail the U.S. auction website.

He said: ‘The Banksy appeared last May and created lots of excitement in the area – people were coming from across London to see it.

‘We were really proud to have a Banksy in our neighbourhood, so residents were shocked to realise it had been ripped out of the wall.

‘The community feels that this art was given to us, for free, and it’s now been taken away to be sold for huge profit. I’m very angry about the Banksy going – we want our Banksy back!’

Much of the controversial artist’s work is believed to have a political message, and Slave Labour is believed to be a statement on sweatshops churning out decorations and memorabilia got the Golden Jubilee and the London 2012 Olympics.

In 2008 the graffiti artist Banksy has revealed that millions of pounds worth of works attributed to him are fakes.

A body set up by the artist to verify his work identified 226 falsely attributed pieces in eight months in 2008.

He said at the time: He said: ‘Graffiti art has a hard enough life as it is – with council workers wanting to remove it and kids wanting to draw moustaches on it, before you add hedgefund managers wanting to chop it out and hang it over the fireplace.

‘For the sake of keeping all street art where it belongs I’d encourage people not to buy anything by anybody unless it was created for sale in the first place.’

Quoting:  http://www.dailymail.co.uk/

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