Archive for the ‘ Musica ’ Category

‘SIAMO SOLO DI PASSAGGIO’ – ADDIO A SGALAMBRO, IL POETA-FILOSOFO CHE FU COAUTORE DI BATTIATO

canzoni

“La cura”, il magico testo del duo Battiato-Sgalambro

 

Niente è come sembra. Il filosofo Manlio Sgalambro non è morto a 90 anni a Catania la scorsa notte come riportato da tutti i principali lanci d’agenzia di stampa, ma ha semplicemente attraversato “la porta dello spavento supremo”. In attesa di un arrivederci ufficiale del sodale Franco Battiato che probabilmente non arriverà mai, riportare alcuni dati biografici essenziali è l’unico modo per ricordarne l’influenza atipica nel panorama intellettuale italiano.

sgalambro

Battiato t-shirt

 

Intanto è impossibile districare i fili della collaborazione avuta con il cantautore catanese fin dal 1993: i testi di cinque libretti d’opera e di sette album musicali, gli script di tre film con la regia dello stesso Battiato. Il secondo album con Sgalambro ai testi e Battiato alla musica (L’imboscata, 1996) vede la pubblicazione del brano La Cura, il cult dell’opera battiatiana della svolta poetica e industriale – se ne va dalla Emi e produce con Polygram.

“Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie, dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via (…) Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza. Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza”, dice il testo della canzone, vero e proprio balsamo spirituale per gli ascoltatori di Battiato.

E da qui nasce anche l’idea dei live di Battiato con la presenza in scena di Sgalambro. Accento siculo orientale, timbro possente e a tratti roco, la presenza sul palco del filosofo verrà sempre accolta con grandi ovazioni e applausi. Il binomio Battiato/Sgalambro è talmente forte che durante alcuni incontri per addetti ai lavori, i due si scambiano serenamente le risposte alla domande (inutili) dei giornalisti.

O ancora: scrivono le sceneggiature di tre film – Perduto amor (2003), Musikanten (2006) e Niente è come sembra (2007) riproducendo in fotocopia con l’ambito musicale una sorta di percorso verso il grado zero dell’essenza della propria poetica, partendo da un film tradizionale nella scrittura (opera prima che valse a Battiato il Nastro d’Argento come miglior regista esordiente) fino ad un viaggio antropologico – Niente è come sembra – sulle origini e il senso dell’umano agire che evapora fino alla dissoluzione.

Da chi ha vissuto accanto a loro anche solo in fase di produzione cinematografica e musicale c’è chi ha raccontato come i due intellettuali siciliani se la intendessero fin quasi a divertirsi. Battiato, tra l’altro, permise la produzione dell’unico album di Sgalambro da solista: quel Fun Club (2001) dove Sgalambro riproduce con risultati interessanti alcuni classici della pop music che avrebbero forse fatto arrabbiare Adorno: La mer di Trenet, Ciao Pussycat di Bacharach, classici hollywoodiani come Moon River, Cheek to cheek, o la canzoncina da varietà Non dimenticar le mie parole.

Sgalambro filosofo senza laurea specifica, autore quasi per caso di singolari trattati, ha pubblicato con Adelphi decine di saggi. Per chi si avvicinasse per la prima volta al suo pensiero filosofico, una specie di filosofia come terapia alla Emil Cioran, vanno consigliati Del pensare breve (1991) e La conoscenza del peggio (2007). In quest’ultimo libro si esplica l’intuizione chiave del suo intero corpus di opere difficilmente catalogabile anche solo nella tanto decantata e generica etichetta di “nichilismo”: “All’uomo non conviene considerare, riguardo a se stesso e riguardo alle altre cose, se non ciò che è l’ottimo e l’eccellente; e inevitabilmente dovrebbe conoscere anche il peggio, giacché la conoscenza del meglio e del peggio è la medesima”.Piuttosto riservato in termini di comunicazione pubblica, Sgalambro non ha mai rilasciato troppe interviste su di sé e il suo pensiero.

 

franco battiato

Una bella immagine del cantautore e del filosofo. Battiato da ora è più solo.

Solo nel febbraio 2005 dialoga con Francesco Battistini del Corriere della Sera dove en passant demolisce Sciascia (“Era lo scrittore civile, un maestro di scuola che voleva insegnarci le buone maniere sociali. Ma rivisitarlo oggi è come rileggere Silvio Pellico. La sua funzione s’ è esaurita. Sciascia non ci serve più. Occorre una nuova riflessione, un’altra coscienza siciliana”) e discetta di mafia passeggiando sul crinale delicatissimo della distinzione logico/filosofica difficilmente traducibile per un prime time tv: “Non cambio idea. La mafia è un concetto astratto. E gli astratti si distruggono con la logica, non con la polizia (…)La polizia può arrestare la mafia. Eliminarla, mai. Quello che importa è la Mafia maiuscola, concetto generale e perciò indistruttibile”.

Fonte: Davide Turrini per ‘Il Fatto Quotidiano

 

 

 

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One Direction Top The #Beatles & Led Zeppelin On Music #TShirt List. Wow.

One Direction better than Beatles: unbelievable

Sign of the times…

There is only One Direction today, it seems.

The One Direction boys have sold out gigs, flogged millions of records and occupied spectacular amounts of column inches – so it’s no surprise that their range of branded T-shirts are the best-sellers on the high street.

HMV have revealed that the British boyband are the biggest draw in terms of the music-based clothing that they stock, outselling all the much-loved legends from years gone by.

But, despite the pop act’s phenomenal popularity, the rest of the best-seller list is dominated by enduring rock acts.

Black Sabbath are the best-selling vintage band on offer at the store, with two different designs for Led Zeppelin in second and third places.

The Beatles also edge into the Top 10 in ninth spot, with a t-shirt design that features their famous Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band artwork.

Spokesman Gennaro Castaldo commented: “Some performers can quickly come and go with the trends, but one genre that has an enduring appeal and seems to remain eternally popular with fans is classic rock and metal.

“Along with the baby boomers who grew up with their music, a new generation of fans are increasingly into them as well, in part out of a recognition that many of the featured T-shirt images now rank as design classics that not only look great but have a real authenticity about them.”

We wonder if the One Direction designs will have the same popularity in a few decades’ time?

Source: http://www.entertainmentwise.com

L’ottantenne morto nell’hotel di lusso: giallo in camera nell’età del Viagra

La sintesi del fattaccio!

Se n’è andato sul letto matrimoniale extralarge dell’hotel di lusso che già ha ospitato d’Annunzio, Charlie Chaplin, Evita Peron, Woody Allen, i Take That e Madonna, attorniato da tre signorine nude che aveva provveduto a comprare alla pari di una confezione biancazzurrablu di Viagra e di qualche sbuffo di cocaina, in tutti i casi senza badare a spese.

 

Gli è saltato il cuore, lui è caduto in coma, si è spento in ospedale. Ottant’anni, ricco, noto imprenditore veneziano con dimora a San Marco, proprietario di società e di alberghi, il signor E. C. era venuto a Milano e s’era regalato una botta di vita. «Botta certamente estrema», spiega la professoressa Alessandra Graziottin chiamata subito in causa per entrare nell’analisi medico-scientifica e tralasciare gli immediati pensieri di molti alla lettura (morire mentre si fa sesso), poiché stiamo comunque trattando un fatto luttuoso, di cronaca nera. I poliziotti nella camera dello storico hotel, simbolo nel mondo di Milano e ovviamente estraneo alla vicenda, a perquisire fra guêpière, slip, pilloline e polvere bianca; il referto del medico dopo l’esame del cadavere; gli approfondimenti del commissariato che ha confermato il decesso per cause naturali; il dolore della famiglia e degli amici. Dunque stava parlando la Graziottin, torniamo a lei, dell’estremismo del signore: «Vede, non è il Viagra, del quale gli studi scientifici e gli accertamenti più accurati hanno escluso conseguenze negative sull’organismo. Semmai sono la cocaina, l’età e le condizioni cardiovascolari pregresse a essere le variabili impazzite. È il mix che diventa letale».

Se oggi in Italia gli ultra 65 anni sono il 31% della popolazione, nel 2065 (fonte Istat) saranno il doppio. Facciamoci l’abitudine, con la terza e la quarta età. Prepariamoci per tempo. Potrà sicuramente generare speranza negli aspiranti vecchi ascoltare racconti di attempati gladiatori, irriducibili draghi e, massì, finanche di commoventi Rambo del letto che anzi, quasi quasi, migliorano con le stagioni. Perché se, a leggere le ricerche, già oltre i sessant’anni la disfunzione erettile colpisce una volta su tre, ecco, un’indagine americana ha registrato l’aumento di un anno grazie al Viagra dell’aspettativa di una vita sessuale attiva per l’uomo.

Non una ma tre donne – tutte quante trentenni -, non solamente Viagra ma anche cocaina. «In quella camera è stata un’overdose generale, e non di droga, a uccidere con molta probabilità l’uomo» dice la Graziottin, a capo del Centro di ginecologia e sessuologia dell’ospedale San Raffaele Resnati. E del resto, aggiunge lo psichiatra e sessuologo Willy Pasini, «la cocaina alza il battito, lo conduce a ritmi che il cuore non può sopportare, lo esaspera». Passano certe straordinarie bellezze, nella hall dell’hotel di lusso che con voce vellutata chiedono della toilette. «Prego madame, è al meno uno» rispondono estasiati i portieri. Benedetta innocua toilette: una scusa, un trucco, una tacita prassi per salire nella stanza del cliente.

Qua in hotel si trincerano dietro il no-comment e il sacrosanto rispetto della privacy. «Non erano tre le signorine bensì una soltanto e non era una prostituta» viene ripetuto sottobanco. Qualificate fonti investigative hanno confermato il numero 3. Quando il veneziano s’è sentito male una signorina ha chiamato la reception e chiesto aiuto. Si ignora al momento se alla base del festino ci siano stati motivi di salute come la scoperta d’una malattia, se possa esser stato un volontario ricercato congedo dalla vita oppure se per l’ottantenne fosse una pratica abituale, la gita milanese con abbuffata di stravizi. Ma se invece l’uomo era uno di quelli che si credono immortali? Irriducibili a dispetto dell’evidenza anagrafica?

A volte servono i pareri di esperti del settore. Valery è una modella di origini thailandesi, professionista di massaggi tantrici e fra le più inseguite escort in città: è una che può dar dritte e può permettersi di dar dei no. Consultata, discute di anziani, di quanti la cercano, di quanto sono disposti a pagare per tornar giovani. Dice sottovoce e stanca: «Io lascio stare, ho paura che mi si sentono male. Consiglio di rivolgersi ad altre ragazze, più coraggiose di me».

Fonte: Andrea Galli per Corriere.it

Introduzione all’inno del corpo sciolto …”Tuttobenigni” (1983), di Giuseppe Bertolucci

CREDIAMO SIA MOLTO UTILE L’INTRODUZIONE DELL’EPOCA PER INQUADRARE PER BENE IL “CAPOLAVORO” BENIGNESCO…

 

LA CACCA IN TESTA

 

“Tratto dall’LP Amore lavati, vorrei presentarvi L’inno del corpo sciolto. Questa canzone dice… parla che bisogna fare la popò, dice che bisogna farne parecchia… che più se ne fa e meglio è. Dice anche questa canzone, che, se nonsi fa,si può anche schiantare. Un’altra cosa triste dice questa canzone, che… dopo fatta la popò, … bisogna pulissi dietro, perché non è bello andar in giro sudici in quella maniera. Ora ve la faccio ascoltare, siete magnifici”.

Nessuno meglio di Jimi Hendrix.

Cristiano Cascelli lo sapeva già...

Jimi Hendrix è il più grande chitarrista di tutti i tempi per il magazine Rolling Stone che nell’ultimo numero ha pubblicato una lista dei migliori 100 chitarristi della storia.Nella lista, compilata da esperti e chitarristi, troviamo fra i primi dieci, dopo Hendrix, Eric Clapton e Jimmy Page. Seguono Keith Richards, Jeff Beck, B.B. King, Chuck Berry, Eddie Van Halen, Duane Allman e Pete Townshend.

“Jimi Hendrix fa esplodere la nostra idea di quello che la musica rock potrebbe essere: ha manipolato la chitarra, gli studi di registrazione e il palcoscenico” dice il chitarrista, vincitore di Grammy Tom Morello nel magazine, citando ‘Purple Haze’ e ‘The Star-Spangled Banner’ come brani traccia.Il panel di esperti chiamati a votare il loro chitarrista preferito include musicisti come Lenny Kravitz, Eddie Van Halen (che ha conquistato l’ottavo posto), Brian May e Dan Auerbach dei The Black Keys insieme a una selezione di vecchi scrittori e editori di Rolling Stones.

Jimi il Voodoo lo ha fatto a tutti...

 fonte: ansa.it

dipinto: cristianocascelli.it

Il nuovo Nokia Tune parla (anzi suona) italiano.

Crea. Condivi. Fai esperienza.

Pochi anni fa, quando 2 italiani su tre o suppergiù  avevano in tasca un Nokia, era un jingle immancabile nelle nostre giornate. Partiva la suoneria in metrò o in treno e tutti mettevano mano al cellulare, convinti si trattasse del loro. Ora, con la crisi dei finlandesi, il Nokia Tune è un po’ meno onnipresente. Ma sicuramente resta ben impresso nell’italica memoria. Avete presente, no? Quello che fa na-na-na-naaaaa (pausa) na-na-na-naaaaa. Questo qui, insomma.

La notizia è che uno dei jingle più celebri al mondo, che per altro ha origini storiche, rinascerà – rivisto e aggiornato ai tempi – grazie alla creatività di un italiano. Si chiama Valerio Alessandro Sizzi, in rete in suo nick è V@leric (qui alcune sue creazioni), e ha vinto il concorso mondiale per il nuovo Nokia Tune battendo altri 2.800 utenti di tutti i Paesi. I brani prodotti sono stati oltre 6 mila, ascoltati 11 milioni di volte online sul sito ufficiale della manifestazione.

Per Nokia un bell’esempio di crowdsourcing. Per V@leric, 22 anni, milanese, 10 mila euro in contanti e la soddisfazione di ritrovare la sua creazione dal 2012 su 100 milioni di smartphone e dumbphone made in Espoo. Se funzionasse come per i diritti d’autore in Italia diventerebbe presto multimilionario. Invece, oltre al premio del concorso, Sizzi si dovrà accontentare di una bella pubblicità per la sua futura carriera. Non malissimo, in ogni caso.

«Sono sempre stato appassionato di musica – spiega V@leric -. Studio ‘Sound Design’ a Milano e lavoro come producer per un’etichetta digitale indipendente. In più sono dj ogni giovedì notte in un evento milanese… è molto divertente! Ho creato una versione “dubstep” del Nokia Tune principalmente perché il “dubstep” è diventato molto popolare negli ultimi due anni tra gli “hipsters” in tutto il mondo. E poi perché produrre una traccia “dubstep” è piuttosto difficile».

Complimenti a Valerio. A me la nuova suoneria sembra un filo troppo “maranza“, ma ho gusti piuttosto da matusa. E poi se piace agli ‘hipsters’…
Qui sotto il buon vecchio Nokia Tune e la Sizzi’s version: http://malditech.corriere.it/2011/10/10/il-nuovo-nokia-tune-parla-anzi-suona-italiano/

Fonte:Paolo Ottolina per  http://malditech.corriere.it/

Vasco ancora contro Nonciclopedia: “Idea stupida, vergognosa e volgare”

Sopravvisssuto al crash del server di Nonciclopedia

 

Vasco Rossi riattizza il fuoco della polemica con Nonciclopedia, dopo i fatti della scorsa settimana 1, che avevano portato il sito satirico all’auto-oscuramento e successivamente alla riapertura 2. E sui quali l’addetto stampa del rocker di Zocca ha dichiarato: “Vasco non ha mai chiesto la chiusura di alcun sito”.

Rossi affida il suo pensiero a un post su Facebook in cui scrive: “Andatevela a vedere, prima di parlare, questa Nonciclopedia! E piantatela di fare commenti superficiali senza conoscere direttamente quello di cui parlate! Non sopporto i pressapochismi! Nonciclopedia è una idea “stupida volgare vergognosa ignorante e ipocrita”! Non si può scrivere che Anna Frank se l’è voluta perchè ebrea! Questa non è ironia! questa è porcheria da due soldi volgare e vergognosa! ….altro ke ridere”.

In Rete la polemica si è nuovamente infiammata. Effettivamente la voce su Anna Frank contenuta nel sito è quella, ed è difficile trovarci alcunché di divertente o “satirico”. Nei commenti al post, le fazioni si dividono tra chi appoggia il “Komandante” Vasco e chi dice semplicemente di lasciar perdere Nonciclopedia, perché “se ci vai, sai quello che trovi”. Ma ci sono anche molti Voltairiani, che scrivono pensieri come “Non mi piace Nonciclopedia, ma credo che abbiano il diritto di scrivere quello che vogliono”, e qualcun altro taglia corto: “Vasco, ci stai pensando pure troppo”.

Resta il fatto che per la sua querela, Vasco era stato accusato di voler censurare “il pensiero libero del web”. (T.T.)

 Fonte: http://www.repubblica.it/

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