The Guardian incorona Blu: è tra i dieci #writers migliori al mondo. Un “made in Italy” davvero unico.

Blu, Graffiti, Street Art

L’uomo-maglietta, un “all over” sensazionale.

 

 

Il graffito realizzato su un vecchio palazzo di Lisbona
gli è valso il riconoscimento del quotidiano britannico.

street, urban, lisbona

Eccolo il muro che incorona Blu tra i più grandi streetartists del mondo.

 

È stato inserito nella lista dei dieci writer migliori del mondo accanto a Banksy e a Keith Haring. Il giornale inglese The Guardian ha proiettato l’artista bolognese conosciuto ormai in tutto il mondo nell’Olimpo dei graffitari. L’opera che l’ha consacrato è stata quella realizzata sulla facciata di un palazzo in Portogallo che mostra un uomo d’affari, con in capo una corona adornata con i marchi delle imprese petrolifere più celebri, che tiene il pianeta tra le mani e ne beve il succo con una cannuccia.

blu

Tutto è possibile, anche che l’Arte inverta il suo corso. E che un writer italiano sia tra i più grandi.

LA MISSIONE – La missione di Blu, che a Bologna iniziò a farsi conoscere a partire dal ’99 attraverso una serie di graffiti eseguiti in centro a Bologna, nella zona dell’Accademia delle Belle Arti, e in periferia negli spazi occupati del centro sociale Livello 57, è sempre stata quella di valorizzare gli spazi urbani dimenticati. In tutta Italia e in tutto il mondo. Le sue opere compaiono a Taranto, Ancona, Berlino, Praga, Madrid, Bogotà e addirittura in Palestina sul muro che divide Israele e Cisgiordania, dove ha realizzato un’opera proprio insieme al writer inglese Banksy. I temi ricorrenti nei murales di Blu sono il rispetto del’ambiente, la pace, la critica al capitalismo. Il murales di Lisbona era nato infatti a un mese dal disastro della marea nera nel Golfo del Messico per far riflettere sui rischi di un’economia che sfrutta i Paesi più poveri e mette in pericolo le nostre risorse naturali.

magliette, t-shirts

L’arte ci rende umani, persino la Street Art…

LA CENSURA IN CALIFORNIA – Nel 2010 il writer bolognese fu invitato a Los Angeles dal Moca, il Museo di arte contemporanea, per realizzare un murales in vista di una grande mostra dedicata alla street art. Gli venne offerta una grande parete che, in un giorno e in una notte, Blu dipinse per intero: una serie di bare coperte da dollari a forma di lenzuolo, al posto delle classiche bandiere americane. Nemmeno il tempo di far asciugare la vernice che, il giorno dopo, arrampicati su impalcature, gli operai cancellarono l’opera. Il direttore del Moca, Jeffrey Deitch, spiegò di aver preso quella decisione, «perché il murale era insensibile verso la comunità». E da The Guardian, invece, adesso arriva la consacrazione internazionale.

Los Angeles

Il muro che è “morto in culla”…cancellato dalla stupidità umana.

Nota: ho conosciuto Blu a Milano, durante gli allestimenti della famosa mostra “Street Art Sweet Art” a cura di Vittorio Sgarbi ed Alessandro Riva, nel 2007. Una Mostra che ha lasciato una traccia indelebile, al Pac di Milano. E quando scrivo “indelebile” è perchè, al di là della qualità dei contenuti, Blu ed Erika Il Cane per giorni, su un trabattello fuori del Museo, dipinsero un grande murales che a tratti si può vedere e a tratti no, dipende dalla fede e dal colore del politico di turno. Perchè il tema è davvero forte ed ha a che fare con i nostri vizi…Cercavo di parlare con Blu , ogni tanto, lui lassù sul trabattello, io giù, nelle pause. Poche parole ma la sensazione di avere a che fare con un notevole personaggio mi è rimasta sempre. Molti di noi sapevano che Blu era il più grande tra gli italiani e ora se ne sono accorti anche all’estero. Blu non ha nulla da invidiare a Banksy, nè artisticamente nè concettualmente. Lunga vita a Blu!

(Marco Mottolese)

milano, pac, museo

Ecco il muro al Pac di Milano, opera di Blue ed Erika il Cane. Osservare i dettagli…

Fonte: http://corrieredibologna.corriere.it

t-shirts: http://www.magliettefresche.com

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