Oggi Jim Morrison avrebbe compiuto 70 anni. E saluterebbe Mick e Paul, incontrandoli.

Jim Morrison, Doors

27 anni vissuti intensamente.

 

Compirebbe oggi 70 anni, James Douglas Morrison, più noto come Jim, se non fosse scomparso tragicamente quel 3 luglio del 1971. La stessa età di Mick Jagger e Keith Richards, per esempio. Simboli, come lui, di un’irripetibile e straordinaria stagione del rock. Quel breve, magico periodo durante il quale la musica era sembrata, all’improvviso, un mezzo per cambiare il mondo, con i suoi protagonisti che indossavano i panni di apostoli di una nuova cultura. Ma se gli Stones hanno da poco celebrato il 50esimo anniversario di una storia che pare infinita, Morrison è morto appena 27enne. Come Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e, in tempi più recenti, Kurt Cobain. Uscito dal mondo, il Re lucertola si è consegnato all’eternità, diventando uno dei miti più celebrati del rock. Di più, poiché gli eroi «sono sempre giovani e belli» si è trasformato in leggenda, icona che ha travalicato perfino i confini dell’universo musicale per accedere al grande pantheon delle divinità dei Sixties.

Il numero degli anni di Morrison è un Club

Il numero degli anni di Morrison è un Club

 

Eppure, viene da chiedersi che cosa avrebbe potuto ancora realizzare, in tutti questi anni, un simile genio se fosse sopravvissuto. Chissà se avrebbe scelto di continuare a vestire i panni della rockstar che già gli stavano stretti quando ancora era in vita. Più poeta che cantante, Jim si era allontanato dai progetti musicali dei Doors negli ultimi mesi della sua esistenza. L’esilio volontario a Parigi, in fondo, era una fuga da un mondo che non sembrava più bastargli. Sulle orme degli amati Rimbaud e Baudelaire, nonché di tutti i protagonisti di una lunga e nobile schiatta di espatriati americani, Morrison si era rifugiato nella Ville Lumière per dedicarsi al grande amore della sua vita: la poesia.

polizia

Foto segnaletica “cult” per una maglietta molto dark

 

Non a caso, è stato più volte suggerito che Mr. Mojo Risin avesse scelto il rock come stratagemma per veicolare i suoi versi. Certo, il blues era una delle sue passioni e lo interpretava come pochi altri (basti pensare ad album come “Morrison Hotel” e, più ancora, “L. A. Woman”) ma Jim non era un musicista. Non suonava nessuno strumento, anche se gli piaceva dire di essere bravo con le maracas, non conosceva le note né sapeva leggere gli spartiti. La leggenda dell’origine dei Doors è nota. Nel 1965 Morrison incontrò Ray Manzarek, che aveva conosciuto ai corsi di cinematografia della Ucla , sulla spiaggia di Venice Beach. In quell’occasione confidò all’amico di aver scritto poesie e canzoni e, su richiesta del futuro tastierista del gruppo, gliene canticchiò una. Era “Moonlight Drive”. Manzarek rimase letteralmente folgorato e gli propose di fondare una band. Quel giorno nacquero i futuri Doors. Un gruppo diverso da tutti gli altri fin dal nome, mutuato da un libro di Aldous Huxley, intitolato “Le porte della percezione” nel quale lo scrittore descriveva le sue esperienze sotto l’effetto della mescalina.

Maglietta "all over", molto "Doors"...

Maglietta “all over”, molto “Doors”…

 

Sensuale e colto al tempo stesso, ribelle e dotato di un’intelligenza fuori dal comune, Morrison divenne, immediatamente una figura unica tra le rockstar. Elvis Presley era stato capace di solleticare la libido del pubblico femminile ma i suoi testi non si discostavano più di tanto dai cliché dell’epoca, Dylan era un menestrello e un poeta ma troppo cerebrale per indossare i panni del sex symbol. Jim, invece, riuniva in sé entrambi gli aspetti.
La sua ascesa fu irresistibile. Conoscitore delle teorie freudiane e junghiane non meno che del pensiero di Nietzsche, aveva familiarità con gli esistenzialisti francesi, con la beat generation, con l’Ulisse di Joyce. Oltre che, naturalmente, con i versi di Rimbaud e degli altri poeti maledetti e simbolisti francesi. Aveva letto Céline, Castaneda e Blake. I suoi testi colmi di visioni oscure e apocalittiche, di incitamenti alla rivolta, di citazioni letterarie, di riferimenti alla morte, alla “stravolgimento dei sensi” hanno affascinato intere generazioni e, oggi, sono perfino studiati in alcune Università.

morrison

Morrison raccontava che lo spirito di un pellerossa era entrato in lui, grande, divino sciamano del rock. ma per capire lo straordinario carisma del personaggio, è sufficiente guardare “When You’re Strange”, l’ottimo documentario di Tom DICillo. In poco più di cinque anni e con appena sei album, si guadagnò un posto nell’Olimpo del rock. Da “Light My Fire a “Break on Through”, da “People Are Strange” a “Roadhouse Blues”, da “Riders on The Storm” a “Five to One”, le sue canzoni celebrano il bisogno di liberarsi da ogni sorta di condizionamento e trasmettono una continua ansia di trascendenza, una tensione disperata verso l’ignoto. Inscenò il mito di Edipo con la tenebrosa e indimenticabile “The End”, scatenando le ire dei benpensanti. Gli stessi che cercarono, in seguito, di prendersi la rivincita dopo la famigerata esibizione di Miami. Uno dei più leggendari concerti del rock durante il quale, pare che Jim si sia spogliato e abbia mostrato i genitali ad un pubblico letteralmente invasato. Da lì, iniziò il carosello nei tribunali e il tentativo, inutile, da parte dell’establishment di imbavagliarlo.

Fu un astro che attraversò il firmamento degli anni Sessanta e finì per esplodere in una pioggia di frammenti luminosi. La fiamma che alimentava il suo spirito bruciò troppo rapidamente . Tuttavia, le sue canzoni, a quasi 50 anni di distanza, non hanno perso nulla del fascino tenebroso che sprigionavano in quei giorni. Merito anche della musica senza tempo intessuta dagli altri tre Doors.

Per anni circolò la voce che Morrison avesse inscenato la sua stessa morte, dando vita ad una delle più celebrate leggende del rock. In realtà, Jim morì davvero in quell’estate del ‘71 ma la sua straordinaria eredità sopravvive ancora oggi, facendo sognare i ragazzi dei nostri giorni come quelli degli anni Sessanta. «Quando le porte della percezione saranno aperte- diceva, citando Blake- tutto apparirà come realmente è: infinito». Se sia riuscito a varcare tali arcani cancelli, a spezzare le «manette forgiate per la mente» e «a sentire l’urlo della farfalla prima di scivolare nel grande sonno» rimane un mistero che Mr. Mojo Risin ha portato per sempre con sé.

Renzi, primarie

Il Sindaco Renzi non sfugge al fascino di Morrison…

Fonte: Marco Barbonaglia http://argomenti.ilsole24ore.com/marco-barbonaglia.html

 

 

 

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