Da Parole di Cotone a Magliettefresche: 7 domande a Marco Mottolese

La prima intervista del Tatuaggio di Stoffa è dedicata a Marco Mottolese, da tempo imprenditore nel settore delle t-shirt e dell’editoria. A lui si deve la nascita nel 1990 della casa editrice Parole di Cotone e sempre a lui si deve l’ingresso ufficiale della maglietta in libreria, grazie a una serie di t-shirt che riproducevano brani di narrativa e di poesia riuscendo a divulgare la letteratura in modo simpatico e originale.

t-shirt

Parole di Cotone ha cambiato la prospettiva della “maglietta”

 

Ciao Marco, innanzi tutto quando e da dove nasce la tua passione per le t-shirt?

Nasce moltissimi anni fa. Il mio primo marchio si chiamava “By appointment to her majesty the Queen of Jamaica”, vendevamo alle boutique milanesi. Eravamo davvero giovani e con il ricavato “mostruoso” di alcuni mesi estivi di lavoro andammo in giro per il mondo a cercare… magliette. Per mesi. Poi, anni dopo, mentre mi occupavo di sviluppo di librerie, per conto di un grande Gruppo editoriale, amici mi proposero per scherzo delle magliette con un gatto e la famosa poesia di Baudelaire le chat. Vidi subito l’idea. Lì nacque Parole di Cotone.

Nei primi anni Novanta la tua iniziativa Parole di Cotone ha fortemente modificato la funzione e l’immagine della t-shirt creando di fatto un nuovo e inaspettato mercato. Cosa ci puoi raccontare di quella esperienza?

Parole di Cotone nasce ufficialmente nel 1990. Essendo io a quell’epoca un dirigente di una Azienda che aveva in mano il mercato librario mi fu facile pensare che quelle magliette “citazioniste” con un minimo di grafica, dovessero andare per partenogenesi proprio in quell’ambito. Registrammo il marchio ma anche il nome come testata. Erano diventate un giornale periodico di cui facevo il Direttore Responsabile. In pochi mesi le magliette, che fino ad allora si vendevano solo nel settore “fashion” o nella grande distribuzione, ebbero un luogo in più per esprimersi, sia in termini di vendita che di visibilità. Dopo tre o quattro anni, forti della “cassa” generata, andammo all’estero con la medesima idea. Germania, Spagna, Inghilterra, Svizzera e dopo poco anche negli U.S.A e in Giappone. Il “Made in Italy”, accoppiato alla Cultura, anche grafica, fruttò, alla fine, dopo dieci anni esatti, circa 7,5 milioni di magliette vendute in ogni luogo. E sempre nel settore editoriale. Indicando, per le magliette, una strada che definirei “rivoluzionaria”.

Come è cambiato, dagli anni Novanta ad oggi, il rapporto tra una t-shirt e chi la indossa?

Io credo che, una volta sdoganata la maglietta e trattata più come un supporto ad un pensiero che ad una forma corporea, il rapporto tra questa e le persone si sia, come dire, elevato, aumentando indubbiamente gli elementi “collezionistici”, il fattore “regalo” e, soprattutto, l’esibizionismo “culturale”. Sia per chi indossa ma anche per l’Autore stesso veicolato. Un giorno Alessandro Baricco mi disse che aveva goduto più nel vedere in treno un ragazzo con la maglietta Oceano Mare (Parole di Cotone, appunto) che non se lo avesse visto leggerne il testo.

reality, new york

La filosofia di un writer.

 

Parlaci del tuo attuale progetto “editoriale” Magliettefresche. Come nasce e cosa rappresenta per te?

Dopo aver ceduto Parole di Cotone ho lavorato per la casa editrice Salani (quella di Harry Potter, per intenderci) e ho fondato con loro nel 2001 “Magazzini Salani” un laboratorio che doveva riprendere in parte l’esperienza di Parole di Cotone e in parte innovarla. “Magazzini” ha rilanciato Mafalda, lanciato in Italia Emily The Strange e lavorato su diversi fronti, anche quelli ovviamente dei contenuti della casa editrice stessa, ad esempio creando cataloghi “potteriani” di grande successo, magliette comprese. Alla fine di questo bellissimo percorso (ancor oggi Magazzini Salani è leader nel mercato del “book’s inspired items” come li chiamo io) ho creato Magliettefresche (oggi in capo alla Edicart Style). Volevo dare l’idea di qualcosa che cambia spesso, qualcosa di “limited” da una ispirazione nata ad Ibiza. Visto che non mi soddisfaceva più la grafica di contorno che mi veniva proposta, mi sono gettato sui writers, o grafitari o streetartist, la mia più recente passione. Un muro è un “pezzo unico” e niente di meglio di un pezzo unico per creare t-shirts “uniche” assecondando una taylorizzazione del gusto che, nelle magliette, vede oggi la sua punta di diamante.

Come sarebbe il mondo senza le t-shirt?

Le magliette sono state inventate 2000 anni fa dai Romani. Si chiamavano Tunicula. Gli americani poi le hanno rilanciate 100 anni fa e le hanno chiamate T-Shirts. Un mondo senza t-shirts è un mondo pre-romanità, dunque, e non ho una risposta per questa domanda. Per quanto mi riguarda sarebbe un mondo dove si comunicherebbe molto meno.

romani, roma, colosseo

Non sembra l’attuale t-shirt?

La t-shirt a partire dai primi anni del 1900 ha progressivamente aumentato la sua diffusione. Da indumento sportivo, intimo e spesso utilizzato dai bambini si è trasformato in un oggetto versatile, eclettico e usato indifferentemente da piccoli e grandi. Pensi ci possa essere ancora spazio per ulteriori sviluppi?

Vedo ovunque la “tecnologizzazione” della t-shirt. Proprio in virtù della sua duttilità e del suo essere “media” chi è avanti prova a farne un prodotto high-tech. Diciamo “wearable computing” per indicare quella tecnologia indossabile della quale fanno parte le magliette che riportano alcuni “effetti speciali”. Per quanto mi riguarda ho voluto dare subito un contributo lanciando con Magliettefresche le Pickabook, magliette/libro che attraverso l’utilizzo del qr code permettono di importare nel proprio device un e-book sotto forma di pdf o e-pub. Il tutto gratis. Trattando, per ora, grandi “classici”.

E per finire, una domanda difficile. Qual è la tua maglietta nel cassetto?

Sebbene abbia una collezione vasta, diciamo non meno di 1200-1300 t-shirts “nel mio cassetto” le t-shirts le indosso più raramente. Quelle poche che indosso sono quelle che solitamente non piacciono agli altri, almeno fino a che non me le vedono addosso. Mi piace molto una con una scritta “graffito” che dice NOW e un’altra, che feci tantissimi anni fa con Enrico Ghezzi, mio storico consulente per magliette “folli” che è un palindromo situazionista: in girum imus nocte et consumimur igni (andiamo in giro di notte ed ecco siamo consumati dal fuoco.). Maglietta nera, scritta rossa, gioco linguistico. Altissima, indossabile, unica. Ecco, per me una maglietta è questo.

Grazie Marco per la disponibilità e per le storie che hai condiviso.

by Claudio Spuri – iltatuaggiodistoffa

 

 

 

 

    • Francesca
    • 27 novembre 2013

    Ciao, mi chiamo Francesca, una domanda, se posso. Come si coniugano la legge sul copyright che stabilisce che il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera possono essere utilizzati per uso di critica o di discussione, per finalità didattiche o scientifiche (se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali) con la commercializzazione di t-shirt appunto con citazioni letterarie? grazie

    • Ciao Francesca, grazie della mail. Tanto per cominciare devi suddividere tra opere sotto diritti e opere fuori diritti. Per queste seconde non c’è alcun obbligo e puoi pubblicare qualcunque cosa, dall’intera Opera agli stralci. Se fosse una Opera straniera devi però valutare gli eventuali diritti di traduzione, ovviamente.

      Per quanto riguarda le opere sotto diritti, invece, non è proprio vero quello che dici. Nelle antologie scolastiche i brani riprodotti non sottostanno al diritto di Auote eppure svolgono una complessiva azione commerciale a favore dell’Editore. Così come le riproduzioni/citazioni radiofoniche e/o televisive.(Anche se qui la SIAE vigila…)

      Io, solitamente, se l’Autore è vivo e dunque gode del diritto preferisco remunerarlo (se detiene i diritti della propria opera e non li avesse ceduti) anche se la citazione è brevissima. A meno che il medesimo non reputi il mio intervento (diciamo un brano su maglietta) un elemento di comunicazione a suo favore per pubblicizzare, ad esempio, un libro; a quel punto vige un accordo tra privati, che muta di volta in volta.

      Ora non so a cosa ti servissero queste risposte ma spero che siano esaurienti.

      Buon lavoro e grazie di seguiere newsfromtshirts.

      Marco M.

        • Francesca
        • 27 novembre 2013

        Grazie mille per la risposta! Da tempo penso di realizzare t-shirt e mi sarebbe piaciuto utilizzarle anche x citare versi o brani di poeti e scrittori (magari anche i miei), ma purtroppo non riesco a venir fuori dalla giungla del copyright. Vorrei anche avere info in merito alla stampa di personaggi famosi di tutti i tempi, opportunamente reinterpretati. grazie per il tempo che mi vorrà dedicare!

      • Vai tranquilla. Pensa alle citazioni e procedi. Il tempo che perdi a pensare nella “giungla del copyright” ti distoglie dal tuo obiettivo, fare delle belle magliette. Non pensare al copy. Evita magari i cantanti famosi. Per il resto nessuno ti dirà mai nulla, figurati. Se poi azzecchi una linea e ne vendi migliaia (come ti auguro) allora rivedrai la linea. Davvero pensa alla grafica, allo stile e al modello e mettici sopra quello che credi. Non ti preoccupare.
        Se ti serve altro prego.
        Marco

    • Francesca
    • 1 dicembre 2013

    Buonasera, grazie ancora per la disponibilità. Io alcuni anni fa avevo provato a stampare solo poche t-shirt (con la tecnica della serigrafia che però costa molto) con la silhouette di Mary Poppins (con l’interno annerito) e alcuni brillantini per dare un tocco di luce, ma per la solita questione dei diritti d’autore non ne ho fatto più niente. Secondo lei si potrebbero commercializzare lo stesso o no? E, in caso, mi potrebbe consigliare fornitori affidabili di t-shirt e chi si possa occupare della stampa? Sul web si trova di tutto e non so di chi fidarmi! Grazie, Francesca.

    • Ma dove risiedi? Ci sono vari fornitori, ma bisogna capire dove. E comunque se vuoi fare mary poppins in silhouette, falla pure.Davvero gli americani non pensano a te. E lanciati!
      ps: se ti servono fornitori e preventivi sovrei sapere in che zona operi.
      M

    • Francesca
    • 1 dicembre 2013

    grazie, io abito alla Spezia dove purtroppo ci sono ben poche possibilità di realizzare progetti creativi in genere e dove tutto resta bloccato… è per questo che ho provato a far ricorso al web.. e poi i soldi sono quelli che sono per cui rivolgermi, come ho fatto in passato, a realtà troppo piccole, comporterebbe per me un esborso che non posso permettermi. Già gli anni passati avevo avuto una serie di idee che poi puntualmente sono state realizzate da chi invece dispone di molto denaro…

    • ok, se hai idee valide e originali possiamo vagliarle noi, che diamo spazio a chi ha idee.
      Altrimenti ti segnalo dei fornitori non lontani. Sul web ce ne sono di bravi. Anche economici. Non mollare

    • Francesca
    • 1 dicembre 2013

    magari! non so cosa voi intendiate per idee “valide ed originali” , ma mi farebbe molto piacere!

    • Francesca
    • 4 dicembre 2013

    Buonasera! Io però non sono una grafica, infatti mi limito a scarabocchiare su carta le mie idee… ad ogni modo intanto vi potrei mandare (qui?) foto t-shirt della silhouette di Mary Poppins, giusto perché sono le uniche che ho realizzato.

  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: