“The Faith on Graffiti”. Nel 1973 il grande #autore Norman Mailer intuiva la nascita della #streetart.

banksy, blu, muri, walls

“Sentire” l’altrui sorriso…mica facile se non si è grafitari.

 

Proseguiamo la pubblicazione di brani in esclusiva di “The Faith on Graffiti”, primo testo sulla nasciata della Street Art di Norman Mailer.

The Faith of Graffiti

testo di Norman Mailer

fotografie di Jon Naar

traduzione italiana di Andrea Marti/Grandi&Associati

 

(…) potremmo immaginare un’esposizione al Guggenheim. Sarà simile a molte di quelle che abbiamo già visitato. Un plausibile, moderno one-man show. Non verrà esposto nulla, solo fogli stampati da computer, di una labirintica operazione statistica. Centinaia di fogli del genere attaccati alle pareti, in maniera un po’ irregolare. Ogni tentativo di ordine verrà contraddetto dalla confusione nel sistemarli, man mano che la parete del Guggenheim sale a spirale lungo la rampa. Disposizioni a scacchiera alternate a fasce ascendenti, poi vicoli ciechi di carta pinzata da ogni lato.

Tentiamo di assimilare l’esperienza estetica. In cosa consistono i fogli stampati dal computer? Qual è l’oggetto della loro indagine, ci domandiamo? E qual è il motivo recondito dell’artista? Ci sta dicendo qualcosa in merito all’ordine e al disordine della mente nel suo rapporto con l’universo della tecnologia? Ci ha presentato una composizione in fieri, di straordinaria scaltrezza? È possibile che abbia addirittura posto il problema al computer stesso, in modo tale che le file infinite di numeri sui fogli stampati riflettano qualche analogo numerico della tensione tra i temi fondamentali del suo cervello? Forse la composizione sarà, allora, l’installazione numerica dei suoi temi nel mondo, e quindi qui avremo un’esposizione aritmetica la cui relazione con l’arte è complessa come quella del Finnegan’s Wake con la letteratura?

Totalità quantica di stronzate, ribatte l’artista. I fogli erano stati scelti a casaccio. Dato che l’artista non intendeva avere alcuna responsabilità per la scelta, neanche inconscia, si era servito di un suo conoscente, col quale non condivideva una forte identità psichica, per fargli scegliere i fogli al suo posto. Né lui né il suo conoscente avevano mai cercato di informarsi sull’argomento del problema statistico, e lui non si era mai curato di dare una sola occhiata a quel che gli veniva riportato. Aveva invece assunto un custode del Guggenheim, tramite telefono, cui aveva ordinato di attaccare le pagine come meglio gli piaceva. La varietà della disposizione era semplicemente un riflesso del personale che passava di lì: il custode aveva lavorato insieme a due assistenti, uno molto ordinato e l’altro ubriaco. E il pittore non era mai venuto a vedere la mostra. La mostra consisteva nel fatto che la gente venisse a vedere la mostra, studiasse le pareti, vivesse un’ora di incertezza al Guggenheim e poi se ne uscisse con la mente agitata da una domanda che non solo non aveva risposta, ma plausibilmente non era nemmeno una domanda. L’artista aveva posto ogni sforzo nel non aver alcun intento, a meno che non si potesse considerare intento dimostrare che tre quarti dell’esperienza di ammirare un quadro risiedono nel contesto del museo stesso. Siamo in prossimità di una delle “Compositions in Silence” di John Cage. L’arte lo ha affermato, e con intensità sempre più forte: la natura del dipinto è diventata meno interessante della natura del rapporto tra il dipinto stesso e la società: possiamo anche cancellare la cancellatura di Rauschenberg, eliminare completamente l’artista dall’opera, ma continua a essere arte. Il mondo a rovescio.

streetart

Il segreto dei muri …

Che passo resta da intraprendere? Uno solo. Una mostra che non offra alcun oggetto artistico. L’ultimo rimando alla pittura e alla scultura è rappresentato dalla parete cui si può appendere qualcosa o dal pavimento su cui si può posare un’opera. Ora devono sparire. Il pezzo-d’arte entra nell’artista: a volte si può avere esperienza dell’opera soltanto all’interno della psiche.

T-Shirt: http://www.magliettefresche.com

 

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