“Ti viene da mettere il nome in un punto dove la gente non riesce a capire come sei riuscito a farlo, come diavolo sei riuscito ad arrivare fin lì. Devi costringerli a pensare.” Norman Mailer intervista un ignoto Writer di New York (1973)

Haring, street art

Keith Haring, tra i primi a gettarsi sui muri…(In un quadro di Cristiano Cascelli)

 

 

Ti viene da mettere il nome in un punto dove la gente non riesce a capire come sei riuscito a farlo, come diavolo sei riuscito ad arrivare fin lì. Devi costringerli a pensare.” Quello che conta è la pericolosità della posizione. Al pensiero degli artisti successivi, quelli arrivati dopo di lui e Cay, Junior aggrotta le ciglia. Oggi sulla bocca di tutti ci sono SLY e STAY HIGH, PHASE 2, BAMA, SNAKE e STITCH. L’articolo di Richard Goldstein sul New York del 26 marzo 1973 ha presentato la nomenclatura dei vari stili, di Broadway, di Brooklyn e del Bronx, nonché una serie di disquisizioni sulle lettere a bolla e a trampolino. Forse la sua fonte è AMRL, altrimenti noto come BAMA, che a un altro giornalista aveva dichiarato, nel suo eloquio ben articolato: “Lo stile del Bronx è quello delle lettere a bolla, lo stile di Brooklyn consiste di caratteri con un sacco di ghirigori e freccette. È uno stile del tutto a sé stante. Lo stile di Broadway, con quelle lettere sottili e allungate, è stato introdotto da Filadelfia, ad opera di un tizio che si chiamava Topcat. Lo stile di Queens è molto difficile, piuttosto arduo da leggere.”

arte, naar, norman mailer

Giochi di parole sui muri che illuminano quest’arte.

Rispetto a tutto ciò, Junior ha un atteggiamento sdegnoso. Queste forme nuove hanno azzerato il rispetto nei confronti dei vecchi, funzionali caratteri. Mentre a Cay va a genio l’opera di STAY HIGH, Junior non si dice impressionato da nessuno. “Sono solo bizzarrie,” dice, a proposito dei nuovi. “Come fai a far girare il tuo nome se ti metti a fare quella roba stravagante?”

Cay interviene sull’argomento con la sua voce bassa, strozzata, da esistenzialista: non può avere la sicurezza che i suoni che articola escano secondo quello che pensa. “Cercano tutti di raggiungerci,” afferma.

Ma bisogna passarci le ore?”

Un cenno di assenso col capo, molto sentito.

(…)

urbnan, writers, text

Un’altra magica foto di Jon Naar per “The faith on Graffiti” (1973)

No, non sono le dimensioni che contano, e i graffitisti erano di qualunque altezza e conformazione, persino di ogni età, dai dodici ai ventiquattro anni. Avevano scritto capolavori in lettere alte quasi due metri, su muri e vagoni della metropolitana, e avevano scarabocchiato piccoli scherzetti furtivi, vale a dire nomi senza uno stile preciso, a volte soltanto iniziali. Era un gesto che conteneva una buona dose di panico, una sorta di scrittura realizzata guardandosi di continuo dietro le spalle, temendo l’arrivo delle forze dell’ordine. Gli sbirri della Transit Authority se ti beccavano ti pestavano o ti portavano in tribunale, se non le due le cose insieme, e il giudice con indosso la tunica di Salomone aveva condannato i primi fermati a ripulire dai nomi le vetture e le stazioni della sotterranea. HITLER 2 (che a quanto pare era così ignaro del suo predecessore da sapere soltanto che Hitler 1 godeva di una reputazione decisamente grande) venne fermato e tramandò la sua umiliazione. Costretto a ripulire i vagoni, era stato praticamente obbligato a cancellare le opere degli altri. Fatte le debite proporzioni, quanto a dolore non dev’essere stato troppo diverso da quello che avrebbe provato Cézanne se fosse stato costretto a cancellare le opere di Van Gogh.

The Faith of Graffiti

testo di Norman Mailer

fotografie di Jon Naar

traduzione italiana di Andrea Marti/Grandi&Associati

 

  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: