Dangerous T-shirt: #magliette con la faccia di Maniero, l’ex boss su tutte le furie: «Li querelo»

maniero

Una specie di Vernacoliere veneto. Idea simpatica ma di cattivo gusto?

Il capo della Mala del Brenta: «Non si può utilizzare il mio
nome per fare pubblicità al crimine. Basta tirarmi in ballo»

Dovrà vedersela con Felice Maniero in persona il produttore e stilista Stefano Cigana. «Io lo querelo – dice l’ex boss della Mala del Brenta – Come si permette di utilizzare la mia immagine? Non mi ha chiesto alcuna autorizzazione e, in più, la usa per pubblicizzare il crimine. Mi fa venire in mente quella copertina di un settimanale tedesco, anni fa, quando avevano messo una pistola dentro il piatto di spaghetti, per dire che in Italia siamo tutti mafiosi. Non mi va bene, nemmeno un po’».

Fossero altri tempi si potrebbe suggerire a Cigana di mettere da parte i soldi almeno per le stampelle. Come minimo. Ma Felice Maniero adesso si limita a passare le carte ad un legale. Resta il fatto che è arrabbiato. «Io non faccio nulla per finire sui giornali e vengo tirato in ballo continuamente. Una volta c’è quello che deve farsi pubblicità per prendere due voti in più perché vuole fare il sindaco e allora si inventa che abito in un comune del trevigiano, che non è vero, adesso salta fuori questa storia della maglietta con la mia faccia e la scritta “fasso rapine”. Ma volete lasciarmi in pace, per favore? Ho o non ho diritto anch’io ad essere dimenticato?».

Difficile dargli torto. Perché è vero che Felice Maniero ne ha combinate di tutti i colori, ma è altrettanto vero che è stato regolarmente processato ed ha pagato il conto con la Giustizia. Si può discutere all’infinito se 12 anni di galera siano tanti o pochi rispetto ad una dozzina di omicidi ed allo spaccio di qualche tonnellate di sostanze stupefacenti, ma la legge è chiara e non l’ha fatta Maniero: chi offre un contributo determinante allo smantellamento di una organizzazione criminale, accede agli sconti di pena. E Maniero ha di fatto azzerato la sua banda, peraltro l’unica del Nord Italia condannata per associazione a delinquere di stampo mafioso.

Dunque, il contributo di Felice Maniero è stato giudicato tale da farlo accedere a tutti i benefici previsti dalla legge. Punto. E adesso è un libero cittadino, con tutti i diritti dei cittadini, deciso d’ora in avanti ad andare in Tribunale per difendersi «dai cretini e dagli sciacalli. Cioè da tutti coloro che non sono nessuno e che cercano di farsi un po’ di pubblicità utilizzando il mio nome. Ma il nome di Felice Maniero non può servire per pubblicizzare il crimine, come in questo caso. Dunque esco sul giornale solo per dire: attenzione, dovete smetterla, tutti, di utilizzare il mio nome. D’ora in poi querelo.» Ieri Stefano Cigana ha fatto sapere di voler ritirare dal commercio la maglietta pubblicizzata via internet e per la quale sembra che siano già fioccate le prenotazioni. «Se la maglietta sparisce dalla circolazione, forse ci ripenso alla querela, dice Maniero, ma voglio che questa sia l’ultima volta che succede una cosa del genere».

Fonte: Maurizio Dianese per http://www.gazzettino.it/

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