Rimbaud, maneggiare con cura. #Poesia

« Io dico che bisogna essere veggente, farsi veggente. Il Poeta si fa veggente attraverso una lunga, immensa e ragionata sregolatezza di tutti i sensi»

(A.Rimbaud)

rimbaud

Il più grande «poète maudit» prima dei maudits del rock.

 

Torniamo su Rimbaud. Un adolescente che, a sua insaputa, gestisce il mondo, nella sua epoca. Lo regola.  Un inconsapevole genio che segue l’istinto e il flusso incessante di parole che affluiscono dalla sua testa e lo tormentano finchè queste non finiscono sulla carta. Un innovatore assoluto che riesce a formulare versi così: ” Scrivevo silenzi…fissavo vertigini…” . Nella metà del 1800 scrivere frasi del genere vuol dire essere fuori; fuori del tempo, fuori della realtà. Vuol dire, appunto, essere veggente, veggente nel senso di “vedere” oltre, di capire l’inesprimibile futuro, di prepararlo agli altri mentre il tempo passa e si muore.

Arthur Rimbaud si è immolato al futuro.Un kamikaze del tempo che passa. Per costruirlo, questo “oltre”,  per dargli un volto, per portarlo avanti e “materializzarlo” anzitempo con una accellerazione pericolosa, più per lui che per gli altri. E, come ha detto anni dopo un filosofo anch’esso estremo, S.Lec, “coloro che hanno preceduto troppo i loro tempi hanno poi dovuto attendere in luoghi alquanto scomodi”. Rimbaud è stato scomodissimo. Ha vissuto meno di 40 anni; ha scritto solo per due o tre di questi.Ha peregrinato incessantemente colto da furia malata. E’ stato un fulmine, un boato, un tuono arrivato all’improvviso. Rimbaud ha cambiato il senso della Poesia ed ha stupito senza appello. La Critica, rispetto alla sua Opera, ha solo potuto certificare la morte di quasi tutto quello che c’era stato prima.

E c’è questa foto, quasi l’unica, che lo ricorda e ci fornisce un volto che atterrisce:

rimbaud

L’icona che descrive Rimbaud, meglio di ogni critica.

 

Atterrisce perchè questa faccia di un bambino è la faccia di una divinità che ha fatto con il linguaggio quello che i primitivi fecero con la scoperta del fuoco; in sostanza deviare il corso del Tempo, il corso del mondo. Il bambino che si osserva in questa foto ha gli occhi persi nel vuoto del suo caos creativo e che disturba.  Questa faccia, questo ragazzo, permette all’inesprimibile di esprimersi, come se un uomo partorisse, stesso coefficiente di difficoltà.

Da questo volto, da questi versi, una t-shirt simbolo: la maglietta di chi pensa, di chi crede;di chi crede nel linguaggio e nella comunicazione vitale che ad esso risale.

Maneggiare con cura.

(Marco Mottolese per newsfromtshirts)

t-shirt: http://www.magliettefresche.it

 

 

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