Grasso è Presidente del Senato. I #diversi prendono il potere…dieci anni fa Berlusconi diceva dei giudici: sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana

magistrato

Lo disse Berlusconi e oggi la profezia si avvera.

 

Era il 04 settembre 2003 sentite cosa disse Silvio Berlusconi dei magistrati, dieci anni fa….;

«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana». Così
il presidente del Consiglio, in un’intervista rilasciata a Boris Johnson, direttore di «The Spectator» e Nicholas Farrel, editorialista de «La Voce» di Rimini, ha commentato l’accusa ad Andreotti di essere un mafioso.
E la cosa non poteva certo passare inosservata. Le reazioni di tutto il mondo politico non si sono fatte attendere.

Le reazioni alle dichiarazioni di Berlusconi
Paolo Bonaiuti portavoce del presidente del Consiglio «Una chiacchierata estiva con un amico del partito conservatore inglese, la differenza di lingua e una evidente coloritura giornalistica, hanno trasformato una battuta sul filo del paradosso, relativa a singoli personaggi, in una considerazione di ordine generale su una intera categoria. Cosa che evidentemente non era e non è».

Luciano Violante, capogruppo Ds alla Camera: «Auspichiamo vivamente che il presidente del Consiglio sia in grado di smentire quanto prima le farneticanti considerazioni sulla magistratura che gli sono attribuite».

Luigi Bobbio, ex magistrato, senatore di An: «Sono convinto che le sue parole sono state travisate e al più presto arriverà una smentita».

Sandro Battisti, senatore della Margherita: «Le sconsiderate dichiarazioni del presidente del Consiglio sulla magistratura italiana, se confermate, sono di una gravità inaudita dal punto di vista istituzionale, politico e morale».

Anna Finocchiaro, ex magistrato, responsabile giustizia Ds: «Il presidente del Consiglio smentisce parola per parola le sue affermazioni contro i giudici agendo anche contro i giornalisti che hanno male interpretato il suo pensiero, oppure le sue affermazioni sono di una tale gravità, ma insieme anche di una tale sciocchezza, che non vale la pena commentarle».

Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei valori, inizialmente non ha voluto credere alle parole del giornalista che lo interpellava. «Dai, sei di “Scherzi a parte”, non ci credo». Dopo molte insistenze si è convince: «Allora diciamo così: per prima cosa siamo su “Scherzi a parte” e non è vero. Se lo fosse, per la prima volta non reagisco». Perchè? «Perchè a questo punto diventa un problema di tenuta umana di questa persona. Dove incomincia il fattore medico si deve fermare quello politico».

L’ Associazione Nazionale Magistrati. Carlo Fucci, segretario dell’Associazione nazionale magistrati: «Ritengo che ci sia un errore di interpretazione delle dichiarazioni rilasciate ai giornalisti inglesi, non essendo possibile e credibile che un presidente del Consiglio, quindi anche il nostro, possa aver fatto affermazioni tanto lesive di un’istituzione democratica rappresentata dai magistrati. Pertanto mi aspetto una smentita da parte del presidente del Consiglio dei ministri. Se, invece – continua – quelle dichiarazioni fossero autentiche, andrebbe sottolineato che il piano di delegittimazione, in atto da tempo, della magistratura e di rifiuto della funzione giurisdizionale attraverso la quale si esercita un controllo di legalità da parte dei magistrati su singole vicende come previsto dalla Costituzione, inizialmente caratterizzato da tematiche riformiste o pseudo-riformiste, si sviluppa oramai attraverso l’insulto generico e gratuito di una istituzione della quale hanno fatto parte anche uomini che hanno versato il loro sangue per la difesa della democrazia e dello stato di diritto». Secondo Fucci, «per la difesa della democrazia e dello stato di diritto tanti altri magistrati si impegnano quotidianamente e si sacrificano in prima linea». Le parole del premier, se effettivamente pronunciate, rappresenterebbero, inoltre – conclude il segretario dell’Anm -, «un’offesa gravissima alle migliaia di magistrati che lavorano in silenzio tra mille difficoltà ancora più aggravate dalla mancanza di provvedimenti di governo necessari per rendere efficiente il servizio giustizia».

 
Fonte: Corriere della Sera
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