Magliette a torso nudo: le #Femen e la nuova arrivata Alia al-Mahdi.

Alia al-Mahdi protesta con le Femen. Ormai è una di loro.

Alia al-Mahdi protesta con le Femen. Ormai è una di loro.

Le fotografie di Mahdi e di altre attiviste nude sono sul sito di Femen. La giovane egiziana appare mentre tiene alta la bandiera del suo Paese e sul suo corpo riporta la scritta ‘’Sharia non è Costituzione’’. Mahmoud Afifi, portavoce del movimento liberale del 6 Aprile, su Twitter ha definito ‘’osceno’’ il nudo di Alia

Per una volta una Femen in t-shirt di cotone e non di pelle

Per una volta una Femen in t-shirt di cotone e non di pelle

 

Ha deciso di manifestare nuda contro la bozza di Costituzione egiziana per dire ‘no’ alla Sharia nella nuova Carta, attirandosi critiche dall’Egitto e temendo ora di essere arrestata. E’ così che l’attivista egiziana Alia al-Mahdi spiega, in un’intervista ad al-Arabiya English, perché ha deciso di partecipare alla manifestazione indetta mercoledì a Stoccoloma dal movimento ‘Femen’ ‘’per dire no alla Sharia nella Costituzione egiziana’’.

Le fotografie di Mahdi e di altre attiviste nude sono state postate sul sito di Femen, dove la giovane egiziana appare mentre tiene alta la bandiera del suo Paese e sul suo corpo riporta la scritta ‘’Sharia non è Costituzione’’. Un modo di ‘’mettere in atto un cambiamento’’ in maniera diversa, spiega.

Nell’intervista telefonica Alia dichiara di aver ‘’scelto di protestare in questo modo per affermare che il corpo è nostro e non siamo proprietà pubblica. E, se vogliamo attuare in cambiamento, dobbiamo agire in modo diverso rispetto a quanto fatto finora’’.

Mahmoud Afifi, portavoce del movimento liberale del 6 Aprile, su Twitter ha definito ‘’osceno’’ il nudo di Alia, mentre il cantante Amr Mustapha ha detto che il suo modo di protestare aiuta solo il presidente Mohammed Morsi e i Fratelli Musulmani a vincere il referendum costituzionale. Alia ha lasciato l’Egitto nel marzo del 2012 ‘’per partecipare alla conferenza iraniana a Stoccolma sulla situazione delle donne dopo la Primavera araba. Ora la sua famglia, che è in Egitto, viene discriminata, racconta l’attivista, che teme di essere arrestata una volta rientrata in patria.

Fonte: http://qn.quotidiano.net

 

 
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