Tombini Art, dalla strada a Christie’s

 

  Ogni buco è una meta, eccetto il…tombino!

Uno dei tombini

Venti opere di “street painter”
finiscono all’asta a scopo benefico.

Venti tombini stasera vanno all’asta da Christie’s a Milano. Vietato ironizzare/stupirsi/scandalizzarsi perché si rischia di autodenunciarsi subito come ignoranti o pochissimo aggiornati. Si tratta infatti di Street Art di alto livello e i tombini in questione non vengono da una strada qualunque. Sono quelli posati un anno fa sui marciapiedi di via Montenapoleone come una mostra open air per essere guardati oltre che pestati.

Il senso della mostra? Costringere milanesi e turisti ad abbassare lo sguardo dalle vetrine più care d’Italia a quegli umili coperchi che in realtà nascondono una realtà «di sotto» che, almeno in alcune fortunate città italiane, non è meno preziosa di quella «di sopra». Lì sotto infatti scorre la fibra ottica che ha cablato Milano ormai da anni e che Metroweb voleva valorizzare e rendere «visibile».

Da lì l’idea di chiamare cinque street painter internazionali (da New York, Berlino, Londra, Parigi, Milano) perché disegnassero quattro «opere» ciascuno. I più stupiti sono stati proprio loro, gli artisti, poco abituati ad avere a che fare «ufficialmente» con aziende e enti pubblici, ma l’idea è piaciuta e visto il lusso della strada (via Montenapoleone) c’è chi ha detto che non si tratta di Street Art ma di «Boulev-Art». Tra loro c’è Shepard Fairey (in arte Obey), diventato famoso per il manifesto pop «Hope» con la faccia di Obama virata in rosso e blu. Per i suoi tombini ha optato invece per una serie di eleganti mandala tribali; il berlinese Flying Fortress li ha riempiti di orsi, il francese Space Invader dei suoi alieni pixelati e i London Police di omini tutti amore-pace-amicizia. L’italiano Rendo ha scelto invece geometrie tridimensionali e colorate.

Ora che la mostra si è chiusa i venti tombini Art sono stati rimossi e stasera andranno all’asta nella sede della provincia di Milano da dove, con la collaborazione di Christie’s, prenderanno la strada di gallerie d’arte e case di collezionisti. La parte di Public Art, quindi, è durata un anno e si chiude qui.
Ma gli artisti sono contenti perché il ricavato dell’asta sarà interamente devoluto alla onlus «Amici di Edoardo» per l’attuazione del Progetto «Educativa di strada» finalizzato a inserire in circuiti artistici e lavorativi giovani a rischio delle periferie disagiate milanesi.

Da Montenapo alla periferia, comunque dalla strada alla strada.

fonte: Sara Ricotta Voza per  http://www3.lastampa.it

gallery: http://tg24.sky.it/tg24/spettacolo/photogallery/2012/06/05/tombini_art_milano_asta_christies.html#5

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