Al Salone del libro, ma senza esporre libri: paradossi e creatività (più o meno forzata) di editori e distributori di ebook.

Una delle magliette Lite Editions

Il Grande Flaiano trascina le t-book di magliettefresche

L’ebook è quella cosa che, quando passeggi per i corridoi per esempio del Salone del libro di Torino, ti fa imbattere in stand che non espongono libri. Il che è totalmente ovvio, ma non per questo meno strano. Però anche gli editori (o i distributori) di libri elettronici qualcosa lo espongono, e non è solo perché presentarsi con uno stand completamente vuoto sarebbe una provocazione o un gesto di coraggio probabilmente un po’ forte (ma bellissimo nella sua insensatezza). E ciò che si vede negli stand di questi editori o distributori racconta qualcosa di dove l’editoria potrebbe (o sta già cominciando a) andare in un prossimo futuro.

Volendo, si potrebbe/dovrebbe cominciare da Amazon, uno stand preso d’assalto da centinaia di curiosi dell’unico oggetto esposto e venduto – il Kindle, ovviamente. Ma niente come l’azienda di Seattle rende l’idea del concetto di “fare due chiacchiere”, nel senso strettamente numerico del termine. Con chiunque si parli, le informazioni che si ricavano sono sempre le stesse, in termini sia qualitativi che quantitativi: zero. Potere di chi è talmente grande da non aver bisogno di raccontare nulla di sé perciò, dopo un paio di domande a ciascuno, tanto vale salutare e andare altrove.

Per esempio, nel vicino stand di Bookrepublic, distributore famoso per la creatività della sua struttura di marketing che, anche stavolta, è riuscita a distinguersi. Il dilemma dell’impossibilità di esporre libri è stato risolto ricorrendo a Magritte. I visitatori possono accedere a una macchina in cui si infila dentro una busta di cellophane un foglietto con la scritta “Questo non è un libro” e un indirizzo internet.  Con uno sbuffo, la macchina gonfia e sigilla la busta, trasformandola in un salsicciotto, ma quel che conta è il link: accedendo al quale il visitatore può scaricare dal sito dieci titoli gratuitamente. E nello stand, al posto dei libri, si possono trovare salsicciotti dappertutto.

Oppure c’è l’idea della Lite editions, che ha adeguato ai tempi le magliette con citazioni letterarie rese famose negli anni 90 da Parole di cotone. Al disegno e alla citazione (di Flaiano, di Dante, di Marilyn Monroe o Henry Miller) si aggiunge un codice QR che permette ai possessori di smartphone e tablet di scaricare fino a 7 racconti (erotici, perché di questo si occupa la casa editrice). “E’ un modo per rimaterializzare il libro”, dicono quelli della Lite, ed è vero, oltre che una bella idea. Ma perfettibile, a dir poco, visto che i racconti nulla hanno a che vedere con l’autore della citazione della maglietta e chi compra non ha la possibilità di sapere prima cosa finirà per leggere. Ma è un primo passo.

Fonte: Tommaso Pellizzari Corriere.it

t-shirts: www.magliettefresche.it  (stand G29 padiglione 2 Salone del Libro di Torino) c/o Lite Editions

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