“Strip for likes” infiamma Facebook…(nulla di nuovo sotto il sole della pubblicità)

 

Una maglietta Stussy... ma Patta ha qualcosa a che vedere con la campagna pubblicitaria su Facebook?

 

 

Un’originale campagna, creata dall’agenzia di Amsterdam  Arnold per il brand dell’abbigliamento Stussy, ha adottato una strategia molto particolare, che probabilmente riuscirà ad attrarre molti utenti e di certo ha suscitato una notevole publicity per il brand.

 

L’agenzia, sostanzialmente, stimola gli utenti del social network ad iscriversi alla pagina Facebook del brand attraverso incentivi voyeuristici. La modella della campagna, infatti, si esibisce in uno striptease, togliendosi indumenti all’incremento dei Like. Colin Lamberton, direttore creativo di Arnold, ha pubblicizzato l’iniziativa dichiarando: “Come si può immaginare la modella deve soffocare sotto tutti quei strati di vestiti. È quasi un dovere pubblico liberarla… così ci aspettiamo che i fan di Facebook aiutino. Like e svesti.

Qui è ancora bella vestita....ma i " I Like" su FB stanno fioccando di brutto....

 

La campagna oltre a promuovere l’iscrizione alla pagina tramite l’originale meccanismo, favorisce l’utilizzo frequente da parte degli utenti; interessati a osservare i risultati dell’iniziativa, anche se non è chiaro al momento fino a che punto lo strip si spingerà.

 

L’originale idea susciterà di certo polemiche e discussioni. Forse la vera questione, però, è se aldilà dell’audience raggiunta il ritorno di immagine per il brand sarà positivo o negativo. In ogni caso, la lotta per i Like raggiunge nuovi livelli di intensità.

Fonte: http://www.techeconomy.it

Nota di newsfromtshirts:   ….però, c’è un però…nel 1981 una campagna pubblicitaria (affissioni in città)  fece scalpore in Francia e anche altrove. Una modella annunciava che, nel corso delle settimane successive, si sarebbe spogliata. Via il pezzo di sopra, via il pezzo di sotto. Bastava attendere…un “teasing” di grande intensità, esattamente come questo ideato da Stussy di Amsterdam (al quale va il nostro bravo! per l’idea di cui tutti parlano…). La differenza è che allora ( 31 anni orsono, pensate…) Myriam si spogliava quando lo decideva il pubblicitario e il suo cliente ( una concessionaria di affissione stradale che intendeva far capire che “manteneva le promesse…”) ; oggi, invece, è la gente, il popolo, insomma coloro che costituiscono i “social” che possono accellerare lo “svestimento” e la rivelazione delle nudità…sarà per questo che la modella di Stussy inizia iper vestita con giacche,giacconi, maglioni e quattro cappelli? Comunque è alla donna, come sempre, che sono affidate le sorti della pubblicità…

(M.M.)

 

Ecco la sintesi della campagna dell’epoca…

Pub Avenir avec Myriam Szabo en 1981 sur des affiches 4×3 qui ont fait scandale pour les féministes de l’époque…(illustration music…Aphrodite’s Child 666) Agence:  CLM/BBDO . Cliente: Avenire

 

 

 

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