Stella, dove hai messo la bandiera?

Stella con l'Union Jack fa quello che crede, suo padre è Baronetto!

Tempi duri anche per gli stilisti. L’accusa più feroce, da ieri, non è tanto  fare vestiti inutili e poco charming, ma di scarso patriottismo. Di più, che  cambiano la Storia. C’è da sorridere, perché nelle fiamme della pubblica  disapprovazione è finita la figlia di una gloria nazionale, Paul  McCartney. Sì, Stella, bravissima stilista, e il suo team hanno giocato un  po’ troppo, e bene, con l’Union Jack, la bandiera britannica.

Nice place to place the flag

Su commissione di Adidas, hanno rivoluzionato le  divise di gioco, le hanno infilate intorno ai corpi tonici e vibranti di atleti  amatissimi come Jessica Ennis, campionessa di eptathlon, poi hanno chiamato  stampa e fotografi per un lancio mondiale. Il kit per le gare è pronto,  l’orgoglio garrisce come la bandiera, appunto, ma la trappola è dietro l’angolo.  Dove è finito l’Union Jack, ovvero quella croce rossa che evoca San Giorgio e San Patrizio? Anzi, perché appare microscopico soltanto sul retro  del costume di due statuarie pallavoliste come Shauna Mullen e Zara Dampney? Una  posizione strategica, sì, ma offensiva per il solito popolo di Facebook che,  evidentemente, non ha nulla di meglio da fare se non scatenarsi a comando. È  vera l’accusa alla McCartney? In parte sì perché effettivamente l’Union Jack  appare poco, ma in quanto al rosso non ci vuole un’aquila per vederlo  riposizionato in tanti punti altrettanto strategici di una divisa decisamente  più blu.

Per la verità una croce c’è, e pure bella grande, ma è  solo sui costumi dei maschi, è solo blu e sembra il simbolo di un super eroe. Da  qui, un’altra arrabbiatura degli sportivi britannici, gli unici davvero  titolati a pretendere spiegazioni dalla stilista. E c’è stato qualcuno che ha  trovato sinistre somiglianze con il marchio X-Factor: cosa fanno? Gli  sponsor del programma? Insomma, una pessima giornata. Ancora peggio perché il  malcontento potrebbe salire e chiedere l’immediata revisione delle divise. Il  che suona un po’ ridicolo. Ma in Gran Bretagna su questioni patriottiche non si  scherza. E tutti sanno l’inno.

Fonte: http://www.ilsecoloxix.it

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