Willwoosh, dal web al grande schermo.

Guglielmo Scilla protagonista con Salemme di «10 regole per fare innamorare»: «Mi hanno preso perché gli serviva uno sfigato».

ROMA – Il web è pieno di talenti che spopolano sui social media e Youtube. Ragazzi in cerca di milioni di click e tre minuti di fama digitale. Il caso di Willwoosh (alias Guglielmo Scilla) è diverso: l’istrionico 24enne romano, bella faccia e lingua sciolta, riuscito a fare il salto e ad approdare sul grande schermo. E’ lui il protagonista di 10 regole per fare innamorare il film di Cristiano Bortone che esce nelle sale venerdì 16 marzo in 250 copie distribuita da KeyFilms. Una commedia romantica e bon-ton (poche parolacce e scollature misurate) ambientata nella Roma borghese dei circoli del tennis e dei figli di papà. Famiglie non certo modello, dove è il padre marpione (interpretato da Vincenzo Salemme) a insegnare al figlio imbranato le regole per corteggiare con successo.

IL DECALOGO – Conosci la tua preda e fatti notare, mostrale una parte poetica di te, mai chiamare per primi dopo il primo appuntamento, non ti concedere al 100 percento. Queste sono alcune delle regole del decalogo che lo spregiudicato Salemme impartisce al figlio timidone che vuole conquistare l’atletica Stefania (Enrica Pintore) sulla quale, però, ha messo gli occhi anche il fusto Ettore (Giulio Berruti). Una lotta impari dove giocano un ruolo determinante le regole di seduzione di papà e il supporto degli amici (Fatima Trotta, Paolo Masotti e Pietro Cardano). «Con Fausto (Brizzi co-sceneggiatore del film, ndr) eravamo affascinati dalle decine di libri di auto aiuto e abbiamo pensato sarebbe stato divertente farne un film – spiega Bortone -. Per gli attori ho pensato a un cast stravagante che mi divertisse. Su Guglielmo all’inizio avevo dei dubbi: quando l’ho visto in internet ho pensato che fosse un folle che amava le parrucche. Ma quando l’ho incontrato l’ho trovato fenomenale». In realta, dice sorridendo Scilla «mi hanno preso perchè gli serviva uno sfigato. E io al provino mi sono dimenticato la parte: più sfigato di così».

PADRE FIGLIO – Il film è incentrato sul rapporto tra un padre separato (lontano e sempre a caccia di flirt) e un figlio pieno di timori che non riesce nemmeno a dirgli che ha abbandonato l’università. «Io purtroppo non ho eredi – spiega Salemme – ma credo che molti dei problemi di questa generazione siano proprio dovuti all’assenza dei padri della mia generazione». «Mio padre è andato via di casa 14 anni fa quando si è separato. Ora abita in Sicilia e non lo vedo quasi mai» conferma Scilla. «Credo che le loro esperienze personali li abbiano aiutati a interpretare i loro ruoli – ammette il regista – Sul set si sono punzecchiati molto, proprio come tra padre e figlio».

CHI E’ WILLWOOSH? – Con oltre 230mila iscritti, e 45 milioni di visualizzazioni in soli tre anni per il suo canale youtube zeppo di parodie (dai porno a Twilight), Willwoosh-Scilla è un vero fenomeno mediatico. Già caratterista in un paio di film (come Matrimonio a Parigi con Massimo Boldi), ora è conduttore radiofonico e scrittore visto che le ’10 regole per fare innamorarè, rivedute e corrette, sono anche in un libro omonimo (edito da Kowalski), scritto con Alessia Pelonzi. «L’idea è nata con Bortone dopo il film. Però abbiamo sviluppato il libro autonomamente – precisa Scilla -.Il film è romantico, il libro è più caustico: mi rispecchia di più visto che io, dal lavoro all’amore, sono un tipo che sogna con la testa sotto il cuscino per paura delle botte».

FATECI SPAZIO – Sul web, Scilla ci è arrivato per caso, quando ancora molti non credevano nelle potenzialità di Youtube o Twitter. Oggi invece «è come un forno in cui dei veri talenti che non trovano altri spazi possono cuocere le loro torte e farsi conoscere». Perchè le strade per i ragazzi sono poche: «Dateci pure il precariato, ma fatece lavorà» si sfoga. E per lui,il cinema «non è un nuovo inizio: sul web ci resto e vediamo che altro succede. È tutto carta sull’acqua, in due secondi si potrebbe dissolvere. Può sempre capitare che la radio mi cacci, il prossimo libro non venda, e che io ingrassi e diventi sempre più come Jack Black… forse quello sarebbe un bene» dice ironizzando sulla sua somiglianza con l’attore statunitense. Papà Salemme apprezza la concretezza: «Penso sia solo positivo che internet porti al successo. Io all’inizio della mia carriera per avere 30 persone a teatro dovevo mettere i miei parenti su un pullman. Guglielmo, invece, in un attimo raggiunge milioni di persone. Quello che conta è l’anima, e se lui riuscirà a mantenere intatta la sua natura, andrà tutto bene».

Fonte: Carlotta De Leo per Corriere.it

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