Senzatetto diventano antenne Wifi è polemica sugli “Homeless hotspots”.

Connettori ambulanti...

 

Al festival SxSW, i senzacasa lavorano per una società che offre connettività e diventano di fatto ripetitori umani per la connettività veloce a internet. Sono pagati 20 dollari al giorno e possono ricevere qualsiasi donazione extra dai “clienti” tramite contanti o Paypal. Ma il caso scoppia su blog e giornali.

DOVE SI RICEVE meglio la rete wi-fi? Ad Austin, in Texas, conviene avvicinarsi a un senzatetto. L’agenzia di comunicazione Bartle Bogle Hegarty ha infatti coinvolto alcune persone senza fissa dimora in un esperimento che sta sollevando non poche polemiche. In occasione del festival di tecnologia, musica e film South By Southwest, che si tiene ad Austin ogni primavera, 13 senzatetto si sono trasformati in antenne wi-fi ambulanti. Qualcuno di loro, come Clarence, il senzatetto in foto, è più precisamente un “senza-casa”, avendo avuto l’abitazione distrutta da un disastro naturale, e avendo da quel momento trovato difficoltà a reinserirsi nella società.

Senza casa, ma 4G
. Armati di dispositivo 4g-to-wifi, biglietti da visita e magliette di presentazione (“Sono un hotspot 4g”), i senzatetto si aggirano nelle aree in cui si concentra il maggior numero di persone e offrono connettività veloce a internet. Sono pagati 20 dollari al giorno, e possono ricevere qualsiasi donazione extra dai “clienti”, tramite contanti o Paypal (l’offerta consigliata sarebbe di 2 dollari ogni 15 minuti).

Polemica sull'”iniziativa caritatevole”. Bbh, che ha collaborato con il centro benefico Front Steps, definisce la sua iniziativa una versione moderna della vendita di giornali, “caritatevole”, ma c’è chi mette in dubbio l’utilità, e l’etica, del progetto. “Si può chiedere a degli esseri umani di trasformarsi in infrastrutture?” si è chiesto il New York Times, che per primo ha dato al notizia. Anche Tim Carmody, blogger americano di Wired, ha delle perplessità, e descrive il progetto come “una distopia uscita da un oscuro racconto di satira fantascientifica”, ritenendo che si tratti di una trovata di marketing. Ma Bartle Bogle Hegarty si difende: “lo vediamo come un modo per far crescere la consapevolezza, dando ai senzatetto l’opportunità di entrare in contatto con la società e parlare alla gente” ha detto saneel radia, responsabile del settore innovazione: “L’hotspot è un’occasione per raccontare la loro storia”.

Fonte: Repubblica.it

Annunci
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: