Ravasi: “porto la Chiesa nel cortile di Twitter”

Chi mi ama mi segua...(su Twitter)

 
L’amore che non si rinnova ogni giorno e ogni notte diventa abitudine e lentamente si trasforma in schiavitù. Una frase, una citazione, 140 caratteri possono contenere un fulgore e una profondità che abbaglia. Tra i cinquecento milioni di persone che ogni giorno si misurano con i brevi testi di Twitter c’è anche il cardinal Gianfranco Ravasi e la citazione di Kahlil Gibran è uno dei suoi più recenti tweet insieme con passi dei Vangeli, frasi di Sciascia e John Lennon, Gesualdo Bufalino e Goethe, versetti del Libro di Siracide e delle Lettere ai Corinzi. Il tutto con una logica: tweet laici la mattina, tweet religiosi la sera.
È l’attento e meditato esercizio di introdurre complessità e senso nella rigida e, a volte, un po’ svagata, onda dei tweet. E, allo stesso tempo, una risposta al pregiudizio di una chiesa chiusa al progresso. È lo sforzo del presidente del Pontificio consiglio della Cultura, sbarcato sul social network «per curiosità», ma immerso nei 140 caratteri con l’impegno e la profondità degli uomini di Chiesa…
 
 
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