Elogio della farfallina…

Amo le farfalle...

 
Grazie al vertiginoso spacco di Belén, abbiamo finalmente capito cosa significhi l’espressione «Vuoi salire a vedere la mia collezione di farfalle?». Salendo, in zona inguinale, c’era il grazioso tatuaggio di una farfalla, che fino a poco tempo fa era anche simbolo della Rai. A scuola ci facevano studiare la «Farfalla di Dinard», una raccolta di prose di Eugenio Montale («La farfallina colore zafferano che veniva ogni giorno a trovarmi al caffè, sulla piazza di Dinard…») e poco sapevamo di farfalle, farfalline e farfalloni: «Non più andrai, farfallone amoroso, notte e giorno d’intorno girando, delle belle turbando il riposo». Anzi, ci veniva spiegato che la farfalla era segno di trasformazione e di rinascita, al pari della Fenice. Rappresentava l’anima che, uscita dal corpo, raggiungeva un grado superiore di perfezione. Poi, crescendo, abbiamo letto anche «Lolita» e scoperto che il sommo Vladimir Nabokov non era mai sazio di correre con la rete aperta (non la patta, come Papaleo), inseguendo farfalle. Farfalle vere, che danzavano sopra le tundre di Madre Russia ma che, evidentemente, lo ispiravano.

A Sanremo la farfallina di Belén era a guardia della trincea della virtù, protetta da un perizoma invisibile, una strisciolina di stoffa in commercio con il nome di «C-String», niente a che vedere con le mitiche «mutandine di chiffon», canzone allegra e birichina degli anni 20, resa poi immortale dal libro di Carlo Fruttero: «Mutandine di chiffon, sentinelle sentinelle del pudor difendete dall’amor la trincea della virtù». Già, perché la storia della Rai è anche una storia di mutande e mutandoni. Come non ricordare gli scandali di Alba Arnova, Abbe Lane, le gemelle Kessler e soprattutto il balletto di Delia Scala nella Canzonissima del 1959 che tanto fece adirare i benpensanti? Umiliati e sconfitti, Garinei e Giovannini commentarono: «Avevamo messo i mutandoni neri alle ballerine. Allora meglio dirci chiaramente che bisogna sopprimere i balletti degli spettacoli tv». Altri tempi, altre mutande. Come dice il proverbio, «scherzando intorno al lume che t’invita, farfalla perderai le ali e la vita».

Fonte: Aldo Grasso per Corriere.it

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