Twitter, le 9 regole d’oro per essere davvero interessanti . (Per chi ci crede)

130 milioni di tweet al giorno non sono degni di essere letti. Solo il 30% attira la curiosità degli utenti. E’ questa la conclusione di alcuni ricercatori statunitensi. Che hanno rilasciato una guida in 9 punti per scrivere messaggi che lascino il segno.

A buon intenditor....

 
Usate Twitter per comunicare ai vostri follower il menù della vostra ultima cena, per informarli tramite Foursquare della vostra posizione, e per lamentarvi di quanto sia dura la vita? Ecco spiegato allora, secondo i ricercatori dell’Università Carnegie Mellon di Pittsburgh e di Georgia Tech, nel Massachussets, come mai la lista dei vostri “seguaci” non è troppo nutrita; anzi, si assottiglia ogni giorno di più.

Gli studiosi hanno interpellato 1.500 utenti del sito di microblogging per chiedere il loro parere sui contenuti postati dalle 21mila persone da loro seguite complessivamente. Più di 43mila tweet sono stati analizzati, scremati, spulciati ed è emersa un’amara verità: solo il 36 % dei cinguettii è stato giudicato degno di essere letto. Un buon venticinque per cento è stato invece scartato a priori, mentre per i tweet rimanenti, il 39 % del totale l’etichetta affibbiata è stata “irrilevante”: leggerli o meno non avrebbe aggiunto o tolto nulla all’esperienza di navigazione su Twitter. Sulla base dei risultati dello studio e dei commenti dei soggetti intervistati, i ricercatori si sono anche divertiti a stilare una ricetta, in nove punti, per non passare inosservati su Twitter. Eccoli in sintesi:

1) Postare contenuti freschi. Twitter serve per raccontare gli eventi mentre sono in pieno svolgimento. Un post su un treno bloccato nella neve fra Forlì e Cesena, ha molte più probabilità di essere ripreso e amplificato se postato quando la vicenda si sta dipanando in tutta la sua paradossale drammaticità, rispetto allo stesso messaggio inviato a cose fatte.

2) Metterci del proprio. Chi offre osservazioni intelligenti, nuovi modi di guardare a una certa questione e non si limita a riproporre contenuti rimasticati ne guadagna in visibilità.

3) Essere sintetici.
A volte 140 caratteri sono anche troppi. Meglio limare.

4) Pochi fronzoli.
Hashtag, citazioni e abbreviazioni vanno adoperati con misura.

5) Lasciate perdere Foursquare. Non c’è niente di più fastidioso, a quanto pare, di essere informati ogni volta che la persona seguita su Twitter entra in un ufficio o un ristorante.

6) Se si segnala un contenuto esterno a Twitter,
che si tratti di un articolo o dell’ultimo video di Beyoncè, meglio inserire una breve spiegazione per invogliare i follower a cliccarci sopra.

7) Pensate, anzi twittate, positivo. Come nella vita, i mugugnoni non sono molto ben visti.

8) Solleticate la curiosità altrui.
Se volete pubblicizzare qualcosa, magari l’ultimo articolo del vostro blog, basta un breve accenno, senza strafare.

9) Anche le celebrità piangono… se si limitano a postare banalità e dettagli di vita quotidiana rischiano anch’esse di imbattersi in quel che temono di più: l’indifferenza.

Seguite questi consigli e vedrete che la vostra popolarità su Twitter ne trarrà beneficio… O no? In realtà, quella della popolarità all’interno dei social media è ancora lungi dall’essere una scienza esatta. Ci sono, è vero, delle strategie, come quelle suggerite dai ricercatori Usa che possono aiutare a crearsi un seguito, ma le ricette possono variare a seconda del tipo di target a cui ci vuole rivolgere e del motivo per cui ci si è iscritti al network, in primo luogo.

Chi è interessato a usare il network soprattutto in funzione di ascolto, non ha particolari necessità di aumentare il numero di seguaci. Il bello di Twitter è proprio questo: a differenza di Facebook l”amicizia” non deve essere reciproca e ci si può limitare a seguire le azioni altrui.

Per un’azienda o un libero professionista interessati ad auto promuoversi, i suggerimenti degli scienziati americani possono invece tornare utili. A patto di ricordarsi che non esiste nessuna formula magica, tranne quella di essere sempre, anche quando si twitta, autentici, riconoscibili e credibili. In due parole, se stessi.

 
Fonte: Federico Guerrini per http://mag.sky.it

 

 

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