Mentre in Italia cerchiamo di liberarci della neve in Russia cercano di liberarsi di Putin…

Putin dice: "datevi una calmata"

 

Sono scesi in piazza a migliaia contro Putin per chiedere elezioni oneste nonostante le temperature polari. Anche i sostenitori del premier avrebbero invaso le piazze, scatenando polemiche riguardo al loro numero: 90.000 per la polizia, 20.000 per le fonti indipendenti.

Sfidando temperature polari (-19 a Mosca), migliaia di manifestanti hanno affollato piazze e strade di Mosca per protestare contro il governo di Vladimir Putin con una marcia chiamata indicativamente “Per Elezioni Oneste“. Il riferimento è alle elezioni di qualche mese fa, conclusesi con la vittoria tra le polemiche  del partito Russia Unita di Putin, accusato di brogli elettorali. Molti dimostranti hanno portato  dei palloncini bianchi, il colore adottato dalla protesta, e nella folla secondo la Bbc è apparso lo striscione ” Putin non ha vergogna nè coscienza”.

La marcia contro il governo, la terza dalle elezioni parlamentari di dicembre,  è partita da piazza Kaluzhskaya ed è diretta verso piazza Bolotnaya. Anche i sostenitori di Putin sono comunque scesi in piazza svolgendo una seconda marcia con un percorso diverso. Secondo i dati diffusi dalla polizia, i sostenitori del primo ministro sarebbero almeno 90.000, mentre gli oppositori sarebbero “solo” 25.000. Ovviamente le fonti non vicine al governo smentiscono completamente questa visione dei fatti e sostengono che il corteo anti-Putin conterebbe oltre 100.000 persone contro le 20.000 del corteo dei sostenitori pro-Putin.

Una guerra di cifre grottesca che rimbalza sui media russi, mentre i sostenitori di Putin sarebbero stati accusati di aver ricevuto somme in denaro per partecipare alla manifestazione essendo stati portati sul posto da autobus di enti pubblici come le Poste russe. Sul palco i detrattori del premier avrebbero strappato una foto di Vladimir Putin guidati da Segei Udaltsov, l’artefice materiale del gesto dalla forte carica simbolica, capo del fronte di “sinistra” delle proteste. Tra le richieste dei dimostranti ci sono nuove elezioni parlamentari, dimissioni del presidente della commissione elettorale, riforme politiche e liberazione dei detenuti politici, tra cui l’oligarca Mikhail Khodorkovsky.

A questo proposito gli organizzatori della protesta hanno annunciato di aver preparato una lista di prigionieri politici da liberare che consegneranno presto al Cremlino. Alle proteste hanno preso parte anche i comunisti di Ghennadi Ziuganov, il principale partito di opposizione russo, mentre è stato un totale fallimento il sit-in organizzato dall’ex dissidente sovietica Valeria Novodvorskaia e dall’imprenditore ultraliberale ed ex deputato, Konstantin Borovoi. Solo poche decine i partecipanti ad un raduno che era stato chiesto e autorizzato per 30.000 persone. L’iniziativa era stata proposta per non sfilare insieme a nazionalisti e comunisti nella principale protesta anti-Putin, in Piazza Bolotnaia.

Fonte: http://www.articolotre.com

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