Di giovani primavere e street art.

I veri occhi scoprono le "vere" bugie.

 
 

Non solo sui social networks. La rivoluzione si racconta anche sui muri.

La “primavera araba” è esplosa e continua a corrrere su internet, tramite twits in tempo reale, video caricati su youtube, dove la rabbia e la voglia di cambiare si scontrava con l’orrenda macchina di chi la libertà non lo ritiene un bene inalienabile, ma un qualcosa di pericoloso, di mortale, quasi blasfemo.

Lo street artist Ganzeer al lavoro sulla sua ultima opera al CairoLo street artist Ganzeer al lavoro sulla sua ultima opera al Cairo

Ma le testimonianze di quest’onda in piena che continua e si ingrossa, malgrado i riflettori abbiano iniziato ad affievolirsi, non si riducono alla sola capacità di utilizzo dei social networks.

Si lasciano anche sui muri, sulle pareti buttate giù a colpi di mortaio, pezzi di architettura crivellata, inquietante memento che le guerre, in realtà, non finiscono mai. Possono addormentarsi per un pò, salvo poi risvegliarsi, e sempre per tempo.

Muri sfigurati che diventano tele, anzi, il playground di quelli che noi chiamiamo “graffitari”, “imbrattamuri” o proprio “delinquenti” quando la simpatia viene meno.

Al Cairo, così come in Libia, fino a spingersi oltre le barriere dell’Arabia Saudita super conservatrice, dove fare certi “giochetti” può essere veramente pericoloso.
Immagini che raccontano la rivolta, che ricordano i morti, utilizzando metafore, simboli, scritte, utilizzate come “pillole galvanizzanti” che hanno richiamato alla rivolta, alla battaglia.

Giovani artisti di strada, calati nella realtà, che hanno appoggiato questa rivoluzione non solo aderendo al pensiero, ma offrendo alla causa la loro arte come viatico.

E’ fortissima la valenza “sociologica” di questi graffiti, che se da noi, fatte salve le solite eccezioni, hanno da tempo perso di ogni significato e valore, qui, nei luoghi dove ancora tutto è in corso, ancora tutto è da fare, da portare a termine, da cambiare, rappresentano più di quello che si possa cogliere ad un primo sguardo, per quanto attento esso sia.

Il 12 e 13 gennaio scorsi, al British Museum e al Royal College of Art di Londra si sono tenute due giornate di dibattito sul mecenatismo artistico in Medio Oriente, presieduto dalla Serpentine Gallery, dove il tema della portata sociale di questi graffiti è stato ampiamente analizzato e discusso.

Immagini che non lasciano indifferenti, sono racconti veloci, testimonianze forti ed ambiziose, come il murales al quale Ganzeer, uno dei “graffitari”, sta lavorando, dedicato ad ognuna delle vittime dei 18 giorni di rivolte in Egitto, nel gennaio del 2011. Un lavoro impressionante, ma che dice anche molto su quali siano i sentimenti dei “ragazzi della primavera”.

La volontà, il desiderio lacerante di comunicare il cambiamento sperato e radicale, ma anche l’irriverenza della caricatura, specie in Libia, nei confronti del defunto Gheddafi, al quale sono state date, di volta in volta, le sembianze di un topo, di una scimmia, di un vampiro.

Graffiti che sono tutti da leggere come “mappe” nelle quali si possono intravedere contaminazioni culturali, nella “novità di stampo occidentale” del graffito e il modo di rappresentare i morti, gli sconfitti, i dittatori, il popolo.

Opere, queste, che chiedono di essere conservate, di diventare un museo della memoria a cielo aperto, in modo che non si dissolvano, che non perdano la loro forza nel momento in cui, come accade nel fluire della storia, cade la polvere della lontananza temporale.

Opere multifunzionali, che sostituiscono i socials quando si tratta di lanciare messaggi affinché la primavera non imploda e non perda slancio.Forse frutto della globalizzazione, di modelli importati, ma come in tutte le cose, è sempre l’uso che se ne fa a definirne i contorni.

Fonte: Alessia Signorelli per http://www.ghigliottina.it

maglietta: www.magliettefresche.it

(fonte immagine: http://www.csmonitor.com)

Annunci
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: