Nasce Huffington Post Italia. Dagospia fronteggia il suo primo vero rivale. Sarà guerra di blogger?

Cacciato dalla Huffington, Michael Arrington vestì questa maglietta. Arianna disse di lui che avrebbe potuto continuare a lavorare per lei solo come "unpaid blogger", un blogger senza stipendio. Attenti blogger, la strega arriva in Italia...

 
Accordo del Gruppo Espresso con uno dei più importanti siti web americani di informazione, che conta sulla collaborazione di oltre ventimila blogger.
 

Gruppo Espresso e Huffington Post Media Group annunciano l’accordo
per la costituzione di una joint venture per il lancio de L’Huffington Post Italia, edizione italiana di The Huffington Post, uno dei più importanti siti web americani di informazione. La partnership nasce dall’unione della potente piattaforma dell’Huffington Post 1 con l’autorevolezza del Gruppo
Espresso.

La joint venture sta iniziando la selezione di un team editoriale in preparazione del lancio del nuovo sito, che avverrà nel 2012. L’annuncio congiunto viene dato da Arianna Huffington, Presidente e direttore di The Huffington Post Media Group, e da Monica Mondardini, Amministratore delegato di Gruppo Editoriale L’Espresso.

L’Huffington Post Italia beneficerà delle competenze editoriali e della leadership del Gruppo Espresso nonché della formula di grande successo di The Huffington Post, che miscela cronaca, aggregazione di contenuti e strumenti di interazione all’avanguardia, oltre a una vivace ed evoluta piattaforma di blogging.

Con questa operazione il Gruppo Espresso, che su internet raggiunge un’audience mensile pari a 10,1 milioni di Utenti Unici (Audiweb dati Panel, novembre 2011) e che, con Repubblica.it, già detiene il primato dell’informazione online in lingua italiana, imprime oggi un’ulteriore importante accelerazione al proprio sviluppo sulle piattaforme digitali. Ciò sia per il contributo di innovazione che per il respiro internazionale dell’iniziativa.

The Huffington Post è parte di The Huffington Post Media Group, operatore leader in attività editoriale, intrattenimento, community e informazione digitale, che include, oltre a The Huffington Post, anche Moviefone, Engadget, TechCrunch, Patch e StyleList. Il network di siti del Gruppo unisce giornalismo, tecnologia, “engagement” e video per raggiungere ampie audience in ciascuna piattaforma. Il Gruppo ha più di 20.000 bloggers – politici, celebrità, accademici, opinionisti – che intervengono in tempo reale su molte notizie della giornata. Tra di loro Nora Ephron, Larry Page, Bernard-Henri Levy, Bill Maher, Robert Redford, Madonna, Alec Baldwin, Scarlett Johansson, Bill Gates e Charlie Rose. The Huffington Post ha 36 milioni di visitatori unici al mese (comScore dicembre 2011). The Huffington Post UK e The Huffington Post Canada sono stati lanciati ques’anno. L’Huffington Post francese sarà lanciato lunedì prossimo, l’Huffington Post Quebec in febbraio e l’Huffington Post spagnolo a marzo.

Fonte: http://www.repubblica.it

Nota di Newsfromtshirt:

Bene. Si aprono forse opportunità per i blogger italiani di talento. Il nuovo sito avrà bisogno di notizie non fresche ma “freschissime” ed è noto che queste arrivano ormai dalla base più che dai vertici della informazione. Twitter potrà fare il resto. Speriamo rimanga viva la capacità di indagare, scrivere in buon italiano e non passare “bufale”, volontariamente o involontariamente che sia. Un “copia e incolla” intelligente (anche se non “religioso…”) sarà sempre bene accetto. Dagospia è un “copia incolla” per il 90% dei suoi post solo che la titolazione fa “esplodere” la news in maniera innaturale cambiandole i “connotati”. Noi commentiamo con le magliette, nel nostro piccolo, ed è un procedimento tutto sommato affine a quello di Dago.

C’è la possibilità, dunque, di innalzare ancora  il livello della base informativa  e  la velocità di erogazione della news. Vediamo se il Gruppo Espresso se la sentirà di ripercorrere il sentiero iniziale della Huffington. E che però (preghiera…)  non si accresca  solo la schiera degli “Unpaid blogger” in circolazione; come se questo “bloggare” fosse un hobby nazionale e non, alla fine, una attività vera e propria. Ma dubitare è lecito; il nome “Unpaid Blogger” è invenzione di Arianna per un suo manager  (foto) al quale offriva solo questa ultima chance… e i blogger , si sa,antepongono (anche chi scrive) il piacere di essere letti a quello di essere remunerati….così è la vita…

(M.M. per newsfromtshirts)

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  1. In netto ritardo, ma con il medesimo entusiasmo dei primi momenti, vi comunico la pubblicazione del nuovo sito di Ugo e Pero Alciati Ristorante Guido.

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