Deputati europei con la t-shirt della Tymoshenko chiedono la scarcerazione

La maglietta è politica!

 
– La sentenza di condanna a 7 anni di prigione per l’ex- Primo Ministro Ucraino Yulia Tymoshenko è stata ancora una volta  duramente criticata dai Deputati del Parlamento europeo riuniti in seduta plenaria a Strasburgo, primo tra tutti l’On. Tiziano Motti (Membro del Partito Popolare europeo, Delegazione UDC) che ha dichiarato: “Il Parlamento europeo si sta facendo garante di requisiti di democrazia e rispetto dei diritti umani, chiedendo alle autorità giudiziarie ucraine di rilasciare la Tymoshenko e di garantire a lei ed ai membri del suo partito incarcerati un giusto processo e condizioni di detenzione che rispettino la Carta europea dei diritti fondamentali”. L’Ucraina gode di rapporti commerciali e politici cosiddetti “di vicinato” con l’Unione europea che su questa base richiede dei requisiti di democrazia e rispetto dei diritti umani ai Paesi partners. Il 9 giugno 2011 l’Assemblea di Strasburgo ha adottato una risoluzione politica a favore della Tymoshenko.Approfittando della speciale concentrazione mediatica dovuta all’elezione del nuovo Presidente del Parlamento europeo, i Deputati hanno indossato in Aula una t-shirt con la foto dell’ex Primo Ministro ucraino. “Julia Tymoshenko è la leader dell’Unione di Tutti gli Ucraini “Patria” e del Blocco Elettorale Julija Tymošenko; inoltre dal 2007 al 2010 ha ricoperto la carica di primo ministro dell’Ucraina, dopo aver ricoperto la stessa carica dal 24 gennaio all’8 settembre 2005 in seguito alla “Rivoluzione arancione” che portò alla denuncia di brogli elettorali, radunando sostenitori della democrazia in piazza a Kiev che chiedevano giuste elezioni sventolando sciarpe arancioni. Per questo fu chiamata “La Giovanna d’Arco della Rivoluzione Arancione”. È stata inoltre la prima donna a ricoprire la carica di primo ministro dell’Ucraina. Nel febbraio del 2001 la Tymošenko fu arrestata per falsificazione di documenti e importazione illegale di metano tra il 1995 e il 1997 (mentre era presidente della Compagnia Generale di Energia) ma fu liberata la settimana successiva. Secondo Tymošenko, i documenti falsi erano stati creati dal regime di Ku?ma, in combutta con gli oligarchi che si opponevano alle riforme di mercato. Prima di diventare la prima donna premier in Ucraina era considerata la più importante alleata del capo dell’opposizione Viktor Juš?enko (Tymošenko era stata una deputata del suo gruppo quando Juš?enko era premier), sostenendolo durante la campagna per le presidenziali del 2004. Il 5 agosto 2011 il tribunale di Kiev ne ha ordinato l’arresto nel processo che la vede imputata per aver stipulato un contratto per la fornitura di gas russo all’Ucraina senza aver avuto il preventivo consenso del governo. Julija Tymošenko è stata arrestata in aula. Il giorno 11 ottobre 2011 è stata condannata a 7 anni di carcere per aver esercitato pressioni su un accordo per la fornitura di gas con Putin. Lei ha ascoltato la sentenza seduta in tribunale con in mano un iPad, annunciando in seguito che farà ricorso alla Corte europea per i diritti umani, sostenendo si tratti di sentenza politica. Il 22 novembre la Tymošenko è stata ricoverata in ospedale a causa di dolori lombari che da giorni la costringono a letto. Il 23 dicembre, la corte d’appello ha confermato la sentenza di primo grado a sette anni di reclusione. Il Parlamento europeo si sta facendo quindi garante di queste condizioni.
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