Semina valori e raccogli lavori, anche in rete.

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È una crescita esponenziale. È data dalla moltiplicazione di sempre più persone in rete, ognuna che pubblica informazioni e dagli strumenti che facilitano la comunicazione in senso orizzontale, tutti con tutti. Cercare di orientarsi è di una complessità disarmante. La rete così si espande e per chi crea un’opera artistica (testo, foto, disegni, video) diventare visibili e mantenere l’attenzione è un desiderio che sembra impossibile da raggiungere.

Focalizziamo l’attenzione sull’informazione in rete, un tema di grande importanza. Proprio in questi giorni il dibattito è più effervescente che mai e il professore Giovanni Boccia Artieri in uno dei suoi ultimi post afferma che: “La logica di fondo che contrappone il valore dei media tradizionali e delle figure professionali istituzionalizzate ad un disvalore deterministicamente prodotto dall’amatorialità diffusa di massa nel web, non mi convince fino in fondo”.

Lo pensa Antonio Casilli

 
 

Non convince nessuno, allora iniziamo a distinguere tra quantità e qualità, quest’ultima in termini assoluti e relativi.

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Il grafico vuole dimostrare che la qualità è peggiorata in termini relativi (è sempre più difficile trovarla) ma in termini assoluti è verosimilmente aumentata per via dei contributi di persone, libere e diverse, che si aggiungono alla discussione. Il testo di qualità si deve quindi far largo in una marea di altre parole.

Il valore in rete riesce a trovare il suo pubblico? Sì, ma con pazienza. In rete la comparazione nel breve termine fallisce: chi vuole emergere deve lavorare di più. C’è anche un altro problema che non possiamo nasconderci, ossiah l’impazienza. Poiché Internet è realtime, vogliamo subito vedere il feedback da coloro che dovrebbero apprezzare l’opera creativa. Se passa qualche ora e i dati statistici non schizzano verso l’alto, arriva la depressione e puntiamo l’indice accusatorio sulla confusione.

In realtà il tempo tra la semina e il raccolto si è allungato. Tra una fase e l’altra bisogna lavorare a lungo nella produzione, nella promozione intelligente e costante nel tempo, senza esagerare la sovraesposizione.

Fino a quando bisogna curare il proprio lavoro? Non si finisce mai, però la cura assidua deve durare almeno fino a quando i link entranti sono così costanti da conferire una linfa vitale alla nostra opera. Sono questi link che rendono la proposta dell’autore oggettivamente valida.

È proprio una forma di impollinazione reciproca tra persone, che si realizza con il lavoro e con l’attenzione del pubblico. Quest’ultimo ha una soglia critica di attenzione più alta rispetto al passato ma di certo non è sparita.

Il grado di separazione tra le persone in rete è molto basso: si possono raggiungere con pochi click, però trovare chi tra queste ha valore per noi richiede molto tempo e attenzione. È importante che per valore s’intenda non quello che l’autore conferisce alla sua creatività, ma quello che il pubblico percepisce. Qualsiasi pubblico, soprattutto quello di domani. Bisogna fare bene quello che si fa oggi per raccogliere bene quello che arriverà domani. Gli esempi, anche locali, non mancano: per professionisti come Luca Conti e Mafe de Baggis, il domani è già arrivato.

Per chiudere con la metafora, potremmo dire che chi sa usare le parole con esattezza conosce con precisione il significato di una quantità enorme. Tale quantità ha quindi per forza di cose una relazione con la qualità. Un testo di qualità è la concretizzazione di un’idea attraverso la selezione delle migliori parole impiegate per la spiegazione.

La selezione (ossia l’attività di filtro) è sempre più meritocratica perché è in capo a ogni singola persona del pubblico; ora è lenta ma la qualità aumenta e alla fine emergerà, anche in rete.

Fonte: http://massimochiriatti.nova100.ilsole24ore.com

Twitter: @massimochi

 

 

 

 

 
 
 
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