“Guardate le stelle invece dei vostri piedi”. Buon compleanno, Mr. Hawking…

e CHE Caos....

 
ALLA SUA festa di compleanno a Cambridge – una conferenza scientifica su “Lo stato dell’universo” – ha dovuto lasciare la sedia vuota. Non si sentiva troppo bene ed è rimasto a casa. Ma questo non basta a sminuire l’impresa del professor Stephen Hawking, che ha raggiunto i 70 anni accompagnato dal morbo di Lou Gehrig, costretto su una sedia a rotelle e incapace di parlare se non per mezzo di un sintetizzatore vocale. “L’immagine del nostro universo è cambiata molto negli ultimi 50 anni, e sono contento di aver dato il mio contributo”, ha detto in un videomessaggio trasmesso alla platea. “Per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che è possibile fare. Guardate le stelle invece dei vostri piedi”.

Anche se ha deluso il gotha della fisica mondiale, venuto ad ascoltarlo domenica pomeriggio all’università di Cambridge, Hawking in realtà di parlare non ha smesso mai. Quando da giovane ha dimostrato che i buchi neri non sono fantascienza, ma oggetti reali presenti in quasi ogni galassia. Scrivendo bestseller di divulgazione scientifica da vari milioni di copie (ma anche un libro di fiabe insieme a sua figlia Lucy). Scommettendo con i suoi colleghi sulle questioni più calde della fisica teorica (un elenco, con le foto dei foglietti firmati da Hawking con l’impronta digitale, è sul sito www.keplero.org 1). Lanciando proposte fantasmagoriche, come quella di andare a colonizzare un altro pianeta prima che la Terra (“pianeta fragile”) diventi inabitabile. E non da ultimo, sostenendo ad alta voce le sue tesi sulla non esistenza di Dio o di una vita dopo la morte, pur restando fino a oggi membro della Pontificia Accademia delle Scienze.

“Stephen non sta bene, è stato dimesso dall’ospedale venerdì e il suo recupero non è stato sufficientemente rapido”, ha spiegato domenica alla platea Leszek Borysiewicz, vicepresidente dell’università di Cambridge. Un paio di settimane fa il grande fisico autore del best seller “Dal big bang ai buchi neri” aveva pubblicato un annuncio per cercare un tecnico capace di riparare la sua sedia a rotelle unica al mondo e il sintetizzatore che gli permette di continuare a far sentire la sua voce, ormai completamente metallica e assai lenta, fino ad arrivare nei giorni difficili a una parola al minuto.

Il morbo di Lou Gehrig – una malattia che gradualmente paralizza tutti i muscoli del corpo – venne diagnosticato ad Hawking quando aveva 21 anni e studiava per il dottorato a Cambridge. Molti dei pazienti a quell’epoca morivano nel giro di qualche anno, lui invece sta per raggiungere il mezzo secolo di sopravvivenza. Il fisico britannico, oltre a rivoluzionare molte teorie nel suo settore di competenza, ne ha ribaltata anche una in fatto di medicina. E la sua forma di sclerosi, fortunatamente per la fisica, si è dimostrata a progressione molto lenta.

“Ho incontrato per la prima volta Stephen nel 1965 – ha raccontato domenica a Cambridge il suo collega e collaboratore storico Kip Thorne – e posso dire che è la persona più ostinata che abbia mai conosciuto”. Per il suo 70esimo compleanno, i giornali britannici hanno speso metafore fisico-letterarie come “l’uomo guidato da una forza di volontà cosmica” e “la stella più brillante nell’universo della scienza”. Hawking in effetti fu ammesso a 32 anni nella Royal Society e nominato professore di matematica a Cambridge in quella che era stata la cattedra di Isaac Newton. Apparso in una puntata dei Simpsons e in una di Star Trek, protagonista di un documentario della Bbc, lo scienziato una volta ha ammesso: “Sono sicuro che esiste una relazione fra il mio handicap e la mia celebrità. La gente è affascinata dal contrasto fra le mie capacità fisiche molto limitate e l’immensità dell’universo che studio”. Non è un caso che a smentire una diagnosi medica così drastica sia stato l’uomo che – contro le convinzioni di tutti – teorizzò la radiazione di Hawking: esiste sempre un raggio di luce capace di sfuggire ai buchi neri.

 
Fonte: Elena Dusi per http://www.repubblica.it
 
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