Nintendo e il “passo indietro” di Shigeru Miyamoto.

Nessuno più del suo inventore si merita questa maglietta!!

 

L’anno è quello della consacrazione, l’ennesima in realtà, ma i 25 anni della sua creatura più poetica – quell’universo della Leggenda di Zelda che in un quarto di secolo non ha smesso di affascinare giocatori giovani e che da piccoli sono diventati adulti – sono stati una pietra miliare nell’incredibile vita di Shigeru Miyamoto, il game designer più importante nel mondo (sempre più) ricco e celebrato dei videogiochi. Però il 25esimo della saga è stato forse anche l’anno più faticoso, e dopo 34 anni di onorata carriera passata a far diventare Nintendo quello che è ora a colpi di personaggi unici nel mondo dei giochi elettronici come Donkey Kong e Mario, forse a Miyamoto passa davvero per la testa di fermarsi a raccogliere quello che ha seminato. E magari avere più tempo per suonare la chitarra. “All’interno dei nostri uffici recentemente ho iniziato a dire Sto per ritirarmi, sto per ritirarmi”, ha detto il 59enne giapponese in un’intervista esclusiva rilasciata a Wired che non è mancata di scuotere la Rete. Poi Miyamoto ha specificato il suo pensiero, trincerandosi dietro il traduttore e – come dice Chris Kohler – il suo eterno sorriso ironico e difficile da decifrare. “Non intendo dire che voglio ritirarmi del tutto dallo sviluppo dei videogiochi, solo fare un passo indietro dalla mia attuale posizione”. Miyamoto è attualmente a capo di tutto lo sviluppo dei maggiori titoli di Nintendo, posizione di grande prestigio e responsabilità nella multinazionale con base a Kyoto – è secondo solo a Satoru Iwata, presidente dell’azienda, il fautore del grande boom degli anni 2000 -, posizione guadagnata in anni di carriera sempre nella stessa azienda. Lui che è nato a Sonobe, nei dintorni della vecchia capitale giapponese, tra boschi, templi e manga.


Come detto, l’intervista di Wired – “Quello che voglio veramente è tornare in prima linea dello sviluppo, magari lavorando su progetti più piccoli, con sviluppatori più giovani. O un qualche progetto che possa seguire io da solo” – ha creato lo scompiglio. Al punto che Nintendo, in un 2011 di guai economici come non si ricordavano da tanti anni, è intervenuta frettolosamente per smentire qualunque ipotesi di un addio da parte di Miyamoto. “Non c’è niente di vero in un suo ritiro”, ha detto un portavoce dell’azienda riportato da Reuters. “C’è stato evidentemente un malinteso, lui intendeva dire che è suo desiderio allevare nuove generazioni di sviluppatori e designer”. Un sollievo per i nintendomani – fan sfegatati come pochi al mondo – e per il Nikkei, la borsa giapponese che dopo le parole del papà di Mario vedeva Nintendo perdere due punti percentuali. “Non c’è niente di cui preoccuparsi”, prosegue l’azienda, “Non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro”. La verità nascosta nelle parole “lost in translation” di Miyamoto stanno probabilmente in un giusto mezzo. C’è voglia di godersi il proprio tempo, di tornare forse al nocciolo dei giochi. Senza però lasciare l’azienda in mari agitati. Anzi, è lo stesso Miyamoto che specifica che solo con un suo passo indietro sarà possibile per i giovani di Nintendo crescere e rendersi indipendenti dalla sua “ingombrante” ombra da monolite assoluto dei videogiochi. E Nintendo ha bisogno come il pane di forze fresche dopo un decennio passato a correre davanti a tutti.

Fonte: Federico Cella per http://vitadigitale.corriere.it/

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