I cardinali che «cinguettano» …

Parafrasando e per inverso..."non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te " ...diventa: "twitta a tutti nello stesso modo in cui vorresti essere twittato tu"...la maglietta dei cardinali! (O quasi...)

Il primo a registrarne i numeri è stato il vaticanista del Foglio Paolo Rodari, che sul suo blog «Palazzo Apostolico» ha stilato la prima mini-classifica, successivamente rilanciata da vari media. I cardinali su twitter ci sono. Sono pochi, cinque, ma ci sono. E tra di loro gli italiani sono due, Ravasi e Scola.

Al primo posto si trova l’arcivescovo di San Paolo del Brasile, il cardinale Odilo Scherer, che conta 7566 followers, cioè persone che seguono i sui twitter. Subito dopo, seppure con la metà dei seguaci, si piazza il cardinale Gianfranco Ravasi, che su twitter si presenta come «Sacerdote e Cardinale, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura» e conta a oggi 3453 followers. Il suo ultimo «cinguettio» è stato il rilancio di questa frase di Alfredo Oriani dedicata a Gesù: «Credenti o increduli, nessuno sa sottrarsi all’incanto di quella figura».

Al terzo posto troviamo il cardinale arcivescovo di Boston, Sean Patrick O’Malley, con 1993 followers. Mentre in quarta posizione c’è l’arcivescovo di Milano Angelo Scola, con 1387 followers. Il suo ultimo messaggio ieri è stato: «Questa la nostra vita: testimoniare ciò che abbiamo visto e udito». Chiude la classifica il cardinale Wilfrid Fox Napier, arcivescovo di Durban, con 335 seguaci.

 Jean-Louis de La Vaissière, corrispondente di France Presse (AFP) dal Vaticano, ha riportato le parole di Richard Rouse, un laico che lavora per Pontificio consiglio della cultura, secondo il quale far risuonare la voce della Chiesa attraverso i blog e twitter è indispensabile ma delicato: «Non possiamo accontentarci di rimanere in disparte a guardare, ma non possiamo nemmeno diventare dipendenti da reti che appaiono, crescono e poi scompaiono».

 Il beato Giacomo Alberiore, fondatore dei paolini, amava ripetere una frase del vescovo Von Kettler: «Se san Paolo tornasse oggi, farebbe il giornalista». Ricordandola, all’indomani della sua elezione, nel primo incontro con la stampa, Giovanni Paolo I citò quella battuta, riportata anche dal cardinale Mercier, ricordando che Pierre L’Hermite de La Croix di Parigi, gli aveva risposto: «Eh, no, eminenza ! Se venisse san Paolo non farebbe soltanto il giornalista. Farebbe il direttore della Reuters». «Ma, – concludeva Papa Luciani – io aggiungo oggi non solo direttore della Reuters. Oggi, san Paolo andrebbe forse da Paolo Grassi a domandargli un po’ di spazio alla televisione oppure alla NBC».

Trentatré anni dopo, la battuta va ovviamente aggiornata: oggi san Paolo avrebbe un suo blog, sarebbe su Facebook e twitterebbe diverse volte al giorno. E c’è da immaginare che sarebbe imbattibile anche quando a «followers»…

Fonte: Andrea Tornielli per http://vaticaninsider.lastampa.it

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