Popolazione, tra poche ore saremo sette miliardi.

Dalla preistoria in poi si è creato un certo affollamento...

 

Tra poche ore sulla Terra saremo in sette miliardi. Secondo le previsioni delle Nazioni Unite, il traguardo verrà superato in una megalopoli indiana, probabilmente con la nascita di una bambina. Per aumentare la popolazione mondiale di un miliardo sono bastati solo dodici anni. Il 12 ottobre 1999 nasceva infatti Adnan Nevic, mister “sei miliardi”.

Oggi è un ragazzino paffuto, vive nella cittadina di Visoko appena fuori Sarajevo e, come moltissimi suoi coetanei, ama “smanettare” con il pc. Ma domani dovrà passare il “testimone”. Una ong indiana che si occupa dei diritti calpestati delle bambine nella società tradizionale indiana ha deciso simbolicamente che il “settemiliardesimo” abitante del globo sarà una femminuccia e nascerà nell’Uttar Pradesh, lo stato più popoloso del Paese col maggiore numero di bambine scomparse e un divario crescente fra maschi e femmine.

Nel 1999 la cifra tonda dei 6 miliardi impose molti interrogativi, tra preoccupazioni per la povertà del sud del mondo e interrogativi sull’invecchiamento del nord. Ebbe così tanto clamore che il segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan, si fece fotografare con il neonato in fasce nel reparto maternità dove era nato, regalando a mamma Fatima e papà Jasminko un attimo di notorietà planetaria, grazie anche all’assonanza del nome Adnan con il cognome Annan.

Questa volta però sarà diverso. E il primo bimbo che nascerà dopo la mezzanotte non avrà forse la notorietà di Adnan, perché l’Onu ha deciso che il giro di boa dei sette miliardi sarà marcato da una campagna denominata “7 miliardi di azioni” e focalizzata su 7 obiettivi chiave come povertà, uguaglianza di genere, giovani, ambiente, diritti, sanità.

In poche parole, “tutto ciò che ciascuno augura per sè, moltiplicato per sette miliardi”, come ha scandito il segretario generale Ban Ki-moon che, la prossima settimana al G20 di Cannes, porterà un messaggio chiaro: “Sette miliardi di persone hanno bisogno di nutrimento. Di energia. Di offerte interessanti in materia di impiego e di istruzione. Di diritti e libertà. Di libertà di espressione. La libertà di allevare i propri figli in pace e sicurezza”.

Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it

 

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