Mai sentito parlare dei barefooters?

La maglietta dei barefooters

Dalla Nuova Zelanda alle spiaggie californiane, passando per le metropoli di mezzo mondo: non si fermano davanti a nulla i camminatori scalzi. L’asfalto rovente non li spaventa, il ghiaccio nemmeno. Perché la loro è una filosofia di vita e scoprono l’universo attraverso i piedi. Prova ad immaginare di liberarti di tutte le scarpe: via le Louboutin e la loro morsa agrodolce, i biker boots fedeli alleati di tutto l’inverno, le sneakers scalcagnate e via anche i sandali gioiello per cui hai dilapidato uno stipendio. Se vuoi possono diventare dei soprammobili: forme d’arte contemporanea da esibire sulla credenza in soggiorno (anche questa una tendenza molto in voga in certi ambienti), perché i tuoi piedi non le calzeranno più. Ecco, così ti sei immedesimata nella vita di un barefooter ovvero colui che ha scelto di rinunciare alle calzature.

E non parliamo di camminare scalzi in luoghi sicuri o in casa. D’estate come d’inverno, il “camminatore scalzo” rivendica il contatto con la natura e accetta di buon grado gli inconvenienti legati alla sua filosofia di vita. Superfici dolorose, oggetti contundenti, sguardi esterrefatti e micosi varie: non c’è nulla che lo distolga dal suo obiettivo. Marciare in simbiosi con la terra è uno stile di vita, come essere vegetariani, magari un po’ meno rigido perché anche con tutta la buona volontà, zampettare senza scarpe nei bagni pubblici della stazione può mettere in discussione anche la fede più radicata.

La tendenza è nata in Nuova Zelanda e da lì è approdata negli Stati Uniti, patria di tutte le mode, per poi fare proseliti un po’ ovunque, sopratutto nel nord Europa. Anche in Italia ha trovato adepti, tanto che dal 1999 esiste una community virtuale (“Nati Scalzi“) che raduna tutti i gimnopodisti (in italiano si chiamano così) della penisola. A crearla è stato un genovese, primo connazionale a decidere di aderire a questo stile di vita. Nei forum ci si scambiano esperienze, consigli e pareri per affrontare al meglio una vita senza scarpe. E anche su come riconoscere i veri gimnopodisti dai “modaioli”.

I barefooters rivendicano i molteplici benefici di questa vocazione, prima fra tutti la ritrovata sensibilità, comunemente impedita da calze e suole più o meno spesse. La postura, salvo problemi fisici già presenti, assicurano, è migliorata perché la pianta del piede ha più aderenza al suolo e il peso viene scaricato in maniera equilibrata (a differenza di quello che avviene con tacchi e plateau, ma quella è un’altra religione). Unico -beffardo- inconveniente? La pianta dei piedi, che un passo dopo l’altro, diventerà sempre più simile, per consistenza e colore, alle suole che il barefooter ha ripudiato.
Anche le celebrities abbracciano la tendenza “scalza” ed è proprio perché a Hollywood molti divi l’hanno sposata che ormai se ne parla in tutto il mondo. Certo di puristi tra loro non ce ne sono.  Quindi viene da pensare, l’adesione delle star alla barefooter mania è forse più per inseguire lo stile shabby-indie tanto di moda a Hollywood, che per reale vocazione. Ma intanto le loro uscite scalzi fanno la felicità dei paparazzi come potete vedere dalla nostra gallery.

Fonte: Martina Marchiorello per http://d.repubblica.it/

 

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