Compagni addio? Vendola risponde…(Scambio di lettere sul blog di Repubblica…Da non perdere!)

Nikito's way?

I militanti di Sel sono infuriati con Nichi Vendola, colpevole di aver ripudiato la parola “compagni” in favore di “amici”. Una disputa decisiva, soprattutto nel mezzo della speculazione internazionale, tra le tensioni sulle opere pubbliche e senza ancora un programma chiaro del centrosinistra verso le elezioni.

Si dirà che in politica le parole sono importanti. Ma proprio perché sono importanti sarebbe forse il caso di scegliere un po’ meglio quelle su cui dividersi.

E invece dalla fine del Pci e sempre la stessa storia.  Una infinita discussione sul nome da darsi che rivela la continua e perfino nevrotica ricerca di una identità. Una sfida che parla solo a sé stessa. O al massimo ispira qualche titolo furbetto di Sallusti o Belpietro.

Se proprio si vuole discutere di una parola, nell’Italia del 2013 sarebbe molto meglio discutere della parola democrazia. Perché è sulla qualità di questa parola che si gioca la vera partita, quella che riguarda tutti.

(E comunque definire la parola compagno alibi di crimini è un tantino tranchant. Chi scendeva in piazza contro le Brigate Rosse si chiamava compagno, tanto per dire).

La risposta di Vendola

Caro Bracconi  (cari “amici e amiche” di Repubblica),

hai davvero ragione nel sottolineare  lo stupore perche’ nel giorno in cui il governo e il Parlamento si apprestano a votare una manovra economica che pesera’ in maniera drammatica sulle famiglie italiane, sui ceti medio-bassi, sui soliti noti, noi stiamo qui, sui blog, sul web,  a ragionare su un titolo di agenzia di stampa di dieci giorni fa su  compagni/amici.

Ed e’  stupefacente il tentativo di costruire una polemica politica sul nulla, sul vuoto. Non possiamo giocare sulle parole. Addolora molto che i virtuosi del capovolgimento del significato delle parole possano trovare cosi’ tanto spazio nei media, oltre che nei social network.  Come e’ stato sottolineato dalle testimonianze di chi c’era a quella presentazione, non ho mai rinunciato ad una parola che mi accompagna sin da quando ero ragazzino: compagno.

Parola che trovo bellissima, e che significa spezzare il pane insieme. Ho semplicemente criticato un’idea che nel vecchio Pci era abbastanza consolidata, che all’interno del partito bisognasse essere compagni ma non necessariamente amici. E talvolta si poteva  essere compagni coltivando tenaci inimicizie. Io oggi penso che questa fosse una concezione sbagliata, e che nei luoghi della politica a sinistra bisogna trovare, occasioni di arricchimento umano, occasioni per stringere relazioni interpersonali che possano essere di reciproco giovamento. 

Tutto qua. Il resto e’ chiacchera e pettegolezzo. E ora, se siamo d’accordo, prestiamo la nostra attenzione, il nostro impegno, le idee di ciascuno di noi  a costruire un’alternativa di centrosinistra in questo Paese. E’ questo che forse ci chiede il nostro Popolo. O e’ chiedere troppo?

Con “amicizia”, Nichi Vendola

Fonte: http://bracconi.blogautore.repubblica.it

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