A Siena si accende la protesta “rosa”

La capostipite Mafalda....

SIENA
È iniziata sotto un caldo sole la seconda giornata della grande kermesse al femminile «Se non ora quando» a Siena. Ad animare l’assemblea, che si conclude oggi all’ora di pranzo, l’amore per il proprio Paese e la passione civile di duemila donne giunte nella cittadina toscana per discutere dei contenuti e delle prospettive future del movimento «nato» il 13 febbraio scorso come reazione alle vicende di Ruby e del premier Berlusconi. Una mattinata di dibattito per organizzare la «rete rosa» attraverso l’Italia e commentare gli interventi che ieri hanno infiammato la piazza. Dignità, lavoro, maternità e rappresentatività sono i temi al centro della due giorni creata per stimolare le coscienze femminili e tenere vivo il fuoco che cinque mesi fa si è acceso a Roma e nelle maggiori piazze italiane.

Oltre 70 comitati nazionali e 40 associazioni hanno trovato posto sul Prato di Sant’Agostino. Poi, dopo il benvenuto del sindaco Franco Ceccuzzi, sul palco si sono susseguite docenti, scrittrici, attrici e donne della politica, un solo scopo: far sentire la propria voce, ma anche fare in modo che quanto detto non rimanga parole vuote. «Oggi a Siena si tiene l’incontro fondativo del movimento delle donne. Da ora in poi continueremo ad allargare la rete e a porre la nostra agenda di temi alla comunità politica. Nel contempo, continueremo un lavoro importante sulla coscienza di sé delle donne, sulla loro forza, sulla loro capacità di dare una svolta al Paese», ha esortato la piazza Cristina Comencini tra uno scroscio di applausi.

Dieci minuti a testa per esprimere i concetti che più stanno a cuore: il microfono passa Francesca Izzo e Cinzia Guido che fanno un bilancio del 13 febbraio, a Fabrizia Giuliani e, ancora, Flavia Perina, la presidente del Pd Rosi Bindi e Susanna Camusso, segretaria della Cgil che non manca di far notare, dopo avere avuto parole molto dure sulla politica del governo «che la manovra economica è contro le donne, soprattutto contro le più giovani». Per tutto il pomeriggio le numerose donne hanno raccontato senza riserve le proprie storie, esperienze, speranze. Ma anche le delusioni, le proposte per cambiare la condizione della donna nell’Italia degli Anni Duemila.

Fonte: Lastampa.it

Annunci
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: