Geniale articolo “sociologico” sul fenomeno da baraccone, onorevole Scilipoti.

La maglietta che la maggioranza degli italiani dovrebbe indossare...

«Mai una fine più indegna per gli alberi». «Introduzione a cura di Efialte, casa editrice Iscariota». «In vendita negli scaffali di sinistra nei giorni pari, in quelli a destra nei giorni dispari». All’apparizione del tag “esce il libro di Scilipoti” gli utenti di Twitter si scatenano. Il dibattito sul social network sulla biografia dell’onorevole più famoso d’Italia, segna un record importante. Oltre a essere la raffigurazione più pura del punto di massima distanza tra Palazzo e Paese reale, segnala che è saltato il confine tra realtà e fiction. Perché Domenico Scilipoti, ormai, non è più un personaggio che appartiene alla realtà. È un attore caratterista da cinema, una maschera da teatro. È l’Onorevole.

E forse c’è da capire Antonio Albanese, che annuncia che non farà più Cetto La Qualunque. Perché il vento è cambiato, dice. O forse perché quando uno sbeffeggiato per essere l’emblema dei peones scrive un libro (serissimo nelle intenzioni) che si chiama ‘Scilipoti il re dei peones’ (Falzea editore) la satira non può che restare spiazzata.
SCILI FANS L’UOMO DEL FARE, NOVELLO SARAGAT
«Questo libro ha il pregio di rompere gli schemi precostituiti della vulgata di Sinistra e di affermare con orgoglio il valore del termine peòn, qui declinato nella sua accezione positiva. Ovvero peón in quanto infaticabile lavoratore al servizio della democrazia», scrive il presidente Berlusconi nell’introduzione.

«Peòn, al singolare, può indicare il pedone negli scacchi, o il servo, o l’assistente del matador nella corrida. Ma è anche l’uomo di fatica, il bracciante operoso, pragmatico, concreto», «simbolo dell’Italia del fare», puntualizza ancor meglio lo stesso Scilipoti.
SCILI FANS Prendendosela con la “fatwa” morale che colpevolizza chi ha avuto il coraggio di affrancarsi dalla Sinistra, il premier dà il benvenuto a Scilipoti nella famiglia delle libertà. Forse ignaro del fatto che, poche righe dopo, l’onorevole siciliano paragona il suo gesto a quello di Giuseppe Saragat, che nel dopoguerra, «abbandonò con grande dolore il Partito Socialista, filocomunista, per fondare il PSDI, attento alle istanze dell’Occidente».

«CARO BARACK TI SCRIVO…»
Ma Scilipoti non si occupa solo dell’Occidente. Con il mondo orientale o non occidentale ha grandissimo feeling. In particolare, ne condivide il superamento del vecchio, stantio, paradigma che separa corpo e mente (anzi, anima, Scilipoti è molto religioso). Nel capitolo «Le avventure internazionali in Brasile, Giappone, India, Sri Lanka, Malesia» racconta, un po’ Marco Polo un po’ Salgari, le sue peripezie in questi Paesi.
SCILI FANS : In Brasile prende a cuore la battaglia per evitare la deviazione del fiume Sao Francisco, tanto da scrivere missive a Napolitano, Benedetto XVI e Barack Obama. Per questo, e per altri, impegni, riceve la medaglia “Padre Ernesto”, la medaglia “Tiradantes” nonché la cittadinanza carioca. Il suo nome non si arresta sulle coste del Pacifico americano.
SCILI FANS «L’eco del talento e dell’esperienza nel campo delle medicine integrative del medico messinese giunge fino in India, Cina, Giappone, Malesia e in Sri Lanka», scrive la sua zelante biografa, Giuseppina Cerbino.

TITOLI DA CAPOGIRO:
Impossibile star dietro alle onorificenze, in un’escalation che dà alla testa. Nominato membro dell’Accademia indiana di medicina naturale, nel 1999 riceve il titolo honoris causa dalla Faculty of the Zoroastrian college and the governing body of all indian Shan Behram Baug society.
SCILI BACIATORE: iIn Sri Lanka viene ricevuto dall’eminenza religiosa Lama Gangchen Tulku Rinpoche e poi riceve il riconoscimento honoris causa di Doctor of Science e poi il Title of Excellency della The Open International University for Complementary Medicines. Nel 1998 il conferimento del Title of excellency della The Ancient royal assyrian orden of merit.

«È il 2000 e l’incetta di premi non conosce soluzione di continuità», incalza la biografa. La Open international university for Medicine di Colombo gli conferisce l’ennesimo certificato di eccellenza. Nel 2006 arriva il premio Huang Ti Yellow Emperor dal Research institute of medical acupuncture, con sede a Kuala Lumpur. «Non si ferma il peregrinare del ginecologo agopuntore vigliatorese, arrivato in Giappone, infatti», prosegue l’autrice apprende la tecnica di agopuntura nipponica, la “Ryodoraku”», che poi insegnerà a San Paolo e a Cutiriba, stato del Paranà.
MIMMO E FANS SICULA PIPPO FRANCO E IL CUORE SOLO
Anche in Italia, però, la battaglia evangelizzatrice a favore della medicina non tradizionale continua. Convince i più refrattari, e acquisisce testimonial di peso, come l’attore Pippo Franco, intervenuto all’ultimo convegno del Movimento Olistico il 15 aprile 2011. In veste di relatore, puntualizza Scilipoti. D’altro canto, l’olismo è anche il suo programma politico. «Un solo cuore un’unica idea/in questo mondo di ostinata follia. Un solo cuore in questa odissea/siamo milioni e un unico Dio/un grande coro e dentro ci sono anch’io», recita la canzone dei Responsabili, il gruppo parlamentare fondato all’indomani della rottura.
MIMMO E FANS PELATO La verità, confessa l’onorevole, è che caparbietà e innato senso di rivolta verso le ingiustizie lo hanno sempre caratterizzato fin da subito. Tanto che una volta fuggì a Messina, a casa di una zia, perché il padre gli aveva tagliato a forza i capelli lunghi (e ribelli).
DOMENICO SCILIPOTI TUTTA COLPA DI LOMBROSO
Centoquaranta interrogazioni parlamentari, 30 proposte di legge come primo firmatario e 110 come cofirmatario, 40 ordini del giorno, 200 riunioni con rappresentanti dei cittadini, 200 conferenza in Italia e 10 all’estero. Ma soprattutto, produzione di cui va particolarmente fiero, 600 comunicati stampa diramati alle agenzie in tre anni. I numeri dell’onorevole Scilipoti, eletto nel vicino 2008, parlano da soli, insieme all’eclettismo delle sue battaglie.
L ‘ASSISTENTE DI SCILI:  tra le tante, variopinte e diverse, alla quale si è dedicato una, poco nota ma rivelata dal libro, non va dimenticata. Quella contro il Museo Lombroso di Torino, che espone, senza troppo prendere le distanze, le teorie dello scienziato razzista, che si accanì contro il bandito Giuseppe Villella e le sue fossette occipitali.

«A 150 anni dall’unificazione italiana, da poco celebrati, si considera doveroso», dichiara Scilipoti, «chiedere la restituzione dei resti di Giuseppe Villella. Si tratterebbe di un atto dal profondo valore simbolico e rappresenterebbe un segno di vera riconciliazione nazionale».
DOMENICO SCILIPOTI Un altro modo, per Scilipoti, per entrare nella Storia. Quella con la S maiuscola, che, come lui stesso scrive, ha contribuito a cambiare, attirandosi gli strali dei suoi oppositori. Che gli attribuiscono la peggiore delle colpe. «Aver impedito il Grande Passo, il Kali Yuga, il Trapasso a una nuova era dell’umanità senza Silvio Berlusconi».

 Fonte: E. Ambrosi per “Vanity Fair”

maglietta: una “limited” di www.magliettefresche.it per “Un giorno da pecora”

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