Il Partito comunista cinese ha 90 anni (e li dimostra)

Dalla foto non si direbbe...

Senza il PCC non c’è la Nuova Cina” è un motto che ricompare frequentemente nei vari speciali che i media cinesi stanno dedicando al novantesimo anniversario della fondazione del Partito comunista cinese. Come un solo megafono, gli organi mediatici della Repubblica ripetono da giorni gli stessi mantra: “il Partito ha fatto il bene della Cina“, “il Partito promuove la lotta alla corruzione“, “la Cina deve proseguire nel principio socialista con caratteristiche cinesi sotto la guida del Pcc“, “il mondo religioso cinese continua a volere la guida del Pcc”.

Sono solo pochi esempi degli articoli apparsi sugli organi di stampa nazionale, ma lo stesso discorso vale per le forme d’intrattenimento pop come le Canzoni Rosse, inni alla maestà del comunismo cinese e di Mao Zedong, vecchi di almeno quarant’anni, ma ancora orgogliosamente cantati a squarciagola dalle masse. Per non parlare poi del kolossal propagandisticoL’inizio della grande rinascita” proiettato nei cinema di tutta la nazione – previo boicottaggio delle pellicole hollywoodiane e organizzazione di gite di lavoro coatte per spedire dipendenti statali e scolaresche nelle sale – o delle miniserie televisive dedicate al Pcc che seguono un filo narrativo dissimile rispetto alla normale programmazione, ricca di fiction su comunisti contro nazionalisti o cinesi contro giapponesi.

Il giusto mix contemporaneo: Mao è come Topolino?

L’estetica di questo luglio 2011 mette allo scoperto il problema centrale del Pcc: la propria attualità. Mentre la Cina da oltre 30 anni, con l’inizio della politica di riforma e apertura, si è incontrata e scontrata col resto del mondo, facendosi contagiare dalla modernità e dal progresso, sono in molti a considerare il Partito incapace di reinventarsi in chiave contemporanea, ancorato nell’esaltazione di un’epoca lontana dove i vecchi – o i morti – di oggi erano la novità, i rivoluzionari, gli artefici del cambiamento e i pionieri della Nuova Cina. Ma visto da fuori, questo spettacolare novantesimo compleanno lascerà il mondo a bocca aperta con le sue bandiere rosse, i suoi cori rivoluzionari, i suoi numeri e la sua apparente devozione alla causa.

Fonte: http://blog.panorama.it

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    • GIUSEPPE
    • 1 settembre 2011

    IL MIO MIGLIORE AUGURIO DEL NOVANTESIMO COMPLEANNO
    VE NE AURO ANCORA ALTRI MILLEANNI, PER POI CONTINUARE
    ALL’INFINITO. VI SALUTO CON SIMPATIA E CONDIVIDO TUTTO
    IL VOSTRO OPERATO. Giuseppe Impiduglia.
    TORINO, 30 AGOSTO 2011.

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