Guru anti-corruzione infiamma New Delhi.Il guru indiano Baba Ramdev ha cominciato oggi a New Delhi uno ‘sciopero della fame fino alla morte’ per chiedere al governo di fare di piu’ contro la corruzione ed il riciclaggio del denaro sporco .

La maglietta del ...Guru...

Baba Ramdev, un guru dalla folta barba nera e dalla grande presa televisiva, sta agitando da giorni le acque politiche indiane dopo che un ”digiuno fino alla morte” contro la corruzione, da lui cominciato sabato a New Delhi, e’ stato interrotto dalla polizia, che non ha esitato ad utilizzare gas lacrimogeni e sfollagenti per allontanare brutalmente centinaia di persone, fra cui donne e bambini che stavano dormendo. L’azione e’ stata subito condannata dall’opposizione di centro-destra (Bjp) che ha accusato il partito del Congresso al potere di ”atrocita”, e spinto oggi sia la Corte suprema indiana, sia la Commissione nazionale per i diritti umani a chiedere al governo un rapporto urgente. Il primo ministro Manmohan Singh, chiamato in carica da Ramdev, ha giustificato in una conferenza stampa l’azione degli agenti, definendola ”sfortunata ma necessaria”, ed ha assicurato che il suo governo ”e’ molto impegnato contro la corruzione”, anche se non ”possiede la bacchetta magica per eliminarla in quattro e quattr’otto”.

Fatto sta che effettivamente l’impeto delle centinaia di agenti inviati sul Ramlila Maidan nella citta’ vecchia di Delhi e’ stato considerato da quasi tutti sproporzionato rispetto al pericolo potenziale rappresentato dai seguaci del guru. Fonti giornalistiche assicurano che i feriti sono molte decine, mentre la tv Cnn-Ibn ha mostrato una donna di 54 anni ricoverata in rianimazione in un ospedale di New Delhi con i quattro arti paralizzati. Quando lo sgombero e’ cominciato, Baba Ramdev ha invitato la gente ad una resistenza nonviolenta e poi, intuendo che da un momento all’altro poteva essere arrestato, si e’ fatto prestare un vestito da donna per fuggire. Uno stratagemma che ne ha ritardato di tre ore la cattura ed il trasferimento forzato nel suo ashram di Haridwar, nel nord dell’India.

”Ho preferito utilizzare una tattica di sopravvivenza – spieghera’ piu’ tardi – come fece (nel 17/o secolo) il re guerriero Shivaji”. Da Haridwar il santone ha indurito la posizione e confermato che ”il mio sciopero della fame continua”, denunciando davanti ad un gruppo di giornalisti che ”l’obiettivo del governo era uccidermi” e che il partito del Congresso ”non ha a cuore la sorte delle donne e dei bambini di questo paese”. Duro al riguardo anche il suo attacco a Sonia Gandhi: ”Lei guida il governo con il telecomando. Prima non prestavo troppa attenzione al fatto che non fosse nata in India. Ma ora mi rendo conto che e’ soltanto la ‘cognata’ di questo paese, e che non ama le madri, le sorelle ed i bambini” indiani.

Il clima e’ rovente, perche’ anche l’attivista sociale Anna Hazare, che tempo fa ha ottenuto concessioni dal governo con uno sciopero della fame di quasi 100 ore, ha annunciato che l’8 giugno tornera’ a manifestare, per il momento per solo 24 ore. Inoltre, oggi, durante una conferenza stampa del segretario generale del partito del Congresso, Janardhan Dwivedi, un giornalista, Sunil Kumar, gli si e’ avvicinato e, togliendosi una scarpa, ha fatto segno di volerlo colpire, suscitando la reazione dei presenti, che lo hanno fermato e malmenato.

Fonte: Maurizio Salvi per ansa.it

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